Quale messaggio vuole veicolare Salvini con quella persistenza a circolare e farsi fotografare in divisa da poliziotto, entrando così vestito persino in Parlamento?

Cosa ha voluto dire il senatore del Carroccio Paolo Arrigoni, eletto nelle Marche, quando ha deciso di pubblicare sul proprio profilo social la foto di due poliziotti in divisa e, quindi, in servizio che ai banchetti della Lega firmavano per adesione alla campagna di mobilitazione a sostegno di Salvini?

E cosa ha inteso trasmettere anche Antonio Cappiello, segretario regionale lucano della Lega, pubblicando anche lui sul suo profilo facebook la foto dei due poliziotti sotto alla scritta “Tutti al fianco di Matteo Salvini“, senza per altro specificarne la fonte, traendo così in inganno (ma non è certo per colpa sua, piuttosto di chi avrebbe il dovere deontologico di controllare le notizie prima di pubblicarle) anche qualche testata locale  che ha rilanciato la foto (notizia) pensando fosse stata scattata ai gazebo di Matera?

Vogliono far credere agli italiani che la Lega e la Polizia sono la stessa cosa? E che il “capitano”, fin’ora solo dell’esercito leghista, è oramai un “capitano” vero (dimostrando scarso senso del ridicolo)?

Se così fosse, sarebbe comunque inquietante sotto il profilo di uno Stato democratico in cui le funzioni sono e devono rimanere ben distinte.

E’ ovvio e normale che gli uomini e le donne delle forze dell’ordine abbiano, legittimamente, una propria opinione politica, ma quando sono in servizio, sono al servizio di tutti i cittadini, come ogni pubblico ufficiale.

Ed è questa una certezza che più granitica è, più fa bene a loro e a tutti i cittadini.

La Questura di Ascoli Piceno  sembra abbia aperto un procedimento amministrativo sull’accaduto che non sappiamo se sia sanzionabile ed  in che misura, ma è chiaro che quella leggerezza non giova al clima di sostegno generale che serve e che c’è (non verrà certo meno per questo sgradevole episodio) al loro prezioso e difficile lavoro a tutela della nostra sicurezza.

Meraviglia che non si sia colto -da parte di quegli uomini/donne impegnate a far rispettare la legge- lo stridore di quel sostegno così ostentato in divisa ad una campagna  che tende a voler sottrarre Salvini proprio al giudizio sul rispetto della legge. Volendo costituire -questa raccolta di firme- di fatto una sorta di processo popolare di assoluzione preventiva per i reati ipotizzati a carico del potente politico da parte del Tribunale dei Ministri che ha chiesto al Senato della Repubblica di poterlo processare per il caso della nave Diciotti.

Che ci provi Salvini e i suoi  a sottrarsi al processo, come tanti altri potenti politici prima di lui, non costituisce novità (anzi). Tutto già visto.

Che anche qualcuno delle forze dell’ordine -che dovrebbe eleggere a proprio credo “la legge è uguale per tutti” lo pensi…..qualche problemino di coerenza forse si pone.