Dopo quella del 2019 al Papeete beach, anche questa non si preannuncia una bella estate per la Lega e per il suo leader, stabilitosi ancora al mare, ma nella costa opposta, in un lido della Versilia.

Non sappiamo se dispiaceri ulteriori verranno anche dalle elezioni amministrative che stanno per venire, ma ora si suda sul caso Fontana che zampilla giorno dopo giorno bugie e figuracce: dal “non sapevo nulla sulla procedura”, al “mai intervenuto in nessun modo”, sino al tentato bonifico di 250 mila euro in favore del cognato da un conto milionario svizzero, costituito da ex fondi neri detenuti dal 2005 nelle Bahamas e poi ripuliti nel 2015 con la lavatrice renziana del voluntary disclosure.

Hai voglia a ripetere il vecchio refrain berlusconiano-renziano della “giustizia ad orologeria”, come fa in queste ore uno stanco e livoroso capitan Salvini, ma i fatti sono lì ad inchiodare alla sua condotta meschina e perfino ridicola un oramai indifendibile personaggio posto inopinatamente alla guida della regione più ricca d’Italia.

Fontana che è diventato un impresentabile persino alla tradizione leghista e andrebbe fatto dimettere, non tanto per gli aspetti giudiziari che sono oggetto dell’inchiesta, ma per almeno due ragioni tutte politiche: l’aver mentito ai suoi elettori circa la fornitura di camici in questione, mentre è stato dimostrato ampiamente il contrario e perché rivelatosi essere un pubblico amministratore riccone che ha detenuto illegalmente di nascosto conti milionari alle Bahamas per non pagare le tasse al proprio Stato e quindi anche alla Regione da lui amministrata.

Ma ovviamente così non sarà e il Capitano ai suoi tifosi propinerà una narrazione persecutoria dei cattivi contro di lui, il buono.

E lo farà anche perchè il caso Fontana è solo l’ultimo di una serie di grane giudiziarie che si addensano su lui e la Lega.

Della famigerata vicenda dei 49 milioni di euro sottratti allo Stato consumatasi, come scritto in una sentenza passata ingiudicato, grazie ad una truffa sui rimborsi elettorali, rimane aperta l’appendice di un secondo fascicolo aperto con l’ipotesi di riciclaggio nella ricerca di questo tesoro perdutosi nel nulla.

Ci sono poi la anch’esse recenti inchieste sulla presunta compravendita gonfiata di un immobile per la Lombardia Film Commission e quella sui test sierologici tra la Diasorin e l’Ospedale San Matteo che in qualche modo coinvolgono figuri del carroccio.

Per non parlare dell’accusa di corruzione per l’ex sottosegretario Siri per una presunta mazzetta di 30 mila euro, le “spese pazze” per cui sono già stati condannati il capogruppo al Senato Romeo (1 anno e 8 mesi) e l’ex viceministro Rixi (3 anni e 5 mesi), nonchè il tesoriere Centemero che è indagato per finanziamento illecito.

Dulcis in fundo ci sono le vicende di Salvini connesse alla gestione degli sbarchi quando fu Ministro dell’Interno, come quello della nave Gregoretti.

Insomma, c’è molta carne a cuocere per far esprimere al massimo il vittimismo salviniano nel tentativo di far dimenticare la sua fallimentare linea politica che sta raggiungendo l’apice, salvo qualche boccata d’aria che ogni tanto lo salva dall’apnea quando compare all’orizzonte qualche barca di disperati su cui può sparare il suo solito repertorio razzista.

Finchè la barca va……….e i suoi fan saranno disposti a seguirlo di pancia più che di testa….lui andrà….