E’ stato l’ultimo pacchetto di nomine (dalla Sanità all’Arpab) che la giunta regionale di Basilicata ha fatto prima del rompete le righe e della fissazione della data del voto, quasi in concomitanza con il pronunciamento del ministro degli Interni Matteo Salvini che ha respinto la richiesta di proroga a maggio 2019, avanzata dal vicepresidente della giunta regionale Flavia Franconi in relazione alla cerimonia inaugurale per Matera capitale europea della cultura 2019. Si voterebbe il 20 gennaio 2019, ma il Pd non è ancora pronto con evenutali alleanze (si continua a parlare di civiche di sostegno per ricandidare tutti) e per la candidatura alla presidenza. Si attende di salvare capra e cavoli riconfermando l’ex presidente Marcello Pittella, in relazione al pronunciamento -a fine novembre- della Corte di Cassazione per l’ inchiesta ”Suggello” del Tribunale di Matera sui concorsi nelle aziende sanitarie locali. Senza dimenticare l’altra inchiesta aperta dal Tribunale di Potenza, per l’intera giunta, su altri aspetti della Sanità lucana. E così, a detta delle opposizioni da Fratelli d’Italia al M5S alla Lega e con alcuni mal di pancia anche in casa Pd, le nomine dei direttori generali a Potenza, Matera, al Crob e di riconferma all’Arpab, sono inopportune e rappresentano l’ultimo colpo di coda del Partito democratico. Atto dovuto secondo la posizione ufficiale , visto che la commissione per quanto riguarda la Sanità ha scelto e selezionato i nuovi dirigenti delle Aziende sanitari e che i commissari non possono reggere la cosa in attesa del nuovo governo regionale. Prendetela come vi pare ma le decisioni sono queste e,chiaramente, spiazzano quanti avrebbero- chissà- voluto decidere dopo il voto e con altro quadro di riferimento, a giudicare da proiezioni e sondaggi. Ma occorre prima il responso dell’elettorato. Non ci permettiamo di esprimere valutazione sulla professionalità degli incaricati nelle aziende sanitarie locali. Quanti vogliano approfondire possono cercare sul web e farsene un’idea tra incarichi, provenienze, successi e brusche interruzioni di carriera. Un pizzico di curiosità per la Asm di Matera dove il neo dirigente è Joseph Polimeni. Radici statunitensi ma accento toscano, caratteristiche che da queste parti – come abbiamo recepito dai primi rumors e commenti- ricordano tanto le promesse di un noto boy scout fiorentino e la conflittualità interessata e clientelare dei referenti locali. Altro contesto. Basta con la politica del sommerso, che in Basilicata – proprio per interessi politici- ha portato a un incremento della migrazione sanitaria, alla drastica riduzione della medicina del territorio.Senza dimenticare il depauperamento di risorse, funzioni e motivazioni nell’Ospedale Madonna delle Grazie in vista di una riforma per la gestione centralizzata di strutture e servizi. Serve un cambio di rotta di ”strategie” sulle esigenze dei territori, vista la specificità di Matera in relazione alla sua provincia e al comprensorio murgiano e alll’inevitabile aumento di prestazioni con Matera 2019. Al neo direttore generale, comunque, gli auguri di buon lavoro.

IL PROVVEDIMENTO DELLA GIUNTA
“…. la Giunta regionale della Basilicata, presieduta dalla vicepresidente Flavia Franconi, ha proceduto alla nomina dei vertici della Sanità lucana, sulla scorta delle valutazioni tecniche effettuate dall’apposita commissione esaminatrice a suo tempo istituita dal governo lucano.

Nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” è stato nominato il dott. Angelo Cordone, 64 anni, originario di Pineto in provincia di Teramo, già direttore generale della Fondazione IRCCS del Policlinico San Matteo di Pavia e direttore sanitario della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico “Carlo Besta” di Milano.

A guidare l’Azienda Sanitaria di Potenza (ASP) sarà invece l’avv. Lorenzo Bochicchio, 45 anni, originario di Salerno ma dal 2011 direttore amministrativo dell’Università degli Studi della Basilicata, dopo essere stato dirigente di ruolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’Azienda Sanitaria di Matera (ASM) è stata infine affidata a Joseph Polimeni, nato a New York 49 anni fa, già direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera universitaria di Siena e commissario governativo ad acta per la prosecuzione del piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione Campania e direttore generale dell’Asl 2 di Lucca.

Nelle prossime ore il provvedimento di nomina sarà notificato agli interessati, chiamati a loro volta a porre in essere gli adempimenti formali di rito, prima di procedere alla sottoscrizione dei rispettivi contratti triennali di lavoro.

Sempre nella serata di ieri, la Giunta regionale ha riconfermato per altri tre anni il dott. Edmondo Iannicelli alla guida dell’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale della Basilicata (ARPAB).

ROSA(fdi) : TENTATIVO PD ESERCITARE POTERE RESIDUO
“L’operazione della nomina dei nuovi direttori generali delle Aziende sanitarie lucane e la conferma alla guida dell’Arpab di Iannicelli confermano – afferma in una nota il capogruppo Laboratorio Basilicata – Fratelli d’Italia Gianni Rosa, la paura del centrosinistra lucano di perdere le prossime elezioni regionali. È una manovra politicamente scorretta che dimostra la scarsa caratura di chi ci ha governato per vent’anni. Senza entrare nel merito della qualità e della competenza dei nuovi direttori generali, una cosa è chiara a tutti: il tentativo del Pd lucano di esercitare fino all’ultimo quel residuo di potere che ancora detiene”. “Questo atteggiamento della Giunta, a qualche mese dal cambio di governo è, oltre che di cattivo gusto, anche inopportuno- prosegue Rosa.Sono gli ultimi colpi di coda per tentare di mettere un piede nel prossimo Governo regionale, sottraendo la possibilità di scelta a chi governerà la Basilicata per i prossimi cinque anni. Ma ancor di più, questo gesto conferma un dato essenziale: il provvedimento di commissariamento non aveva ragion d’essere se non quella di confermare, in spregio della legge, l’ex commissario Maglietta. Ricordiamo che l’istituto del commissariamento è previsto per ipotesi di eccezionalità e straordinarietà. La nomina dei commissari era stata giustificata da Pittella con l’attuazione della riforma sanitaria. Si trattava di una becera scusa. Infatti, la riforma non è stata ancora attuata ma, oggi, si ritorna alla normalità e vengono nominati dei direttori generali. Per magia, il commissario non è più necessario”.
“E l’ennesima dimostrazione -ha concluso-che il centrosinistra lucano ha trattato la Sanità come un postificio. Per non parlare della riconferma di Iannicelli che non si è dimostrato all’altezza, in questi anni, del compito affidatogli. Il masterplan è ancora inattuato. Iannicelli non fa altro che scaricare le responsabilità sugli altri. L’unica cosa di cui si è occupato, l’implementazione dell’organico attraverso l’assunzione degli interinali, è stato un pasticcio che ha destato non pochi dubbi sulla bontà delle selezioni. E l’emergenza ambientale che affligge la nostra Regione è ben lontana dal trovare una soluzione. Solo per questo, avrebbe dovuto essere rimosso. E invece, a poche settimane dal rinnovo di Governo, ce lo ritroviamo ‘premiato’ con una riconferma. In poche parole, siamo di fronte all’ennesima beffa del ‘Sistema Basilicata’ creato dal Pd. Al Governo, ci impegneremo a smantellarlo pezzo per pezzo”.

Fanelli (Segr. Prov. Lega POTENZA) Nomine inopportune
“A distanza di poco più di un mese -afferma in un comunicato stampa, il segretario provinciale di Potenza della Lega, Francesco – dalla nota in cui esprimevo totale disappunto e chiedevo lo stop alle nomine e alle promozioni all’interno degli Enti regionali da parte di Direttori Generali e Commissari il cui mandato è prossimo alla scadenza, la Giunta regionale ha nominato ieri, con un giorno di anticipo rispetto alla data stabilita della seduta, i nuovi Direttori Generali dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo, dell’Asp, dell’Asm e dell’Arpab”.

E’ Fanelli bolla la decisione della giunta. “Sono contrariato -afferma-per un’azione che rappresenta soltanto un colpo di coda di un regime, ormai al capolinea, che continua ad operare per fini chiaramente clientelari, a soli due mesi dal voto.Sarebbe stato opportunoche la scelta di questi nuovi dirigenti, che dovranno guidare aziende con un ruolo importantissimo, che negli ultimi anni non si sono certo distinte per efficacia ed efficienza, fosse effettuata da chi andrà a governare la regione da qui a poco”.
M5S: COLPO DI CODA FINALE DEL PD LUCANO

IL SISTEMA SI STA BLINDANDO PRIMA DELLE ELEZIONI: NOMINE SANITÀ E ARPAB, COLPO DI CODA FINALE DEL PD LUCANO.

Nella tarda serata di venerdì 16/11, si è consumato il colpo di coda finale della Giunta Regionale delle Basilicata che ha sancito le nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie di Matera e Potenza, dell’Azienda San Carlo, e dulcis in fundo la conferma alla guida dell’Arpab di Edmondo Iannicelli. Parlare di questione di opportunità è il minimo sindacale, non fosse altro che proprio in materia di sanità e ambiente si sono consumate le peggiori sciagure a cui questa terra abbia mai assistito, con tanto di arresti tra politici e funzionari, e disastri ambientali senza precedenti. Abbiamo chiesto con forza che le nomine fossero affidate alla prossima Giunta Regionale ma l’epilogo, a causa del rinvio ostinato della data delle elezioni, è stato dei peggiori. Una forzatura abnorme da parte della Giunta targata Franconi, assessore alla sanità prestata al ruolo di presidenza per i noti impedimenti del sospeso Pittella, finita sotto indagine della Procura di Potenza assieme agli assessori Luca Braia, Carmine Miranda Castelgrande, Roberto Cifarelli e Francesco Pietrantuono. I magistrati potentini hanno ipotizzato il reato di abuso d’ufficio per le nomine nelle aziende sanitarie lucane disposte dalla Giunta Regionale il 22 gennaio 2018, che hanno prodotto i commissari Pietro Quinto e Giovanni Chiarelli, finiti rispettivamente in custodia cautelare e ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Il Suggello”. Così come ci lascia interdetti la riconferma di Edmondo Iannicelli alla guida dell’Arpab, protagonista della massiccia campagna di assunzioni interinali all’interno dell’ente.  La nuova giunta si troverà, quindi,  in eredità dei direttori generali che potrebbero non essere idonei a conseguire linee programmatiche completamente diverse da quelle che hanno prodotto simili scenari. In ultimo non possiamo non considerare che questo gran da farsi si consuma senza che sia stata ancora fissata una data per le Elezioni Regionali, nel tentativo disperato del PD di recuperare consensi e fortificare, ove possibile, il radicamento di un potere che ha ridotto la Basilicata a terra di malaffare e disastri ambientali.
I lucani sapranno comunque distinguere tra chi fa i loro interessi e chi continua a fare gli interessi di pochi.

Gianni Perrino
Gianni Leggieri
M5S Basilicata  – Consiglio Regionale

Ufficio_Stampa_Comunicazione
Angelo Desiante
Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Basilicata

E IL M5S AVEVA CHIESTO DI CONOSCERE MISURE SU INDAGATI SANITOPOLI
“Dopo i miei ripetuti interventi sullo scandalo della sanitopoli lucana – scrive in una nota il consigliere Maurizio Leggieri- mi ero illuso che, per lo meno per rispetto dei cittadini, i vertici della sanità lucana avrebbero dato una chiara risposta alle domande da me poste. Mi sarei aspettato che, per un elementare canone di trasparenza, ci fosse stata una presa di posizione, quanto meno ai fini informativi, chiarendo i provvedimenti che ritenevo indispensabili. Avevo, così, chiesto informazioni in ordine ai provvedimenti disciplinari, alle decurtazioni stipendiali previste dalla legge, alla sorte dei concorsi oggetto di conclamata turbativa”.

“Devo confessare -ha aggiunto- di essermi illuso che quanto meno i basilari principi dell’azione amministrativa, ossia la trasparenza e l’imparzialità, fossero ancora la guida di questa classe politica. Purtroppo mi sono sbagliato. Alcuna risposta è pervenuta e neanche una flebile presa di posizione che desse una risposta alle domande di tutti i cittadini.Mi sono chiesto: come è possibile – continua – che di fronte a fatti così gravi, offensivi di tutta la comunità, non si avverta il bisogno di informare l’opinione pubblica, di renderla edotta delle azioni doverose che anche la più totalitaria democrazia ha il dovere di mettere in campo per ripristinare l’immagine ed il decoro della pubblica amministrazione. Mi ero illuso che, ponendo domande a livello politico, avrei ricevuto risposta non fosse altro che per rispetto del ruolo rappresentativo da me rivestito. Invece nulla, solo un assurdo ed incomprensibile silenzio”.
“Ma, siccome nell’esercizio del mio mandato – ha aggiunto Leggieri – ho avuto come unica guida il rispetto del cittadino, ho deciso di non piegarmi a questa logica omertosa e di servirmi di tutti gli strumenti che l’ordinamento giuridico appresta per consentirmi di dare ai lucani quelle risposte che hanno il diritto di avere. Ho così formalizzato, in data 7.11.2018, un’istanza di accesso agli atti rivolgendo la stessa, oltre che alla Regione Basilicata, a tutte le Aziende sanitarie detentrici delle informazioni (Asp, Asm, S.Carlo, Crob)”.

“In tale istanza – aggiunge – ho chiesto di acquisire, nonché di estrarre copia dei relativi atti, le seguenti informazioni: se nei confronti dei dipendenti sottoposti a procedimento penale (cd. ‘operazione suggello’) tali p.a., ognuna per quanto di competenza, abbia intrapreso il procedimento disciplinare chiarendo l’attuale stato dello stesso; se, durante i periodi di sospensione obbligatoria dal servizio, ai dipendenti sottoposti a misura cautelare sia stata operata la doverosa decurtazione stipendiale da parte di codeste p.a.; se, a seguito degli atti sub a) e sub b), gli interessati abbiano prodotto memorie, istanze e/o deduzioni; se siano stati intrapresi i procedimenti di annullamento d’ufficio dei concorsi oggetto di indagine”.

“Ho precisato – aggiunge – che l’istanza è finalizzata ad acquisire copia di tutti gli atti di cui ai punti a), b), c) e d) di cui è stato chiesto il rilascio di copia. Considerata la situazione, al fine di prevenire prevedibili obiezioni, ho specificato che la legittimazione e l’interesse del sottoscritto ad avanzare l’istanza trovino la loro fonte nell’art. 43 d.lgs. 267/2000, pacificamente applicabile ai consiglieri regionali. Ciò perchè la vicenda cui inerisce l’accesso riguarda organi e/o soggetti rientranti nell’ambito regionale. Sul punto la giurisprudenza è assolutamente consolidata avendo precisato, proprio in ordine ad una istanza di accesso presentata da un consigliere regionale, che ‘(…)tale accesso non necessita di motivazione, atteso che, diversamente, sarebbe consentito un controllo da parte degli uffici dell’amministrazione sull’esercizio delle funzioni del consigliere’”.

“Allo stato – precisa Leggieri – alcuna risposta è stata fornita anche se il termine di legge (30 giorni) è ancora pendente. Naturalmente rassicuro i cittadini che, in ipotesi di diniego o di silenzio, non avrò alcuna remora ad adire il Tar a mie spese. Il diritto all’informazione dei cittadini è per me un bene primario e farò di tutto affinché anche da noi questo diritto venga assicurato. Certo non nascondo l’amarezza in quanto sono stato costretto a servirmi di uno strumento giuridico quando è dovere di ogni amministrazione leale e corretta agire in assoluta trasparenza”.

“Devo purtroppo constatare – conclude – che da noi l’occupazione del potere da parte del Pd (con l’avallo della destra che siede sugli scranni regionali) ha avuto, tra le altre, quale conseguenza l’opacità. Ma, in nome dei valori cui mi sono sempre ispirato e di quelli del M5s di cui mi onoro di appartenere, condurrò questa battaglia sino alla fine. Lo devo ai cittadini che hanno il diritto di sapere e che, soprattutto, hanno il diritto di sperare che questa vergognosa stagione sia oramai finita”.
E LA NOTA SULL’INCHIESTA DI SANITOPOLI DELLA PROCURA DI POTENZA
La procura di Potenza ha disposto una nuova indagine su Marcello Pittella, finito sotto inchiesta per le note vicende giudiziarie che lo hanno costretto a un lungo periodo di arresti domiciliari. Tuttavia si allarga a dismisura la platea di nomi eccellenti rispetto a quelli venuti fuori a luglio dalle indagini della procura di Matera.
Al nome di Pittella, sospeso ma non dimessosi dal ruolo di presidente regionale e su cui grava un provvedimento di divieto territoriale, si aggiungono quelli dei componenti dell’attuale giunta regionale: la presidente in pectore e assessore alla sanità Flavia Franconi, gli assessori Luca Braia, Carmine Miranda Castelgrande, Roberto Cifarelli e Francesco Pietrantuono, il dirigente generale del Dipartimento presidenza della giunta, Vito Marsico, e i tre vertici delle aziende sanitarie lucane, Rocco Maglietta già direttore generale e poi commissario del San Carlo, Giovanni Battista Bochicchio ex Dg all’Asl di Potenza ora Dg al Crob di Rionero, e Pietro Quinto ex commissario all’Asl di Matera ora dirigente a Policoro dopo più di tre mesi tra carcere e arresti domiciliari. L’ipotesi di reato è concorso in abuso d’ufficio, nell’ambito dei commissariamenti delle Asl disposti dalla giunta regionale lo scorso 22 gennaio.
La decisione di commissariare le Aziende Sanitarie e l’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza è stata fortemente contestata da più parti, anche dall’interno dello stesso PD lucano. Una misura che forzava oltremodo quanto stabilito e regolato per legge, e che alla luce dei fatti dimostra l’ostinata volontà di determinare il controllo sulla sanità da parte di Pittella e della sua Giunta. La Legge regionale n. 39 del 2001 stabilisce che la decisione a procedere al commissariamento deve fondarsi su ragioni di carattere specifico e non può essere totalmente discrezionale, tanto più se per un conclamato calcolo politico-elettorale.
Ed proprio per questo che abbiamo ritenuto che le nomine dei commissari da parte della Giunta regionale fossero palesemente viziate da illegittimità, fino a presentare un’interrogazione per chiedere se fossero stati rispettati tutti i parametri previsti per legge, incassando tuttavia l’ostinazione da parte della maggioranza a procedere senza alcun ripensamento. Ricordiamo anche che, alla nomina dei commissari, ha fatto seguito l’attivazione della gara del valore di 45 milioni di euro che allarga la già folta platea di precari in ambito sanitario, un “modus operandi” ipercollaudato per accontentare quante più richieste possibili e tradurre la necessità lavorativa in un clientelare consenso elettorale. Il PD lucano ha dato forma a politiche per costruire solo consenso e non per superare le criticità che interessano i lucani, attivandosi al fine di arginare l’emorragia di voti delle elezioni politiche dello scorso marzo e speculando anche in settori fondamentali come quello della sanità.
Chiediamo fermamente che non si proceda alla nomine dei nuovi direttori generali della sanità prima delle prossime elezioni regionali, auspicando una conclusionedefinitiva per questa pagina vergognosa della storia della Basilicata.
Questi scandali si stanno consumando tutti a danno dei lucani che meritano una nuova classe dirigente e di essere governati onestamente. Il Movimento 5 Stelle è pronto a farlo.
Leggi il testo dell’interrogazione
I Consiglieri Regionali M5S
Gianni Perrino
Gianni Leggieri