Hai voglia a parlare di semplificazione amministrativa, di legge Bassanini e di ‘’rivoluzionari’’ auspici referendari costituzionali che lasciano il tempo che trovano. La verità è che la burocrazia e la doppiezza che la contraddistingue è la vera palla al piede del BelPaese e Matera ne paga le conseguenze da sempre, vuoi per la buona fede di chi ci rappresenta che dovrebbe controllare come un ‘’mastino’’ annunci e norme che ci riguardano, vuoi per una innata impostazione di ‘’ jus, lex, codex e cavilli…’’ propri del potere centrale.

Ne sa qualcosa il sindaco Raffaello De Ruggieri, un avvocato, che con il suo staff ha dovuto allargare le braccia quando un funzionario dello Stato – dopo tante rassicurazioni e via libera venute da più parti – ha comunicato all’Amministrazione comunale che non si poteva procedere alla assunzione di 14 professionalità per l’Ufficio Sassi, previste dalla legge 771/86 sul recupero dei rioni Sassi e rifinanziata per altri 20 milioni di euro.

Motivo? I vincoli di bilancio nelle assunzioni nonostante il primo cittadino abbia fatto notare che la legge speciale consenta di derogare su quel tema… La precisazione , in sede romana, avrebbe dovuto chiarire ogni cosa, ma il funzionario ha replicato che si trattava di una legge di 30 anni fa.

E il sindaco…’’ Ma se il Governo ha deliberato nel 2015, rifinanziandola…Significa che è attuale’’. Nemmeno per sogno a detta del funzionario che ha ripetuto – si fa per dire- la massima ‘’ Sed lex Dura Lex’’ e, immedesimandosi nella situazione degli amministratori comunali, ha anche suggerito di presentare un emendamento alla legge di bilancio… ‘’ Paradossale’’ ha commentato il sindaco. Ma la burocrazia è grande più di un macigno e dobbiamo aver pazienza’’.

Del resto quelle assunzioni, che saranno espletate, se va bene entro giugno 2017, servono alla progettazione e agli interventi di manutenzione e di completamento degli interventi in relazione al terzo piano biennale di recupero e al piano di gestione dei siti Unesco ,che comprendono i Sassi e l’habitat rupestre. Una situazione paradossale che di fatto blocca operatività e buone intenzione del Comune in vista di Matera 2019.

Gli organici comunali, dal punto di vista qualitativo e quantitativo, nei settori tecnici, urbanistici, amministrativi ormai hanno eroso anche le ossa…per via dei pensionamenti e dell’innalzamento dell’età media sempre più vicina ai 60 anni. E i Sassi, come emerso nel corso del consiglio comunale aperto sul trentennale della legge 771/86, al quale –hanno notato in molti- non ha partecipato il presidente della giunta regionale Marcello Pittella, sono parte integrante del tessuto urbano ma hanno una specificità che va rispettata.

Si deve intervenire con ‘’delicatezza’’ e con ‘’tecniche tradizionali’’ ma non sempre è cosi e i restauri fatti da alcuni privati per realizzare strutture ricettive o della filiera della ristorazione destano non poche perplessità. Le cisterne non vanno sigillate e i canali scavati nei secoli dall’acqua piovana non vanno cancellati, avendo cura di assicurare la ventilazione.

E si potrebbe continuare con la pavimentazione, con gli oblò in plexiglas, camini e fumaioli in tufo eccessivamente squadrati o ricoperti in cotto, con la roccia o i pilastri tufacei tagliati per ricavare altezze improbabili e posti-letto e con il rifacimento di marciapiedi e o scalinate dalla pendenze pericolose e improbabili… I controlli ci sono ma qualcosa sfugge in nome della frenesia del business per il 2019.

Ci piacerebbe che venisse fatto qualcosa per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle stradine di accesso ai Sassi, come accade per esempio a Calata Ridola nelle imminenze dell’accesso dal belvedere di piazzetta Pascoli dove i ciottoli sono saltati o sono diventati eccessivamente levigat,i a causa del calpestio continuo dei turisti. E questo è un pericolo ricorrente e diffuso. Ma citiamo anche le caditoie occluse o spaccate, che non riescono a drenare l’acqua e i muri erosi dalle radici di erbacce, alberi, rampicanti o capperi come accade per il famoso ‘’muraglione’’ di via Muro che ha ospitato le sequenze di celebri film come il Vangelo Secondo Matteo, The Passion o Ben Hur.

Serve manutenzione altrimenti i danni saranno irreparabili. Ma c’è tanto altro da fare ed ecco perché occorre velocizzare i tempi ,affinchè si proceda alle assunzioni per l’Ufficio Sassi e al potenziamento della strutture tecnico amministrative in generale, tenendo conto di problematiche contingenti e non di poco conto. Dopo 30 anni , e ci siamo, scadono le subconcessioni di immobili.

Come ci si regola? Il Comune è in grado di verificare e tornare in possesso dei beni demaniali ( una parte del patrimonio, a quanto pare, non è stata del tutto trasferita dallo Stato all’Amministrazione comunale) visto che alcuni immobili sono passati di proprietà, pur essendoci vincoli precisi?. L’usucapione non è possibile e allora? Dovrebbe dare una mano il catasto dei beni immobiliari, ma occorre essere sicuri che gli archivi cartacei e informatizzati siano ancora integri , dopo la rarefazione o smantellamento del vecchio Ufficio Sassi. Mano ai capelli? Forse, muovendo le ali di una vecchia frase del poeta della tradizione orale Roberto Linzalone che ‘’Chi rompe paga e i Sassi sono suoi..’’.

Quanti mea culpa nei 30 anni della legge speciale sui Sassi,che mantiene intatta la sfida di grande opportunità soprattutto sul piano economico.?E questo aspetto è una scommessa per Matera 2019. Chissà, se non si avesse deciso di ammanicarsi e di immobilizzarsi nelle faragginosità della Fondazione, scegliendo piuttosto di dar vita a una azienda speciale e con un Patto diretto della città con il Governo, a quest’ora non avremmo perso tempo prezioso. Ma con i ‘’se e i ma la storia non si fa’’.

Di certo l’argomento sarà approfondito con un passaggio nella conferenza dei capigruppo prima di dedicare – come ha proposto il presidente del consiglio comunale, Angelo Tortorelli- una giornata intera, in tempi e modi da concordare, alle esperienze e alle proposte di investimento della legge 771/86. Di quella esperienza restano, per ora, gli interventi di parlamentari, di ex sindaci, dei consiglieri, tecnici e di alcuni cittadini. Ne riparliamo.

Anche perché i ‘’Sassi’’, scritto in maiuscolo come ripetiamo fino alla noia a ignoranti e ad alcuni grafici da diporto, sono il cuore di una città millenaria che desta ammirazione nel mondo, ma invidia a livello regionale. E questo ci aiuta poco. Ma abbiamo una ‘’potenza’’ (questa scritta in minuscolo) da far valere, puntando i piedi e stringendo i pugni, che è la nostra storia, la nostra identità, fino alla ostinazione proprio come il ‘’Bos’’ lassus ma capatosta. Facciamola valere alzando la voce ovunque.

E questo possiamo farlo, nonostante le connivenze e i sabotaggi di venduti, doppiogiochisti che si accontentano di un piatto di lenticchie o quasi per un pezzo di visibilità o di potere.

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