Tutta colpa di Giuseppe Conte e dei suoi ministri: il covid19, la gestione dell’emergenza, i bonus incassati dai parlamentari della Lega. Secondo Salvini (dichiarazioni di oggi)  Conte è un criminale che  “dovrebbe essere arrestato. Perché non ha chiuso le zone rosse quando doveva e ha chiuso il resto d’Italia quando non doveva. E qui non parliamo di un bonus. Parliamo di un crimine“. 

Certo è il vaniloquio di chi ha cambiato decine di volte posizione (aprire-chiudere-riaprire) e che si agita per buttare sugli altri il fango che gli cade addosso ogni giorno, non avendo il coraggio di assumersi responsabilità.

Come meravigliarsi, allora, che un certo numero di cittadini abbia messo in pratica la sua ideuzza ed ha provveduto a denunciare Conte e i suoi ministri?

Infatti, come già avevamo anticipato in altro pezzo della giornate (https://giornalemio.it/cronaca/salgono-a-5-i-positivi-in-basilicata-avviso-di-garanzia-a-conte-e-ministri/), un avviso di garanzia da parte dei pm di Roma è stato notificato nei confronti del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei ministri Alfonso Bonafede, Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza.

E’ stato reso noto che sono oltre duecento gli esposti e le denunce presentate da cittadini sull’operato del governo nel periodo del lockdowon e dell’emergenza Coronavirus che riguardano due ambiti della gestione: da un lato si accusa l’esecutivo di non aver saputo affrontare l’emergenza (della serie “si può fare di più!”), altri esposti ipotizzano reati di abuso d’ufficio e attentato contro i diritti politici del cittadino per l’imposizione delle norme legate al lockdown.

Sembrerebbe roba da gilet arancioni, di negazionisti (il covid è un’invenzione) e da seguaci del cazzaro verde. Ma magari anche da persone sinceramente preoccupate dell’equilibrio tra tutela salute e libertà che è stato messo in gioco in questa straordinaria contingenza. E’ bene che da qualunque sponda provengano è giusto vengano esaminati nel dettaglio e abbiano il seguito che meritano nello specifico. Sarà meglio per tutti.

In una nota della presidenza del Consiglio si da notizia della trasmissione al Tribunale dei ministri degli atti di questo procedimento nato da diverse denunce provenienti da soggetti di varie parti d’Italia per i reati di epidemia, delitti colposi contro la salute, omicidio colposo, abuso d’ufficio, attentato contro la Costituzione, attentato contro i diritti politici del cittadino (artt. 110, 438, 452 e 589, 323, 283, 294 del Codice penale). E chi più ne ha più ne metta.

La nota di Palazzo Chigi specifica che: “La trasmissione da parte della Procura al Collegio in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto. Nel caso specifico tale trasmissione è stata accompagnata da una relazione nella quale l’Ufficio della Procura ‘ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare‘”.

Roba da matti, ma in uno Stato di diritto bisogna  dare conto a tutti, così Conte e i ministri (come è loro dovere): “si dichiarano sin d’ora disponibili a fornire ai magistrati ogni elemento utile a completare l’iter procedimentale, in uno spirito di massima collaborazione”. 

Ma ecco a seguire il post che il Primo ministro Giuseppe Conte ha pubblicato poco fa sul tema, sul suo profilo facebook:

Nei mesi scorsi alcuni cittadini, avvocati, finanche un’associazione dei consumatori hanno dichiarato pubblicamente di avere presentato denunce nei miei confronti e del Governo per la gestione della pandemia. Le accuse sono state le più varie.

Alcuni ci hanno accusato di avere adottato misure restrittive, altri ci hanno accusato di non aver adottato misure sufficienti o di averle adottate troppo tardi. Ci hanno addebitato i più variegati comportamenti criminali: il reato di epidemia, di omicidio colposo, di attentato alla incolumità pubblica, di attentato contro la Costituzione e contro i diritti politici dei cittadini, e altri ancora.

La prova che il nostro Paese ha vissuto e che in parte ancora sta vivendo è stata e continua ad essere impegnativa: chi ha responsabilità di governo deve rimanere concentrato sugli obiettivi da raggiungere che sono, ad un tempo, la tutela della vita e della salute dei cittadini e la ripresa più rapida possibile della vita sociale ed economica.

Abbiamo lavorato sempre allo stesso modo: ci siamo affiancati scienziati ed esperti per disporre costantemente di una base scientifica di valutazione dei dati epidemiologici e abbiamo sempre ispirato la nostra azione ai principi di precauzione e trasparenza e ai criteri di adeguatezza e proporzionalità.

Ci siamo sempre assunti la responsabilità, in primis “politica”, delle decisioni adottate. Decisioni molto impegnative, a volte sofferte, assunte senza disporre di un manuale, di linee guida, di protocolli di azione. Abbiamo sempre agito in scienza e coscienza, senza la pretesa di essere infallibili ma nella consapevolezza di dover sbagliare il meno possibile per preservare al meglio gli interessi della intera comunità nazionale.

Per massima trasparenza vi informo che io e i Ministri Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza abbiamo ricevuto un avviso ex art. 6, comma 2, legge cost. n. 1/1989.

Poco fa ne abbiamo dato notizia attraverso un comunicato ufficiale. Abbiamo fatto accesso agli atti e abbiamo appreso che alla Procura di Roma, per competenza territoriale, sono state convogliate nei mesi scorsi buona parte delle denunce di reato presentate nei nostri confronti provenienti da varie parti d’Italia.

Doverosamente, la Procura di Roma ha aperto un procedimento nei nostri confronti e dopo aver valutato una ad una le relative denunce le ha giudicate “infondate e dunque da archiviare”.

Ha quindi trasmesso il fascicolo al Collegio dei magistrati competenti per i reati ministeriali accompagnando la trasmissione con la richiesta di archiviazione. L’invio del fascicolo al Collegio è un atto dovuto in quanto previsto dalla medesima legge cost. n. 1/1989. Lasciamo che la Magistratura completi questo iter procedimentale.

Io e i Ministri siamo e saremo sempre disponibili a fornire qualsiasi forma di collaborazione che ci verrà richiesta, nel rispetto dei distinti ruoli istituzionali.

Il bene dell’Italia e degli italiani, prima di tutto.”