Carlo Trerotola, stimato farmacista di Potenza, nella vita di tutti i giorni, con barba fluente e maglione senape, si presenta a Matera con la semplicità che ha accompagnato la sua discesa in campo, come quei ”pover ommn” dei personaggi -e parliamo della semplicità – delle storie del teatro di Eduardo De Filippo. E una conferma viene dal breve intervento a ”braccio” presso la sede di Confapi, al termine di un incontro che il presidente nazionale del Pd Paolo Gentiloni , ha avuto con gli imprenditori alla presenza di amministratori locali, del segretario cittadino del Pd Cosimo Muscaridola e del sindaco Raffaele De Ruggieri . Il candidato presidente della coalizione di centro sinistra, ripete con pacatezza due concetti, semplici – senza girare intorno alle parole- e con la cadenza territoriale che lo contraddistingue: non è non sarà una testa di legno manovrata da altri, vista la sua inesperienza in politica, e poi un invito a lavorare per recuperare voti -nelle ultime ore. perchè la coalizione di centrosinistra e ”testa a testa” per la vittoria finale con il centrodestra.
” Non scendevo in campo -ha detto -con il rischio di essere manovrato. Questo lo posso garantire ai cittadini. Io voglio guardare in faccia voi, anche dopo questa esperienza. Devo poter stare tra la gente con dignità. Siamo sul testa a testa diamoci da fare. Questo è il mio modo di parlare… Non dipendo da nessuno, ma ascolto tutti. C’è da lavorare su tante cose dalle strade, all’ambiente, al petrolio. Non indosserò nessuna maglietta, di nessuna multinazionale,ma quella che rappresenta voi il mondo del lavoro. Vi chiedo una mano….E’ un testa a testa…E’ questione di poche ore…” Ci tiene a impegnarsi fino in fondo, sapendo quanti e quali ostacoli sono stati superati per una candidatura unitaria sulla sua persona, dopo che il presidente uscente Marcello Pittella- a malincuore- ha fatto un passo indietro. ” Mi è stato detto -ha ricordato Trerotola- ti assumi una responsabilità, se avessi detto no. Ho fatto un respiro profondo e mi sono messo a disposizione. Questo non significa dipendere, ma ascoltare. Sono abituato a dialogare tantissimo. Quando ci si siede a tavolino i problemi vanno risolti. Mio padre diceva sempre quando entra qualcuno in negozio ”fatti bene i conti’ a costo di vendere i provoloni-io faccio altro-ma non si licenzia nessuno. E cosi è stato con il personale che è con me da 20 anni, anche se vado in fibrillazione quando ci sono mutamenti economici e finanziari. Sono fatto così”. Poi un accenno in generale sulle cose da fare e che vorrebbe fare. “Voglio rimodellare la struttura regionale – ha esordito-per dare risposte in tempi contenuti alla gente, alle imprese, dare trasparenza, espletare i concorsi premiando la meritocrazia. Non sarei sceso in campo se c’era il rischio di essere manovrato” . Una dichiarazione di autonomia che guarda agli errori del passato e a un sistema di consenso, di accentramento del potere, che ha alienato consensi e alimentato il dissenso aprendo a quelli che in casa pd (anche alla regione la lista ufficiale del partito non c’è) che chiamano sovranismo e populismo: dalla Lega al M5s. Poi tocca al segretario cittadino del Pd Cosimo Muscaridola : “…siamo alle ultime battute. Vi chiedo uno sforzo. Fate il porta a porta. Abbiamo rinnovato le liste, confermando gli uscenti, ma fate conoscere i nuovi. Occorre portare consensi e voti”. Quindi anche il sindaco Raffaele De Ruggieri, con il direttore di Confapi Franco Stella, che ha ricordato come il primo cittadino venne proprio in quella sede -quattro anni fa- quando accettò la candidatura con una coalizione eterogenea che lo avrebbe supportato. E il sindaco ha parlato di un grande progetto e di preoccupazione per i rischi legati all’autonomia differenziata, che rischia di intaccare l’unità nazionale. ” Credo -ha detto – che questo territorio possa avere le energie perchè ancora una società buona sulla quale far fertilizzare iniziative come la Zes di seconda generazione, grazie a un brand forte come è ora Matera”. Poi l’incontro al San Domenico, con la lettura dell’intervento, preceduta dall’apertura affidata a Cosimo Muscaridola, che ha ribadito l’invito a lavorare pancia a terra e porta a porta per recuperare voti. E questo la dice tutta su quali siano orientativamente le intenzioni di voto, per evitare che la Basilicata passi al centrodestra. Ultime ore decisive con l’arrivo di Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Nicola Zingaretti.