E’ finita al canonico scadere della mezzanotte di ieri, in due piazze centrali della città, con il classico “comizio di chiusura”, la breve campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale e il nuovo Sindaco di Matera.

Tutti desiderosi di un bagno di folla finale incoraggiante, prima di quel salto nel buio che è (per ogni candidato) il libero arbitrio dell’elettore (legato a quella scheda vergata nel segreto della cabina), sempre meno disposto a seguire filiere e ordini di scuderia, quindi sempre più mina vagante specie per chi è abituato ad un sostanziale “controllo” del consenso con metodi più o meno leciti.

Avendo assistito un po a tutti e sei i comizi, possiamo dire che, chi più chi meno, il proprio pubblico di supporter e curiosi lo ha avuto.

In Piazza Vittorio Veneto ha aperto le danze -alle 19,00 – Pasquale Doria, sostenuto dalle liste  Matera Civica e Matera Libera. E’ stata poi la volta -a seguire- di Rocco Sassone, sostenuto dalla coalizione di centrodestra composta da sei liste (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, “Cambiamo Matera-Il popolo della famiglia-Idea popolo e libertà” di Nicola Benedetto, “Matera, sempre insieme”, “Matera Patrimonio Comune” che fa capo a Rosa Mastrosimone).  Quindi sul palco è toccato dire la sua a Giovanni Schiuma , con la coalizione di centrosinistra che lo ha scelto composta da Partito Democratico, Matera Futura, Matera per Giovanni Schiuma, Innoviamo Matera, Programma Matera, che fa riferimento all’attuale sindaco Raffaello De Ruggieri.  Ed infine, alle 23,00 -con un fresco venticello che diventava insistente- ha chiuso Domenico Bennardi, sostenuto dalla coalizione composta da Movimento 5 Stelle, Europa Verde-Psi, Matera 3.0 – uniti con Bennardi Sindaco e Volt.

In contemporanea, ma con inizio alle 20,30 – in piazza San Francesco d’Assisi- ha avuto inizio il comizio di Nicola Trombetta sostenuto dalla lista Liberi e a seguire Luca Braia sostenuto dalla lista Matera 2029. La scelta di Braia e Trombetta di andare in altra piazza è stata evidentemente dettata dal non aver potuto accedere agli orari più appetibili per la presenza di pubblico nella piazza principale a causa dell’alto numero degli oratori.

Durante i comizi da Piazza Vittorio Veneto, prima dei candidati sindaci che hanno ribadito quanto sostenuto durante le iniziative precedenti e rintuzzato accuse sin li ricevute dai competitor, hanno preso la parola i responsabili politici delle varie liste. Molti bellicosi e coloriti. Diverse facce nuove e vecchie volpi. Se ne sono riviste anche vecchie oramai sparite dal parterre politico della città…..ma che (come nei film horror a volte ritornano).

Si è assistito ad affermazioni di sicumera: “io sono già al ballottaggio“, in risposta a chi lo aveva messo in dubbio e, addirittura, qualcuno ha paventato di essere già sicuro di aver vinto al primo turno. Al che la domanda spontanea tra gli uditori: che andiamo a votare a fare allora? Vabbè ci tocca lo stesso.

Ci sono stati casi di sdoppiamento, di estraniamento dalla realtà, parlando come non avessero mai abitato da protagonisti la politica cittadina negli anni e nei mesi scorsi. Sembrano tutti venuti da Marte, anche chi ha fatto il Sindaco e il vice sindaco agli inizi di questa consiliatura con la maggioranza di centro destra- contro cui ora è schierato, chi ha fatto il vice sindaco nella seconda vita di questo stesso tormentato quinquennio fino al gennaio scorso ma che è contro i vecchi amici. Quante verginelle in scena.

Nessuno che sembra volersi accollare in pieno il carico dell’eredità di questi cinque anni. Solo in verità l’anziano ed indomito Raffaello De Ruggieri che squaderna i risultati conseguiti e con lui, volente o nolente tutta la coalizione che lo ospita deve in qualche modo rivendicarne la continuità.

Chi ha avuto responsabilità di governo cittadino e vuole far finta che non c’era, candidandosi da solo per liberare (da chi?) la città, o mimetizzandosi in liste a supporto di Sassone che giustamente spara a palle incrociate contro la giunta uscente (e quindi anche contro di loro), tutti convinti di farla franca, ma gli elettori potrebbero avere buona memoria.  Chissà.

Elettori che si trovano a dover fare i conti con gli oltre 500 candidati consiglieri che li sommergono di richieste (amici, parenti, conoscenti e quant’altro) e che devono districarsi approdando spesso, obbligatoriamente, al voto disgiunto ….per far quadrare in qualche modo la propria volontà. Una scelta che rischia di far saltare il banco e molti calcoli a più di qualcuno, specie se dovesse, come sembra, essere praticato in massa.

Il guaio è che questa pratica potrebbe anche provocare un danno alla Città con lo stagliarsi del rischio (non augurabile) dell’anatra zoppa. Ovvero una maggioranza consiliare diversa da quella a sostegno del Sindaco vincente.

Ma è un rischio questo, a pensarci bene, relativo. Almeno per quattro dei sei candidati che appaiono sostanzialmente contigui e quindi i relativi eletti potrebbero alla fine convivere agevolmente. E ci riferiamo a Sassone, Schiuma, Trombetta e Braia tra cui, aldilà della ovvia rivalità elettorale di questa prima fase, c’è molta oggettiva contiguità che viene dal vissuto degli anni passati e testimoniata anche dalle trasmigrazioni già avvenute, oltre che da candidati sindaco che sono stati fino all’ultimo lì lì per essere sia nel centro destra che nel centrosinistra. E’ cronaca nota, non sveliamo nulla.

Diverso è il discorso per Pasquale Doria e Domenico Bennardi che incarnano oggettivamente la vera novità di queste elezioni, le vere carte su cui l’elettore può puntare se vuole dare un taglio netto e una sterzata alla Città rispetto a quanto già sin qui visto. Per loro, nel caso uno dei due arrivasse al ballottaggio e poi vincesse, sarebbe davvero un problema l’ipotesi di “anatra zoppa”.

Certo, il fatto che abbiano deciso -erroneamente a nostro parere- di non marciare uniti sin dall’inizio rischia di penalizzarli ulteriormente. Se la percentuale di uno sommata a quella dell’altro al primo turno dovesse essere stata la causa della esclusione di entrambi al ballottaggio sarebbe un fallimento clamoroso. Possono solo sperare che uno di loro la spunti affinchè questa convergenza possa poi avvenire al secondo tempo della partita. Ci sarà anche tra i loro elettori il voto disgiunto? Sicuramente.

Insomma la Città, il suo elettorato, si trova di fronte a proposte vecchie o da usato più o meno sicuro e a proposte che costituiscono rottura e novità. Vedremo cosa sceglierà. Vedremo se alcune collaudate filiere del voto manterranno la loro solida storica presa o crolleranno. Sarebbe questa una vera notizia politica.

Anche in queste ultime ore che il gioco si fa duro, molto più duro. Vedremo alla fine chi vincerà. Ci manca poco oramai. Buon voto a tutti.