E’ davvero ridicolo il risalto che viene dato alle presunte rivelazioni del “pentito ” Bradascio in merito al ruolo avuto da Marcello Pittella a danno di Salvatore Adduce nelle ultime elezioni comunali di Matera.

Un vero segreto di Pulcinella. Lo si sapeva sin da allora. Chi ha memoria buona ricorderà che persino in una riunione svoltasi negli ultimi giorni di quella campagna elettorale, Pittella intervenendo ammise dinanzi allo stesso Adduce che non poteva costringere i suoi amici materani a votarlo. E noi, in un pezzo del giorno dopo, ci meravigliammo come mai Adduce non avesse preso “una mazza” e lo avesse cacciato via per quella presa per i fondelli in diretta.

Ma oramai eravamo nel pieno di quel degrado della politica che tanti danni ha provocato sino ad oggi e non sappiamo per quanto tempo ancora ne farà. Una politica che aveva rotto ogni argine di moralità e coerenza, con la convinzione di poter fare tutto e il contrario di tutto.

Dal “pasticcio di Pisticci” (come fu definito su L’Espresso) che, tollerato come “normale”, dette la stura alle liste nei vari comuni (compreso Matera) di esponenti del PD in competizione con la lista ufficiale del PD, sino alle alle stesse elezioni regionali in cui esponenti del PD hanno sostenuto la lista in cui è stato eletto Bradascio invece che la lista ufficiale del proprio partito di cui erano dirigenti. Un casino che non poteva che provocare ulteriore casino.

I risultati di questo impazzimento da “onnipotenza” sono sotto gli occhi di tutti.

Matera che ha perso anni preziosi per poi ritrovarsi al punto di partenza come in un pessimo gioco dell’oca e che ora si presenta al suo appuntamento fatidico del 2019 in affanno e in una conduzione bicefala con il duo De Ruggieri-Adduce che in tandem presenzia a tutto.

La Basilicata che con un sostanziale uomo solo al comando, un Marcello Pittella che ha potuto scegliersi una “giunta privata”, non di eletti e nemmeno di gente che conoscesse il territorio, senza che nessuno lo contraddisse. Una situazione in parte e tardivamente corretta ma sempre sotto il suo stesso ferreo controllo. Emblematica è la circostanza che sulla Sanità è stato indagato lui ma non l’assessore al ramo, che ora lo sostituisce alla guida della stessa Giunta Regionale. Per finta, ovviamente, se è vero ciò che sempre Bradascio rivela :”Marcello parla con Polese, che parla col capogruppo Vito Giuzio , che va da lei” (La Franconi -n.d.r.).

E’ uno spettacolo indecente quello che abbiamo sotto gli occhi che nessuno sembra essere in grado di interrompere per decenza se non per una questione di amor proprio.

Ma sembra che da quando siamo entrati nell’era della politica spettacolo…the show must go on!

A seguire la nota del movimento di Tortorelli:

Osiamo per Matera
Comunicato stampa

Osiamo per Matera e le altre liste civiche che hanno sostenuto la candidatura di Angelo Tortorelli a sindaco 4 anni orsono sono estranee alle beghe interne del PD denunciate dal dott. Bradascio.
Il movimento nacque alternativo all’amministrazione uscente e, coerentemente con i suoi principi ispiratori, in fase di ballottaggio, si alleò con l’altra compagine “alternativa” cioè con le liste che sostenevano De Ruggieri.
L’alleanza fu decisa dall’assemblea degli aderenti al movimento che a larghissima maggioranza indicò l’orientamento ai portavoce del gruppo.
Nessun condizionamento e nessuna lusinga pervenne dal presidente della Regione e neppure da altri personaggi esterni alla contesa elettorale materana.
Se il dott. Bradascio, che pure manifestò la sua vicinanza al gruppo Tortorelli, lo fece per “strategie” interne al suo partito e non per spontanea convinzione lascia del tutto integra l’estraneità di Osiamo per Matera e delle altre liste a supporto della candidatura Tortorelli alla vicenda del PD.

Matera 15/01/2019