Quando un Paese mette da parte o dimentica anima, cuore e valori della sua storia finisce con lo sbattere contro il muro dell’intolleranza, delle suggestioni che l’uomo forte risolverà tutto, salvo poi a pentirsene quando si perdono diritti e libertà. E l’Italia che ha preso una brutta piega, per non aver affrontato e continua a non farlo la “questione morale” madre (purtroppo) di tutto quanto continua a non andare, non puo’ che guardare indietro per ricostruire il futuro. C’è chi scende in piazza come i giovani stretti nel movimento delle ”sardine” e chi come la federazione popolare dei Democratici Cristiani si confronta e dice ”noi ci siamo, ci siamo sempre stati e vogliamo continuare a esserci”. La breve nota di una quercia e di una figura di intellettuale cattolico, che anima da anni in Basilicata il Centro Studi Leone XIII, come Pasquale Tucciariello, conferma che valori e passato identitari sono un punto da cui ripartire, per contribuire al rilancio politico e culturale. Torna la Balena Bianca, nei simboli e nelle cose da fare, facendo tesoro degli errori e dei protagonismi deleteri – spesso da familismo immorale, parafrasando Banfield- che ci hanno portato dove siamo. Auguri, tanto più che c’è un ritorno positivo del pensiero e dell’opera di figure come Emilio Colombo e Alcide De Gasperi.

L’INCARICO DELL’ON. GARGANI

” A Roma – dice Pasquale Tucciariello-la Federazione Popolare dei Democratici Cristiani, che racchiude 37 strutture a riferimento ecclesiale interpreti delle dottrina sociale della Chiesa. Nelle prossime settimane la Federazione i darà nome e logo ( quasi certamente Democrazia Cristiana con logo tradizionale scudo crociato). Questa sera mi ha chiamato il responsabile nazionale del direttivo provvisorio, on. Gargani, e mi ha nominato Referente per la Basilicata in via provvisoria, con poteri di comporre quadri dirigenti regionali e territoriali in attesa di tesseramento ed elezioni secondo termini statutari. È un incarico che manterrò solo per qualche mese. Comporrò un gruppo dirigente provvisorio dal quale scaturirà il nome del responsabile regionale per tutto il 2020 in attesa della celebrazione dei congressi. Ritengo che il leader della nostra formazione politica debba individuarsi tra persone capaci, preparate, serie, molto più giovani di me. Io? Domani entro nei 70 anni. Non mi sembra proprio il caso che un settantenne debba guidare una idea ed un progetto di partito così impegnativo come la DC, per ciò che essa ha rappresentato nel bene e nel male e per ciò che vorrà e dovrà essere: un grande partito sorretto da idealità forti. Che veramente sia “la politica la più alta forma di carità umana”. Ho piacere di comunicarti questo testo e spero che vorrai cominciare anche tu, come me e gli amici già pronti, a favorire questo nuovo percorso politico e sociale insieme. E che la santa Madre Chiesa benedica le nostre intenzioni e i nostri percorsi