Ma no, non può essere! Incredibile ma vero: SuperMario,  quello che è il più bravo di tutti, quello osannato e acclamato come il Salvatore….copia i suoi discorsi, come uno scolaretto qualsiasi del secondo banco.

Ci riferiamo a quello pronunciato al Senato (e poi non ripetuto alla Camera, ma solo inviato) in occasione della fiducia. Ed in particolare alla parte relativa alla riforma del fisco.

A svelare la furbata è stato Carlo Clericetti, un giornalista che cura il blog SOLDI e POTERE sul sito di La Repubblica (https://clericetti.blogautore.repubblica.it/2021/02/18/si-scrive-draghi-si-pronuncia-giavazzi/).

La scoperta è sicuramente imbarazzante per l’autore del “copia-incolla“, ma lo è anche per tutti coloro che si sono prostrati ai suoi piedi venerandolo.

E, infatti, non ci sembra che sia diventata una notizia citata dai grandi media. La stessa La Repubblica cartacea non ci sembra ne abbia parlato (a meno che non ci sia sfuggito), mentre ne ha scritto Il Tempo, Libero e Il Fatto Quotidiano. Poi stop tutti muti e stecca.

Eppure il copia incolla è di quelli clamorosi. Ed è avvenuto ai danni di un articolo del 30 giugno 2020 uscito sul Corriere della Sera di cui era autore l’editorialista e professore bocconiano Francesco Giavazzi  dal titolo “I passaggi necessari sul fisco”.

Eccola la parte sul fisco del testo del discorso di Draghi  -che trovate integralmente in questo nostro precedente articolo (https://giornalemio.it/politica/e-draghi-parlo-tanto-silenzio-per-nulla-di-straordinario/) – in cui ne stigmatizzavamo ovvietà e genericità….ma non immaginavamo che ci fosse anche questo penoso copia ed incolla che evidenziamo in neretto:

Nel caso del fisco, per fare un esempio, non bisogna dimenticare che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all’altra. Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. (A)

Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli. Inoltre, le esperienze di altri paesi insegnano che le riforme della tassazione dovrebbero essere affidate a esperti, che conoscono bene cosa può accadere se si cambia un’imposta. (B)

Ad esempio la Danimarca, nel 2008, nominò una Commissione di esperti in materia fiscale. La Commissione incontrò i partiti politici e le parti sociali e solo dopo presentò la sua relazione al Parlamento. Il progetto prevedeva un taglio della pressione fiscale pari a 2 punti di Pil. L’aliquota marginale massima dell’imposta sul reddito veniva ridotta, mentre la soglia di esenzione veniva alzata. (C)

Un metodo simile fu seguito in Italia all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso quando il governo affidò ad una commissione di esperti, fra i quali Bruno Visentini e Cesare Cosciani, il compito di ridisegnare il nostro sistema tributario, che non era stato più modificato dai tempi della riforma Vanoni del 1951. Si deve a quella commissione l’introduzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e del sostituto d’imposta per i redditi da lavoro dipendente. Una riforma fiscale segna in ogni Paese un passaggio decisivo. Indica priorità, dà certezze, offre opportunità, è l’architrave della politica di bilancio. (D)

In questa prospettiva va studiata una revisione profonda dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività.

Funzionale al perseguimento di questi ambiziosi obiettivi sarà anche un rinnovato e rafforzato impegno nell’azione di contrasto all’evasione fiscale.”

Ed ecco cosa aveva scritto Giavazzi nel suo articolo del 30 giugno 2020:

(A): “Questa osservazione ha due conseguenze. Innanzitutto non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta”.

(B): “La seconda lezione è che le riforme della tassazione dovrebbero essere affidate a esperti, persone che conoscono bene che cosa può accadere se si cambia un’imposta”. 

(C): “La Danimarca, nel 2008, nominò una Commissione di esperti in materia fiscale. La Commissione incontrò i partiti politici e le parti sociali e dopo un anno presentò la sua relazione al Parlamento in una seduta trasmessa in diretta tv. Il progetto della Commissione prevedeva un taglio significativo della pressione fiscale pari a 2 punti di Pil. L’aliquota marginale massima dell’imposta sul reddito veniva ridotta di 5,5 punti percentuali, mentre la soglia di esenzione veniva alzata”.

(D): “Un metodo simile fu seguito in Italia all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso quando il governo affidò a una commissione di esperti, fra i quali Bruno Visentini e Cesare Cosciani, il compito di ridisegnare il nostro sistema tributario, che non era stato più modificato dai tempi della riforma Vanoni del 1951. Si deve a quella commissione l’introduzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e del sostituto d’imposta per i redditi da lavoro dipendente. Una riforma fiscale segna in ogni Paese un passaggio decisivo. Indica priorità, dà certezze, offre opportunità, è l’architrave della politica di bilancio”.

Insomma, un copia-incolla eclatante, interi paragrafi. Di suo praticamente sul tema del fisco non c’è nulla, tranne il finale che fa riferimento banalmente all’art.53 della Costituzione (progressività). Ma sembra non far notizia.

Certo che non è mica facile per chi lo ha dipinto come Dio in terra, il giorno dopo doverlo declassare ad un banale discolaccio.

E che dire di SuperMario? Avrebbe potuta dichiararlo! Ed invece copia….e mosca! Stiamo messi bene!