Pensavamo che un pizzico di buon senso ”trasversale” in Parlamento potesse salvare capra e cavoli, per consentire a Radio Radicale di continuare a vivere, in attesa del nuovo bando, e che desse continuità al servizio. Delusione e disappunto ovunque tra i redattori, quella parte sana e consapevole del BelPaese che è consapevole cosa significa fare a meno di spazi di democrazia e tra questi il presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna che ha incontrato Maurizio Bolognetti a casa sua a Latronico (PZ) portandogli solidarietà e ribadendo la volontà di proseguire in un battaglia di libertà e democrazia.”Sono venuto -ha detto Verna-per portare a Maurizio la vicinanza e lasolidarietà del Consiglio dell’ordine dei gioranalisti , per accertarmi del suo stato e pregarlo di non ricominciare in quanto molto pericoloso”. Bolognetti,intanto, va avanti ristabilendosi e così pure quanti gli stanno vicino o prendono posizione.Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale epresidente della Federazione nazionale della stampa. “Dopo l’ondata di solidarietà- scrivono in una nota- espressa anche da parlamentari della maggioranza, contro l’oscuramento di Radio Radicale e i tagli ai fondi per l’editoria, puntualmente è arrivata la bocciatura di ogni emendamento. Ci auguriamo che, entro questa sera, la decisione sia modificata e siano accolte le osservazioni formulate da diversi gruppi parlamentari. Altrimenti non resterà che la via della lotta contro questo vero e proprio colpo di mano contro l’articolo 21 della Costituzione”. Colpo di mano. E’ la parola giusta, con quel riferimento all’articolo 21 sul diritto e libertà di espressione, in pericolo da un po’ di tempo. A qualcuno piace ”social” a rete unificata, senza contraddittori, mediazioni giornalistiche e senza alzare il tappeto per vedere quanta immondizia viene occultata. Anticamere dittatoriali. Guardiamoci intorno e vediamo cosa accade nel mondo e in casa nostra. Spegnere Radio Radicale è un ulteriore tassello in questa direzione.Non mollare, dunque. E tra questi è il ”radicale” di fatto e di formazione non violenta Maurizio Bolognetti, che aveva sospeso lo sciopero della fame come avevamo riportato in altri servizi. Maurizio,che affida sopratutto ai socil il suo pensiero, ha più di un diavolo per capello (usiamo un eufemismo) contro i pasteggiatoridi taralli…” A me -ha detto in un intervento, citando Emma e altri – i taralli restano sullo stomaco …e mangiateveli pure con il ragu. Robba?…Adesso basta…Spes contra Spem… Si puo’ essere liberi in una galera, piu che fuori dalla galera. Politica da tarallucci e vino… Non un posto al sole, ma in una palude, tra i tafani, i coccodrilli e i cadaveri in putrefazione, che non sentite più la puzza. Forse siete già putrefatti…” E’ la politica che non piace, che ha fatto e continua a far danni in Basilicata, nel Bel Paese e in Europa. Taralli? No , grazie.