Le abbiamo sentite e riportate tutte , dalla nota ufficiale del presidente della Giunta regionale Vito Bardi che ha esaltato scelte e motivazioni del campanile regionale facendo suonare a martello gli altri 130 della Basilicata a quelle di alcuni consiglieri, amministratori, di cittadini e associazioni, fino ai rumors di Radio Fante su presunti veti (non ci sono ordinanze a riguardo) che la Rai avrebbe ricevuto sull’utilizzo di piazza Vittorio Veneto con l’alternativa obbligata o quasi di Cava del Sole. Suggestioni? Disegni iperuranici da passaporto per gli auguri europei? Stiamo ai fatti e a quello che abbiamo ascoltato dai tentativi di saperne di più. Sotto sotto abbiamo rilevato con altri colleghi il silenzio, il rifiuto di commentare e di non scendere in polemiche o a chiudere la cosa con un ” Ma a noi il Capodanno Rai non interessa, riportato dai rappresentanti istituzionali della Città dei Sassi e Capitale europea della Cultura E questo conferma che al ”botto” di fine anno potentino si era preparati eccome. E certo perchè la Regione, che ha utilizzato -con la giunta guidata da Marcello Pittella- Matera 2019 per attivare le risorse necessarie al contratto quinquennale Rai per la trasmissione “L’anno che verrà”, è il soggetto che -piaccia o meno- tiene i cordoni della borsa per mettere una pezza alle situazioni gestionali della Fondazione ”Matera-Basilicata 2019” e nel quale è socio di maggioranza come in tutti gli enti subregionali. E a guardar bene anche per quanto attiene la questione rifiuti, visto cosa è accaduto per il rinvio del nuovo servizio di raccolta e smaltimento con il bando da 100 milioni di euro per il sub ambito 1. Una situazione delicata, con una pausa di 15 giorni per vedere come va a finire, ma che lascia intatti i nodi sulla discarica di borgo La Martella (con tutte le problematiche giuridiche, giudiziarie e gestionali risapute) e sulla realizzazione delle aree di stoccaggio che non c’erano un anno fa, non c’erano a settembre quando la Cns vincitrice del bando sottoscrisse il contratto con i cinque Comuni e che non ci saranno nei prossimi mesi del 2020. Problema non di poco conto e con i costi aggiuntivi che qualcuno si dovrà accollare sul piano politico ed economico. Le responsabilità sui ritardi ci sono e qualcuno dovrà pur pagarle e mettere mano a coscienza e al portafogli, anche perchè a maggio 2020 a Matera si voterà per le comunali e lo scarico di responsabilità o i tentativi di non ricordare saranno palesi. E allora rinunciare al Capodanno Rai per Potenza, scontentando anche Melfese e Metapontino, e con un grande silenzio di esponenti del centro destra (fatta eccezione prima dell’annuncio della scelta del consigliere regionale Vincenzo Acito e dopo dal consigliere comunale Daniele Fragasso di Matera Si Muove) va oltre la logica di campanile che c’era e resterà visto come è stata ripartita la Basilicata sul piano amministrativo e con un accentramento di funzioni e gestioni nel capoluogo di regione, che attendono il colpo di grazia della nascita delle aree metropolitane di Napoli e Bari per mettere fine (quando sarà) a diatribe e a ipocriti commenti sulle cause dello spopolamento e della emigrazione. La coalizione di centrodestra, che qualche punta di arroganza al suo interno l’ha evidenziata, pertanto potrebbe appianare un po’ di cose superando protagonismi e divisioni che restano tutti. Il consigliere regionale Luca Braia, di Avanti Basilicata, parla di strabismo del presidente Bardi nella scelta del Capodanno a Potenza e di eccessi nella valutazioni fatti sulle scelte, avanzando alcune proposte per l’altro anno che verrà… Nella forma e nella sostanza è cosi, ma l’analisi fatta prima ci sta con un calo di consensi e di immagine per Bardi, come accaduto per Pittella sia per il Capodanno sia per le vicende del logo e della Fondazione. E poi un volpone diabolico come la buonanima di Giulio Andreotti ripeteva che ”a pensare male, ci si azzeccava…”. Rifletteteci e pronti a stappare a Capodanno lo spumante made in Basilicata, naturalmente, come emerso dall’assemblea nazionale degli enologi, svoltasi a Matera. Naturalmente occorrerà reperire risorse aggiunti altrimenti che ognuno porti da casa spumante e panettone. Le richieste rivolte alla Regione di mettere mano al portafogli si fanno insistenti, come abbiamo riportato in altri servizi. Ma prima occorre far stemperare il clima di protesta e di polemiche. E anche su questo Andreotti aveva ragione…parlando di democrazia che dà ascolto a tutti.

 

LA NOTA DI BRAIA

 

Braia. Capodanno, conferma di strabismo politico: senza visione si mettono in contrasto i territori

“Un governo regionale senza visione é un governo che non ha strategia e produce decisioni inadeguate che possono essere dannose per la comunità.”

 

Lo dichiara il Consigliere Regionale Luca Braia, Avanti Basilicata.

 

“Anche la decisione di indicare Potenza alla RAI – prosegue il consigliere Braia – come sede della diretta del Capodanno piuttosto che Matera, il Metapontino o il Vulture é una dimostrazione palese della inesistenza di una idea di sviluppo oltre che di mancata condivisione con i territori, i cittadini e le cittadine delle scelte che si fanno in loro nome.

 

Quale sia la logica di tutto questo è una delle questioni che pongo: ho chiesto in una mozione da discutere in Consiglio se é intenzione di questo silente governo regionale rinnovare la convenzione RAI e rifinanziare la Fondazione verso una operazione “Matera 2029” che possa continuare la svolta messa in campo in una Basilicata che ha puntato e deve continuare a puntare tutto su Ambiente Agricoltura e Turismo. Su questo, distraendo le masse con la concessione del “panem et circenses”, si tace colpevolmente e inesorabilmente, mentre la nostra Basilicata langue e questo capodanno a Potenza segnerà, spero, la fine di un primo anno disastroso del Governo Bardi. Prendiamone atto.

 

Alla luce delle scelte ed esperienze passate, la logica e una programmazione lungimirante avrebbero suggerito di utilizzare, come ultimo capodanno Rai legato a Matera 2019 e a chiusura dello stesso anno da capitale europea della Cultura, il grande evento, che genera una fortissima comunicazione mediatica internazionale, per promuovere città o aree della nostra Regione particolarmente vocate per presenza di fermento culturale, bellezze paesaggistiche, testimonianze storiche di interesse mondiale.

 

Magari, quindi, accogliere al meglio i grandi flussi turistici che in conseguenza di quella attività comunicativa si generano inevitabilmente, nell’immediato delle prossime ferie natalizie e di conseguenza poi nel tempo.

 

Potenza ritengo possa essere destinataria di investimenti di altra natura che possano valorizzare peculiarità differenti, vedi ad esempio lo sport, i servizi, l’industria.

 

Le motivazioni addotte per giustificare la scelta sono un ulteriore segnale di chiara inadeguatezza e suonano come una vera e propria presa in giro al popolo lucano tutto, ritenuto non in grado di comprendere che al di là di ciò che si scrive sui sopralluoghi delle location, è una scelta esclusivamente politica.

 

La designazione del capodanno prova a soddisfare una comunità come quella potentina che necessita  di investimenti e sviluppo per portare economia ed occupazione e non certo contentini inutili volti a illudere e che, come successo in passato, durano il tempo di una notte, senza generare nessuna ricaduta duratura successiva all’evento.

 

Oltre a Matera, che avrebbe potuto  naturalmente avere la vetrina mondiale in cui esporre tutta la portata di Matera 2019, parlando dell’intera Basilicata e proiettandoci tutto insieme nel futuro, perché non il Metapontino?

 

La costa ionica avrebbe sicuramente potuto raccontarsi per la sua storia millenaria  e mostrarsi con la bellezza del mare mettendo a disposizione oltre 20.000 posti letto e una straordinaria agricoltura con le sue eccellenze. Perché abbiamo bisogno di deliziare e mostrare a un pubblico mondiale tutto questo e legare indissolubilmente la Basilicata anche al concetto di enogastronomia e vitivinicoltura di qualità, al pari di una Venosa, città natale del poeta Orazio, che attende da tempo di svelarsi totalmente, insieme al bellissimo Vulture.

 

Non me ne vorranno gli amici di Potenza che ben conoscono le proprie esigenze e punti di forza e non amano essere presi in giro: tale scelta, già fatta da tempo, non ha nulla ma proprio nulla di logico se non una “mancia politica” di ricompensa elettorale inutile o addirittura dannosa per il ritorno che avrà o non avrà per la nostra Regione. Un’altra occasione persa per fare sistema e lavorare allo sviluppo, al di là di un mero momento di spettacolo.

 

Le scelte politiche, a mio avviso – conclude Braia – devono avere sempre una ratio e assecondare un progetto Basilicata di cui, palesemente oramai a sette mesi di distanza dall’elezione, non ci é dato sapere. Se questo è il “piccolo” respiro che da queste decisioni si manifesta, sarà un disastro annunciato.”