Ho appena firmato il decreto sulla banca dati nazionale per le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Con questo atto la legge sul biotestamento approvata dal Parlamento è pienamente operativa e ciascuno di noi ha una libertà di scelta in più.

E’ quanto ha scritto, soddisfatto, in un post su facebook  Roberto Speranza per uno dei provvedimenti significativi della sua esperienza di Ministro della Salute nel Conte bis.

Una presenza nell’esecutivo discreta, che punta più al fare che al straparlare nei talk show e sui social. E zitto, zitto- mogio, mogio, con la Legge di Bilancio prova a recuperare un paio di miliardi di finanziamento per il Fondo sanitario nazionale per abolire l’odioso super ticket.

Inoltre, con lo specifico emendamento alla manovra:

si punta ad autorizzare lo scorrimento delle graduatorie per gli idonei del comparto sanità, cosa che  renderà è più facile immettere medici, infermieri, professionisti nel Servizio Sanitario Nazionale;

e a cambiare le regole del tetto di spesa sul personale (non più 5% ma fino al 15% sulla quota aggiuntiva di fondo).

E’ evidente che lo scorrimento delle graduatorie consentirà di velocizzare le assunzioni di personale di cui, in molte realtà, c’è un bisogno vitale per garantire i servizi.

Inoltre, salvo modifiche -improbabili- dell’ultim’ora, la rete dei 50 mila studi dei medici di base, potrà avere a disposizione maggiore strumentazione per fare diagnosi.

Infatti, con l’ultima bozza della manovra si destinano 235 milioni (dal fondo ex art.20, per gli investimenti in sanità) al fabbisogno di apparecchiature sanitarie. L’obiettivo è quello di “migliorare il processo di presa in cura dei pazienti nonché di ridurre il fenomeno delle liste d’attesa“. Già entro la fine dell’anno il ministero della Salute, d’intesa con le Regioni, dovrebbe essere in grado si fissare i parametri per stilare il piano dei fabbisogni e attivare così, senza ulteriore perdite di tempo, i trasferimenti alle Regioni.

Se il tutto sarà reso funzionale anche a valle della decisione ministeriale e governativa il paziente potrà effettuare dal proprio medico una serie di esami, con vantaggi per l’utenza e un significativo decongestionamento degli ospedali e i pronto soccorso.

Da non sottovalutare, inoltre,  l’altro aspetto significativo connesso a tale misura, ovvero, la possibilità offerta al medico di famiglia, con l’utilizzo di tali strumenti e modalità diagnostiche dirette, di rendere più efficaci e mirate le proprie prescrizioni.

Insomma, nessuna rivoluzione, ma una concreta “speranza” di miglioramento del livello di quella sanità di prossimità che è poi quella con cui ci si imbatte immediatamente quando, purtroppo, se ne ha bisogno.

Ecco, se questa maggioranza messa a forza insieme dagli eventi, provasse davvero a piegarsi sulle cose utili da fare (che sono tante) per gli italiani e facesse meno chiasso mediatico  a chi ce l’ha più duro (imitando così il loro nemico numero uno e facendogli un grosso favore), potrebbero persino ambire a durare e, perchè no, anche ad essere -a scadenza- premiati dagli elettori.

Ma il vento che tira sembra essere sempre più orientato a tempesta.