Ormai la fiction ”Sorelle” in onda su Rai uno da tre settimane sta destando più interesse, per indice di ascolti e attenzione dei media, della pasticciata ed equivoca crisi al Comune di Matera tra tante sfumature di grigio, che non lasciano intravedere nulla di buono, e un percorso di legalità e di suspence che fa aumentare le aspettattive sul ”come andrà” a finire.

Con Anna Valle, avvocato come il sindaco Raffaello De Ruggieri, c’è la volontà di andare fino in fondo a una verità per scoprire come, dove e se (possibile) è morta sua sorella Elena. Per farla breve al chiarimento. Cosa che invece non è accaduto e non sta accadendo per l’Arca di Noè, nella eterogenea maggioranza che due anni fa ha eletto De Ruggieri, con le tante anime del Pd che ne fanno parte e pronte da tempo ad attendere la ”chiamata” (come accaduto a Potenza) per tenere sulla graticola il primo cittadino e recuperare quello che lotte e veti correntizi hanno accantonato con il voto popolare.

Ma il sindaco tira dritto e non esita a rimescolare le carte per andare avanti fino al 2019, con o senza Tizio e Caio. Altra suspense, ma di basso spessore in attesa del consiglio comunale del 28 marzo e con una striscia di amore, tutta personale, per la città. Altri vanno avanti per calcoli politici e personali con strategie unte e bisunte che non promettono nulla di buono. Un copione già scritto, dal fiato corto, visto quasi 10 anni fa con la decisione del sindaco Emilio Nicola Buccico di interrompere l’esperienza con la galassia di civiche e partiti. E allora al reale meglio la realtà patinata dalla fotografia e dai video ad alta definizione (anche con le azzeccate riprese dei droni dal centro alla Gravina) della fiction Sorelle, diretta dalla regista Cinzia Th Torrini che ha aggiunto tanto pepe e mistero nella terza puntata.

Anna Valle, avvocato tornato a Matera dalla Capitale, alla fine per verità e per una freccia che Cupido ha scoccato sull’onda dei ricordi (tra amore e tradimenti) accetta la difesa dell’ex Roberto. L’uomo, a sua volta ex marito di Elena, visto il raffreddamento dei rapporti negli ultimi tempi, è diventato il principale sospettato tanto da finire in galera, per non aver raccontato alla Polizia quanto era accaduto la stessa notte della scomparsa della ribelle docente del liceo artistico. I due avevano litigato nell’auto di lei, una Renault 4 rossa, targata Mt, proprio davanti all’abitazione della donna e la cosa aveva preso una brutta piega dopo una violenta litigata (S e vi va rivedetela Rai Play.) tanto da perdere la testa e architettare una ”soluzione” sbrigativa.

Ma Elena è morta o ha solo perso i sensi? In città la vicenda è sulla bocca di tutti e i maestri e le maestre dell’arte del ”taglio e cucito” lavorano alla grande e cuciono, sulla storia, abiti su misura e fuori misura. A qualcuno non piacerà quel clichet ma siamo in provincia… Le vicende del Comune lo confermano e poi il passaparola travisato di personaggi tutti ”casa, chiesa, mercato, watsApp, facebook e pettegolezzo” è prassi.

Anche questa dimensione provinciale, non lo dimentichiamo, ci ha portato al 2019 con la figura plurisfaccettata dell’abitante culturale. Chiedetelo a sociologi, antropologi, tuttologi e materologi e sapranno tenervi una ”lectio magistralis” a puntate. Finchè la sceneggiatura e la trama della fiction non porterà su altre tracce, con l’arrivo di nuovi sospettati come il giovane Nicola Gambi, ex alunno ed ex amante di Elena (Ana Caterina Morariu) , sempre in fuga su una moto da cross arancione (ancora in giro per Matera) , che ha fatto della ribelle ”professoressa” una icona della sua ossessione morbosa.

E così grazie a un biglietto anonimo recapitato nel guascone ristoratore Nando (Irene) le tracce portano a un pub del Sasso Barisano, tutto tappezzato di quadri e dipinti che Nicola Gambi ha dedicato ad Elena. C’è qualcosa di inquietante su schizzi e tele ( ci vorrebbe Vittorio Sgarbi), che la Polizia ritrova nello studio del giovane e (sorpresa) nella attigua cantina dei Sassi della signora Antonia dove lo spirito (o un intruso?) rovista e distrugge segni che riportano ad Elena.

Finita? Macchè. Il Procuratore Stolfi ( l’integerrimo Pascal Zullino) vuol vederci chiaro e scava nel vecchio rapporto tra l’avvocatessa e il suo ex attualmente detenuto, ma pretende che sulle indagini ci sia il massimo riserbo senza le ”fughe” sui media. A metterci altro pepe è l’avvocato difensore, ma d’ufficio della prima ora di Roberto, che nel passaggio di ”consegne” a Chiara, Anna Valle, aggiunge ulteriori interrogativi con una considerazione perspicace sul maggiore sospettato . ”… Un uomo molto intelligente…che gioca a scacchi e anticipa due, tre mosse..”. Chiaro?

Il rosa e il giallo con punte di noir c’è tutto. Il resto è storia di famiglia con i nipoti Stella (alla prima storia d’amore che infastidisce il fratello Marco) e il piccolo Giulio a suo agio con il collaboratore di studio di Chiara per il quale si occupa -ma in maniera maldestra- dei pesci dell’acquario. Vorrebbe occuparsi anche di Chiara, ma il suo al momento è un amore non corrisposto e ne soffre, ma senza decidere di dichiararsi una buona volta. Forse lo farà nella prossima puntata dove in una grotta della Murgia, dove Chiara ed Elena andavano a giocare, Nicola Gambi (il motociclista sempre in fuga) aggredisce l’avvocatessa. Siamo, almeno così sembra, al chiarimento della vicenda che porta alla scarcerazione di Roberto. Altra materia per i maestri e le maestre dell’arte sartoriale cittadina, che si intrattengono agli angoli dei vicinati, in piazza o in un noto supermercato di piazza del Sedile dove la brava Anna Cimarrusti insieme ad altri attori di Talia Teatro tengono alto l’interesse sulla vicenda, insieme al Dopofiction che tira fino a oltre mezzanotte l’interesse su” Sorelle” e su Matera.

Uno spot che sta pagando e destando interesse per altri generi di produzioni nella Città dei Sassi, non legato al kolossal religioso. E chissà che non spunti quello politico con tutte le storie contorte, malgestite e regionalizzate tra Comune e Fondazione ” Matera-Basilicata 2019”, fallimenti delle aree industriali ma anche tante opportunità che una città provinciale e capitale come Matera ha saputo costruire nella sua lunga storia.

Sceneggiatura pronta con venature di giallo, rosa, grigio e di biancoazzurro, che sono i colori della città. Il titolo ” Angeli…e Monacelli”. Perchè e per come? I personaggi del dissesto e della perdita di autonomia di Matera sono sempre gli stessi. Pronti a vendersi al miglior offerente. Ma purtroppo questa realtà…