Ormai sono partiti e a Baku, capitale dell’Azerbaijan, ci staranno per una settimana come preventivato e organizzato in relazione a un protocollo di intesa e ad altre iniziative di taglio culturale ed economico che dovrebbero costruire rapporti concreti con Matera. Contano i fatti e per il sindaco Domenico Bennardi,e il presidente del consiglio Antonio Materdomini, I problemi da ”fischi nelle orecchie” restano dopo le prese di posizione del commissario provinciale Giovanni Angelino (Udc), del consigliere comunale Nicola Casino e di Matera 2029 che hanno giudicato inopportuna quella missione, in relazione ai problemi da crisi sanitaria ed economica procurati dall’epidemia da coronavirus. Le opposizioni fanno la loro parte e continuano a denunciare l’assenza di una marcia in più, magari battendo i pugni sul tavolo dove occorre, per dare uno scossone a una stasi economico-sanitaria dalla quale non ne usciamo. La situazione, del resto, non migliora. Serve una sterzata, aldilà di quello che Bennardi e Materdomini porteranno da Baku.

LA NOTA DEL commissario GIOVANNI ANGELINO (udc)

Dopo sei mesi di duro lavoro il sindaco Bennardi si concede un meritato riposo con un viaggio a Baku, capitale dell’Azerbaijan. Ovviamente stiamo scherzando. Purtroppo siamo costretti a ridere per non piangere, perché dopo aver letto le dichiarazioni rilasciate in occasione del bilancio per i primi sei mesi di governo cittadino abbiamo la certezza che il sindaco Bennardi continua a prendere in giro i cittadini materani, anche quelli che lo hanno votato. In conferenza stampa ha elencato una serie di attività che avrebbe portato a termine nei primi sei mesi in sinergia con la sua squadra di governo ma leggendo attentamente il suo intervento abbiamo avuto la conferma che il sindaco Bennardi incarna perfettamente il detto “solo chiacchiere e distintivo”. Nulla è stato fatto in questi primi sei mesi di governo se non proseguire il lavoro di ordinaria amministrazione avviato dalla precedente giunta comunale guidata dal sindaco De Ruggieri e regalare targhe a destra e a manca oltre a sistemare gli amici degli amici e quelli del suo movimento. Eppure questo sindaco ha avuto il coraggio di far preparare una slide con cui gli assessori, dopo il suo intervento, hanno illustrato in diretta facebook, i risultati raggiunti nei primi sei mesi di attività politico-amministrativa. Con tanto di slogan che recita “Tutto questo sei mesi fa non c’era”. Evidentemente il sindaco Bennardi pensa che i materani possono farsi abbindolare da queste “lezioni a distanza” mentre nessuna risposta è arrivata sulle criticità segnalate dai cittadini, a cominciare dall’erba alta presente in diversi quartieri e addirittura a pochi metri dal Municipio, in via Nenni. C’è chi si esalta per aver approvato il “piano del verde” e poi nessuno si preoccupa di garantire il decoro nelle aree verdi della città. C’è chi festeggia l’approvazione del regolamento urbanistico ma nessuna risposta è arrivata sui tempi di realizzazione del nuovo parco in piazza della Visitazione. Insomma, Bennardi si conferma in linea con la politica del Movimento 5 Stelle, predicare bene e razzolare male, tanto nessuno ci può mandare a casa. Ma se a livello nazionale ormai tutti hanno capito che i grillini rappresentano il più grande bluff della storia politica italiana questa amministrazione comunale guidata dal sindaco Bennardi non fa nulla per evitare la pessima considerazione da parte dei cittadini materani, quelli ovviamente che pensano con la propria testa e non chi tende a difendere l’indifendibile sui social quando qualcuno dice le cose come stanno su questa Amministrazione Comunale. Caro Bennardi, il tempo è abbondantemente scaduto, la fase di rodaggio è già terminata, adesso non ci sono più scuse. Si metta a lavorare e dopo il “meritato riposo” a Baku dia finalmente risposte alle tante famiglie in difficoltà che attendono da dicembre scorso i buoni spesa, ai giovani in cerca di lavoro e ai settori produttivi messi in ginocchio dalla pandemia. E’ vero che un’Amministrazione Comunale non può creare posti di lavoro ma ha il dovere di impegnarsi affinchè la città possa attrarre investimenti in modo da favorire occasioni di sviluppo e occupazione. Non ci risulta che finora Bennardi abbia presentato un progetto per favorire una ripresa produttiva in una città a vocazione turistica come Matera. La verità, caro Bennardi, è che per sei mesi abbiamo visto solo post e dirette facebook. Ovvero chiacchiere e distintivo”.


LA NOTA del Consigliere Nicola Casino

IN CITTA’ DILAGA LA PANDEMIA E BENNARDI VOLA A BAKU CON MATERDOMINI

Nel pomeriggio di ieri, il Consiglio Comunale di Matera si è riunito per approvare il D.U.P., il documento contenente il programma di mandato dell’amministrazione comunale, rispetto al quale registriamo alcune considerazioni del Consigliere Nicola Casino, capogruppo di Forza Italia nell’assise comunale.
“In particolare -evidenzia Casino- la relazione generale del D.U.P ripropone passivamente i contenuti del programma elettorale cristallizzato in una declamata, ordinaria ed emulativa politica sociale non seguita da fatti concreti, considerato che ad oggi non sono stati erogati nemmeno i ‘buoni pasto’ pur giacendo, inutilizzati, presso l’amministrazione comunale, i fondi ricevuti dalla Regione Basilicata. Manca ogni riferimento a politiche attive del lavoro che rappresentano le emergenze e le esigenze più impellenti della Comunità materana. A riguardo, pur affermando di aver ‘sempre presenti le reali esigenze dei cittadini’ si indugia nella inaccettabile lamentazione del ‘volume limitato di risorse disponibili’, addebitando colpe e responsabilità alternativamente a chi c’era prima e, nella migliore delle ipotesi, al governo regionale. Si continua, quindi, nelle giustificazioni storiche del Mezzogiorno, ignorando che proprio nel Mezzogiorno vi sono più soldi che progetti. Basti pensare ai 222 miliardi di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ai 40 milioni di euro dei Fondi Strutturali Europei (2021/2027), ai 39 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ai 180 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero della Coesione e del Mezzogiorno, ai 15 milioni di euro ricadenti nel CIS per la città di Matera, ai 66 milioni di euro di finanziamenti assentiti per opere pubbliche appaltate o da appaltare. I soldi, mai come ora, ci sono. A mancare sono le idee giuste. Ritornando alle linee programmatiche contenute nel DUP, non si può fare a meno di evidenziare alcuni preoccupanti percorsi di noviziato politico tendente ad ignorare completamente l’eredità di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 (testualmente definita dall’Assessore D’Oppido una “ubriacatura” e “acqua passata”), mortificando l’acquisita reputazione internazionale e la fierezza dei cittadini materani. Basti pensare alla mancata individuazione di politiche strategiche volte a sviluppare quel processo qualitativo che avrebbe dovuto accompagnare la Città di Matera verso una ripartenza turistica consapevole e non lasciata al caso. Mancano politiche sociali attente e condivise con la città, con la parte più debole di essa. Si naviga a vista. Nel frattempo, però, l’assessore Tantone assieme al Sindaco pensano bene di organizzare una campagna vaccinale (di cui contesto il metodo ma non la necessità) senza fare i conti con le risorse economiche necessarie e, solo dopo, lamentano un mancato supporto da parte della Regione. Forse sarebbe stato il caso di farsi due conti prima di inaugurare, in pompa magna, un centro vaccinale comunale che ha dovuto chiudere battenti in tempi record, sommerso da un sentimento di disapprovazione da parte della comunità materana per le modalità con le quali si è inteso vaccinare alcune categorie a discapito di altre. Cosa ancor più mortificante, rileva Nicola Casino, è la modalità con la quale si è pensato di alimentare -in limine litis- il capitolo di spesa relativo alle Attività Produttive e, cioè, togliendo risorse in bilancio dall’assistenza agli anziani attraverso un’emendamento che ha dell’assurdo, se si considera che non si sono poi trovate risorse per promuovere una indagine epidemiologica seria, a tutela della salute dei cittadini. Ci saremmo attesi, come opposizione, che il Sindaco e il suo faraonico Staff avessero fatto uno strappo alla regola, limando i propri compensi attraverso emendamenti atti a scongiurare la morte di un settore, come quello delle Attività Produttive, fondamentale per la vita della nostra comunità. Ed invece, apprendiamo, che Domenico Bennardi e Antonio Materdomini sono in partenza per la Capitale dell’Azerbaigian, con una spesa di ulteriori 2.500 euro per la nostra comunità. Nel frattempo, nella nostra città, la pandemia sembra non lasciar tregua, il centro vaccinale comunale continua ad essere chiuso per assenza di risorse ed i giovani continuano a fuggire per mancanza di lavoro”.

E QUELLA DEL MOVIMENTO CIVICO MATERA2029

Matera2029: impedire tutto a Matera fino al 12 luglio tarpa le ali ad ogni speranza di ripresa.

“Ci saremmo aspettati una azione più virtuosa e coraggiosa dal Sindaco Bennardi, dopo aver annunciato di aver chiesto alla Regione e alla ASM un programma di vaccinazione dedicato ai servizi turistici, parallelo alla campagna vaccinale per gli anziani e i soggetti fragili, per rilanciare sin da subito il Turismo nella nostra città. Mentre in Italia, regioni e città valutano come e quando sarà possibile riaprire, a Matera città turistica si chiude.”

Lo dichiara il movimento civico Matera 2029 con una nota indirizzata al Sindaco Bennardi.

“Siamo, infatti, alquanto perplessi circa il merito e la tempestività dell’ultima ordinanza del Sindaco di Matera, con la quale non fino al 30 aprile, come si potrebbe pensare, bensì fino al 12 luglio 2021 – salvo eventuali ulteriori proroghe – vengono sospesi in deroga ai regolamenti comunali, fiere, manifestazioni, feste private, patronali e rionali, oltre che chiusi parchi ludici e attrazioni viaggianti. Appare evidente che la Festa di Maria SS.ma della Bruna e la sua complessa organizzazione non avranno luogo neanche quest’anno, al netto delle celebrazioni religiose, precludendo sin da ora – e pur non sapendo come evolverà la situazione pandemica nei prossimi mesi – ogni tipo di festa, evento con tutto ciò che ad esso è strettamente connesso in termini di animazione ed economia da gestire, piuttosto con adeguati strumenti di sicurezza da mettere in campo, attraverso azioni specifiche.

Riteniamo sia alquanto inopportuno annunciare l’azzeramento di ogni manifestazione sin dalla prima metà del mese di aprile quando i vincoli nazionali dello stato di emergenza sanitario e pandemico, al momento sono previsti fino al 30 aprile. La sospensione non riguarda soltanto le feste patronali ma anche fiere, eventi e manifestazioni di ogni tipo. Una vera e propria doccia fredda per tutti i lavoratori del settore che magari, nella speranza di prossime condizione migliori dovute anche al piano vaccinale in atto, stavano già pianificando. E’ notorio che le manifestazioni fieristiche, i parchi ludici, i luna park, le attrazioni viaggianti e tutte le altre manifestazioni commerciali e/o di somministrazione di alimenti e bevande su aree pubbliche e private, correlate alle festività patronali e rionali, richiamano un afflusso di visitatori incontrollato, implicando conseguentemente la formazione di assembramenti, che sin dall’inizio della pandemia sono vietati. Magari però per le attività primaverili/estive, compatibilmente con i decreti nazionali, non devono sino ad ora essere costretti, per quanto riguarda Matera città, a restare fermi e senza la possibilità di lavorare.
E’ paradossale che la città di Matera vada controcorrente, dopo la stessa ammissione di Bennardi rispetto a una ripartenza turistica, che porti gente nuovamente in città. Ci dimostriamo invece così solo impreparati realmente a una ripartenza che avvantaggerà sicuramente e inevitabilmente i comuni limitrofi e della vicina Puglia, penalizzando piuttosto anticipatamente proprio settore turistico che dall’animazione cittadina, da fare in totale sicurezza, trae sempre grandissima convenienza.
Il settore è bloccato ormai da 14 mesi per la pandemia e ritardare ulteriormente la tabella di marcia da parte di un governo cittadino che anticipa problemi di cui ancora non possiamo avere contezza, ci spiace dirlo, piuttosto che provare a immaginare iniziative diverse da organizzare in sicurezza, dimostra poca creatività ed efficienza amministrativa per provare a riportare una parvenza di meritata “normalità” proprio ri-partendo dalla nostra cara Madonna della Bruna.

Incapacità, impreparazione o superficialità? Non lo sappiamo. Privarsi già da oggi della possibilità di organizzare manifestazioni ed eventi, andando ben oltre le prescrizioni del 30 aprile, vuol dire rifiutarsi anche solo di impegnarsi a pianificare al meglio una potenziale stagione, nascondendosi dietro l’ombra del Covid che stiamo tutti combattendo, anche la stessa Amministrazione con le sue azioni in atto. Precludersi la possibilità di riemergere finalmente da un periodo di buio e silenzioso con quella che sembra essere una lavata di mani degna di Ponzio Pilato, rappresenta, per una città turistica come quella “dei Sassi”, un danno ingente non solo a livello di immagine, ma anche sociale ed economico.

E’ allora probabile che questa stessa lungimiranza di precauzioni e sicurezza non sia stata sino ad ora applicata in città dal momento che è evidente come in questi giorni i contagi in città non siano affatto diminuiti. Altrimenti saremmo stati anche più pronti nell’imboccare, senza ritardi, la strada della ripartenza e non di ulteriori chiusure, più lunghe per altro di quelle previste a livello nazionale.