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Sindaco. Che ne pensa? La ”dignità” delle persone è la misura delle nostra comunità.Va difesa?

Un interrogativo doppio che riguarda la comunità materana, senza alcuna distinzione, aperta, democratica, rispettosa delle scelte altrui ma con un imbarazzo oggettivo quando all’interno della coalizione di maggioranza al Comune di Matera ci sono forze politiche che hanno espresso, con il fondatore del partito Futuro Nazionale, posizioni discriminatorie nei confronti del movimento LGBTQIA+che riunisce persone con identità di genere e orientamenti sessuali non tradizionali. A chiederlo con una lettere aperta, al sindaco di Matera Antonio Nicoletti,ad amministratori e consiglieri comunali Francesco Paolo Ambrosecchia, professionista finanziario e di servizi alle imprese. ”Non è questione di Destra, Sinistra o di politica- afferma Ambrosecchia- ma di comunità.Una comunità cresce quando nessuno si sente escluso, quando ogni persona sa di poter vivere liberamente la propria identità senza paura di essere giudicata, discriminata o emarginata. Cresce quando le istituzioni sanno essere un punto di riferimento per tutti, senza eccezioni.Per questo credo che oggi non servano slogan, né propaganda. Serve il senso di responsabilità che ogni amministratore pubblico è chiamato a esercitare.Vi chiedo, semplicemente, di dire ai cittadini -conclude- quale idea di comunità intendete rappresentare”

Lettera aperta al Sindaco Antonio Nicoletti e all’Amministrazione Comunale della Città di Matera
Sindaco Nicoletti, Assessori, Consigliere e Consiglieri comunali,
mi chiamo Francesco Paolo Ambrosecchia. Sono materano, consulente aziendale e di finanza agevolata a supporto delle piccole e medie imprese. Ma, prima di ogni ruolo professionale, sono un cittadino che ama profondamente questa città e che ha scelto di impegnarsi nella vita pubblica come attivista, sempre dalla parte delle persone, della dignità umana, del rispetto reciproco e della convivenza civile.
È con questo spirito che vi rivolgo una domanda semplice, che non nasce dalla volontà di alimentare polemiche o contrapposizioni, ma dall’esigenza di contribuire a una comunità più consapevole e unita.
Negli ultimi mesi, due consiglieri comunali della maggioranza hanno aderito a Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci. Una scelta che appartiene alla libertà di ciascuno, e che può adottare per moventi e opportunità politiche o altro, ma che inevitabilmente solleva una riflessione pubblica.
Le dichiarazioni di Roberto Vannacci hanno suscitato un ampio dibattito nel Paese e sono state percepite da molti, me compreso, come lesive della dignità delle persone, in particolare delle persone LGBTQIA+ e di chi appartiene a minoranze etniche e culturali.
Per questo vi chiedo, con rispetto ma anche con altrettanta sincerità: qual è la posizione del Sindaco e dell’Amministrazione comunale rispetto a questi temi?
Matera è una città che ha saputo conquistare l’attenzione del mondo non solo per la sua straordinaria bellezza, ma anche per la capacità di raccontarsi come luogo di incontro, di accoglienza e di dialogo.
Oggi questo messaggio assume un significato ancora più forte nel ruolo di Capitale Mediterranea del Dialogo. Un riconoscimento che ci ricorda come il dialogo non sia soltanto una parola da celebrare, ma un impegno quotidiano fatto di ascolto, rispetto e riconoscimento della pari dignità di ogni essere umano.
Non è una questione di destra o di sinistra. Non è una questione di appartenenza politica.
È una questione di comunità.

Una comunità cresce quando nessuno si sente escluso, quando ogni persona sa di poter vivere liberamente la propria identità senza paura di essere giudicata, discriminata o emarginata. Cresce quando le istituzioni sanno essere un punto di riferimento per tutti, senza eccezioni.
Per questo credo che oggi non servano slogan, né propaganda. Serve il senso di responsabilità che ogni amministratore pubblico è chiamato a esercitare.
Vi chiedo, semplicemente, di dire ai cittadini quale idea di comunità intendete rappresentare.
Una comunità che riconosce l’uguaglianza come valore irrinunciabile, che difende i diritti di tutti, che considera la diversità una ricchezza e che rifiuta ogni forma di discriminazione.
Sono convinto che il ruolo delle istituzioni non sia quello di dividere, ma di unire. Non quello di alzare muri, ma di costruire ponti. Non quello di alimentare paure, ma di rafforzare la fiducia reciproca.
Da materano continuerò a credere in questa idea di città. Una Matera capace di accogliere, ascoltare e rispettare ogni persona, senza distinzioni.
Per questo vi chiedo un gesto semplice, ma importante: una parola chiara.
Non per alimentare una polemica, ma per rafforzare quel patto di fiducia che tiene unita una comunità.
Con rispetto.
Francesco Paolo Ambrosecchia

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