Tempo d’estate, il VIAVAI si sposta dalle città d’arte alle spiagge. Ma c’è chi non ama lo stress che ci assale tra ombrelloni e castelli di sabbia. E riscopre, per una volta, il privilegio di gustarsi a piedi strade e piazze vuote.
Soli soletti, in mezzo alla Fontana (= la Piazza), appunto.
Si perché, non so in altre città, ma nella nostra il tsunami del turismo ha sortito effetti bizzarri: lo storico STRUSCIO dei concittadini si è diradato. Se continua così, urge porlo anch’esso sotto tutela, BENE IMMATERIALE dell’umanità flâneuse……… Per il motto: che scendo a fare in piazza, se è piena come un uovo, e magari incrocio solo turisti?
Decisione poco salutare, a meno che il cittadino abbia altro da fare, o voglia risparmiare sullo “struscio”..delle scarpe.
Se poi anche d’inverno il sonno vi propizia passeggiate oniriche in splendida solitudine e “assordante” silenzio, come nell’immaginario di Giorgio de Chirico, vogliamo indovinare che il vostro recondito desiderio è che il pianeta finalmente si decongestioni?

Sia per l’OVERTOURISM sia per il sovraffollamento planetario.
Nessuno ne parla ormai. Per i più il CLUB OF ROME sarà al massimo il nome di una discoteca, ma l’eco dei suoi moniti risuona più che mai alle nostre orecchie. Primo laico comandamento: gradualmente RIDURRE LE NASCITE.
Delle due l’una: o si fa con una seria programmazione, o se ne incaricheranno le guerre, gli incendi, il surriscaldamento, le malattie, a sortire lo stesso risultato.
Parlando di sovrappopolazione, siamo inclini a raffigurarci un pianeta blu in cui ci pestiamo i piedi tra 8,3 miliardi di uomini.
Non è così: la variabile critica non è lo spazio disponibile.
Decisivo è il nominatore: le RISORSE per alimentare, riscaldare, dare un tetto a una umanità che arriverà a 9 miliardi nel 2037 ed a 10 nel 2060 (Worldometer.info).
La rivoluzione verde ci ha nutrito, ha riempito i granai anche in eccesso, grazie a fertilizzanti, anticrittogamici e deforestazione.
Lo scotto lo paghiamo ora che i SUOLI si sono depauperati, ed altrettanto i valori nutritivi dei nostri ALIMENTI (molte calorie, scarsi nutrienti e oligoelementi); la produzione di FERTILIZZANTI è in crisi, e l’acqua potabile potrebbe attizzare più guerre del petrolio.
Fantasie malate ci propongono FUGHE VERSO MARTE e villaggi spaziali, solo per mandare in fumo altre risorse e capacità tecnologiche.
Per ora i governi hanno scelto senza dirlo la strada liberista, la più cruenta.
Eppure le sinistre hanno governato per decenni in America e nella UE, senza abbozzare l’ombra di una ricetta per riequilibrare la demografia in rapporto alle risorse. Tanto per non fare nomi, due mandati di un presidente inutile come OBAMA hanno prodotto solo inezia e simpatia per gli interessi dei magnati.
Ai quali la pompa demografica regala bassi costi del lavoro, alti profitti su consumi e abitazioni.
Per non parlare dei ricavi politici che le destre ricavano dall’immigrazione incontrollata.
A loro volta, le organizzazioni ambientaliste sono fin troppo perbene per promuovere la disobbedienza civile, lo sciopero della spesa, l’assedio, sì l’assedio, ai siti industriali inquinanti, l’alt al riarmo.
E così NO-TAV e BLACK BLOCK si prendono la scena, con qualche..escandescenza di troppo, a beneficio dei media governativi a corto di argomenti dopo la figuraccia fatta con il loro idolo, lo psicotico Trump.
Eravamo già ammaliati dal fascino indiscreto di questo sviluppo distorto e diseguale, allorché PASOLINI ci avvertiva che NON ERA VERO PROGRESSO.
Ora la corsa ad accaparrarsene una fetta a furor di gomiti si è fatta più cruenta. Per paura che a breve si alzino i ponti levatoi della cittadella tardocapitalista.
Non cambia nulla professarsi ambientalisti o di sinistra se non si inizia gandhianamente da sé stessi.
Agli ingorghi si odono autisti scagliarsi contro il traffico di cui sono parte.
Così ci rapportiamo alle cause dei problemi ambientali: anche quando (non sempre) ne siamo dentro fino al collo, con la massima naturalezza ce ne “pensiamo fuori”.
Io speriamo che me la cavo. “Simul iustus et peccator”, per dirla con Lutero.
Nei rapporti con L’AFRICA, tanti tabù e imbarazzi sono dati anche dai segni sulle nostre coscienze del passato coloniale.
Per cui manca un confronto schietto con le elite che tanto somigliano ai nostri lord coloniali di 2 secoli fa.
Mentre la cultura delle masse povere è spesso fossilizzata nel CULTO DELLA FERTILITÀ, e in tabù riguardo al controllo delle nascite.
Alcuni Paesi ammettono ancora le mutilazioni digitali ed il matrimonio riparatore, mentre l’omosessualità è un crimine. e donne africane sono talora costrette a sposarsi in tenerissima età, e a collezionare tanti parti fino a produrre l’assicurazione sulla vita che sono i figli maschi. Se riescono a procurarsi gli anticoncezionali, magari dalle ong, devono farlo all’insaputa di tutti, mariti compresi.

La mia fatica di Sisifo è stata occuparmi da sempre del fenomeno lingue.
Le ho studiate in Germania e Irlanda, per poi lavorare come traduttore.
Con tutta l’ammirazione per le virtù del medium, non sarò mai un giornalista, di quelli che dicono della loro professione: “Meglio che lavorare”.
Non fa per me la separazione ipocrita di fatti e opinioni.
Credo nella dialettica e nei dialetti, nella laboriosità del pensiero lento.
La forma è contenuto, e si lascia cesellare fino a dare il più grande risalto alle idee che, si spera, hanno in sé la verve per salvarci.
Ci vorrà del lavoro a riempire il baratro di apatia in cui è precipitato il pensiero.