Certo…292 giorni di silenzio, di assenza di risposte da parte del ministro della Sanità, Roberto Speranza, in questa fase impegnato sulla fase scontata di ritorno da contagio da virus a corona, sulla questione sollevata dal segretario dei Radicali lucani, Maurizio Bolognetti, circa il diritto delle persone disabili, svantaggiate a curarsi. Carte, procedure, capitoli di spesa e la Costituzione che sta lì. La foto cartello o foto segnaletica, se preferite, con il 292 di oggi da scomporre, magari per un ambo da giocare sulla ruota della fortuna, ci sta tutta per indicare la lunga attesa. Ma Bolognetti non molla, come ha scritto in una lettera di risposta a Filomena, che lo invitata a ‘’riguardarsi’’ e a smettere con una ‘azione non violenta’ giunta a 12 giorni di sciopero della fame e 4 di digiuno pane e acqua. Nel solco o nel rispetto dei ‘’Diritti umani, giustizia sociale, Costituzione’’ e con un invito a “Rispettare i diritti delle persone con disabilità e a Onorare la legge che si sta violando e per onorare le istituzioni che state violando’’. Da Potenza a Roma e ritorno sul ‘’frecciarossa’’ della solidarietà.

Bolognetti: Lettera aperta a Filomena, Marco e ai miei compagni.

Cara Filomena, caro Marco,
ieri ho seguito almeno in parte i lavori congressuali e ho ascoltato le parole e l’accorato appello rivoltomi da Filomena a sospendere l’Azione nonviolenta in corso.
Nell’esprimere alla Segretaria e a voi tutti la mia gratitudine per questo nostro essere compagni, e cioè uomini e donne animati dal desiderio di condividere il “pane” del diritto e dei diritti, rispondo che non posso e non voglio sospendere, non ora, non adesso. Intendo andare avanti. Non voglio essere né martire né eroe, sto solo provando a difendere con voi diritti che sono diritti umani e quella Costituzione “più bella del mondo” ridotta da tempo a carta straccia: la Costituzione scritta sostituita dalla Costituzione materiale.
Nella consapevolezza e nella certezza, se volete, che la strage di diritto, diritti e legalità, si traduce inevitabilmente in strage di popoli, di vite, di persone.
Mentre scrivo ricevo comunicazioni orali nelle quali mi si dice che a livello ministeriale le questioni poste sarebbero state risolte. In attesa di verifiche e riscontri e nell’attesa che i rumors prendano la forma concreta di atti e comunicazioni necessarie, voglio provare a trasferirvi alcune considerazione che a getto e di getto, spinto dall’urgenza e dalle urgenze che condividiamo, ho scritto questa mattina.
Sono assolutamente consapevole che alla luce di quanto è accaduto in questi mesi i nostri interlocutori potrebbero, causa la loro manifesta incapacità al momento di comprendere senso e ragioni dell’Azione in corso, farmi fare la fine degli avvocati turchi ospiti delle galere del “sultano” Erdogan.
Ciò detto, ai nostri interlocutori ministeriali e regionali, nazionali e “locali”, non posso che tornare a porre una semplice domanda: cosa vi stiamo chiedendo da 10 mesi?
Io direi che stiamo chiedendo ai nostri interlocutori di rispettare la loro propria legalità, di onorare le istituzioni che rappresentano, di interrompere – perché così stanno le cose – la flagranza di reato contro i diritti umani e la Costituzione.
Glielo stiamo chiedendo incessantemente da 10 mesi!
Gli stiamo chiedendo di rispettare la legge, la loro, la nostra legge.
Gli stiamo chiedendo di rispettare i diritti delle persone con disabilità, di rispettare gli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione.
E loro, i nostri interlocutori, come hanno risposto in questi 10 mesi?
Silenzi, impegni disattesi, invio di “barche”, “capre e cavoli”, richieste di non so quali liste.
Hanno risposto con 291 giorni di silenzio, che sono i 291 giorni di silenzio del nostro Ministro della Sanità, Roberto Speranza.
Arroganza, strafottenza, il volto di un potere esso si violento che uccide speranze e calpesta diritti umani.
C’è ricatto nell’Azione nonviolenta che sto conducendo con, al fianco e a supporto dei miei compagni dell’Associazione Coscioni, dei miei compagni di strada e di giornata, di marciapiede, degli 810 che hanno firmato una lettera-appello?
No, direi proprio di no. E potrei citare – e lo faccio – quel Marco Pannella che 25 anni fa scriveva: “L’amore e la nonviolenza non sono mai ricatto perché non si ha ricatto nella difesa, nella sete, nella fame di verità e di conoscenza se non per chi ne ha paura […] Noi stiamo lottando. Non possiamo sparare perché non siamo violenti e quindi spariamo amore, dialogo e lotta di questo genere e gandhiana perché è in corso l’ennesimo crimine di Stato, di partitocrazia, di regime”.
La nonviolenza con i suoi strumenti di lotta e di azione non è anacronista, non è superata.
Nonviolenza vs l’oggettiva violenza dell’esercizio cieco, sordo, ottuso del potere.
Verso chi a volte sembra voler emulare il mitico Marchese del Grillo: io so io e voi…
Io credo, anzi ne sono certo, che da questa parte di una barricata che non c’è, e se c’è è stata innalzata dai nostri interlocutori, stiamo solo provando a convincerli a compiere atti dovuti.
A questo punto, cara Filomena, caro Marco, cari compagni, non so cosa aspettarmi e se risposte dirette o “indirette” ci saranno. So, però, che su questa trincea intendo attestarmi per dar corpo e vita a quel preambolo allo Statuto del Partito Radicale che recita: “Per la difesa con la vita, della vita, del diritto, della legge”.
Con l’affetto di sempre
Maurizio Bolognetti
(al 15° giorno di azione nonviolenta: 12 giorni di sciopero della fame e 3 giorni di digiuno)