Può Roberto Speranza essere l’alternativa a Matteo Renzi? E perché no! Lui ci crede. E lo ha anche chiaramente annunciato qui, in terra lucana. “Sono pronto, al prossimo Congresso nazionale, a presentare una proposta alternativa a Renzi” ha detto a Ferrandina, qualche sera fa.
Insomma, eccolo lì a rialzare ambiziosamente la sua proverbiale “asticella”, quella che proprio lui, introdusse nel gergo politico lucano, in quel di Rifreddo, alla conferenza, nientepocodimenocchè, “programmatica” del PD di Basilicata di qualche anno fa e di cui sfidiamo tutti ad aver conservato qualche traccia e/o memoria.
Ed eccolo lì, lui falso sornione che ama fare balzi in avanti per tirarsi fuori dalle situazioni stagnanti.
Ma, nel caso la cosa prendesse davvero forma, la classica domanda spontanea che qui nasce facile-facile è: davvero con Roberto ci sarebbe speranza per questo PD?
Ora, con tutto il rispetto per la sua convinzione ed ambizione (personalmente ci è davvero molto simpatico), con quali truppe pensa di poter ingaggiare una battaglia così impari con quel “mostro” di Firenze oggi così potente ed invincibile?
Possibile che anche a lui come al suo mentore Bersani sfugga che chi potevano essere interessato ad una battaglia dall’interno del PD è già in larga parte andato via dall’ingorda balena renziana, sempre più intasata da profughi provenienti dal deserto berlusconiano?
E poi, se come ama dire: “il Pd non è solo Renzi”, quale sarebbe il suo “altro punto di vista, diverso e alternativo” ? Perché si fa davvero fatica a coglierlo questo famigerato “punto”, così poco nitido nel nebuloso attuale stato confusionale in cui versa ciò che resta della gloriosa vecchia ditta di bersaniana memoria. Speranza, vogliamo ingrandirlo sto “punto” e renderlo visibile ai più ad occhio nudo? Perché, come ebbe a dire Alfredo Reichlin: “Il problema non è Renzi ma il pensiero politico che non c’è” e il “cosa c’è dietro di lui?” Roba un pò grossa, diciamolo.
E non è che proprio per questo –date le enormi avversità- si pensa, magari, di combatterlo usando la sua stessa tattica, allenandosi sul terreno di gioco potentino a strizzar l’occhio agli avversari di sempre?
Certo che ciò mal si concilierebbe con la tanto proclamata avversità all’ipotesi (quanto mai in fieri) che il PD: “diventi quel partito della nazione indistinto in cui dentro ci può stare tutto e il contrario di tutto” e che (sempre parole sue) se: “serve a far spazio a Verdini, Bondi o Cuffaro, io non ci sto”!
Di sicuro, sarà davvero curioso vedere Roberto come coniugherà questo “io non ci stò” con “l’alternativa si costruisce difendendo le proprie convinzioni dall’interno”, nel momento esatto in cui si renderà conto (e prima poi dovrà pur succedere) che i “verdiniani, cuffariani e reduci berlusconiani vari”… sono già qui (come direbbe la mitica Raffaella), proprio nel mentre lui proferisce queste frasi, e lo stanno accerchiando.
Nell’attesa, a noi lucani responsabili del terreno di coltura di questo possibile futuro segretario nazionale del PD e quindi, a cascata, anche potenziale futuro primo ministro, tocca una bella responsabilità: dover fornire alla nazione il pedigree politico completo del competitor.
E allora se qualcuno all’improvviso vi domandasse: quale è il bilancio della sua esperienza politica in questa regione? E’ positivo o è negativo? Come rispondereste?
E’ evidente che la prudenza sarebbe d’obbligo, perché dalla risposta potrebbe discendere una patente di validità alla nuova ambiziosa mossa del nostro speranzoso conterraneo.
Quindi, per non fare i guastafeste, evitate di ricordarvi dello stato comatoso in cui il nostro lasciò il PD lucano al termine della sua segreteria. Ed evitate anche di ricordare che, nel bel pieno di scontrinopoli, il nostro rifiutò di fare il candidato condiviso alle elezioni regionali scatenando quel pò pò’ di inferno (tra il gladiatore e suoi) di cui ancora si paga lo scotto. Ed evitate pure di rinvangare che in Parlamento in fondo ci è arrivato da capolista designato, senza misurarsi con quelle fastidiose primarie. Insomma, dimenticatevi di tutto questo!
E cercate, invece, di mettere in evidenza –per amor di patria- solo gli aspetti positivi della sua gestazione lucana, prima del grande salto sulla scena nazionale. Ecco è di quelli e solo di quelli che dovrete parlare…..su, avanti, parlatene!
Perché è avanti che bisogna guardare. Cosi come scrive di lui “L’Unirenzità”: “L’asso nella manica a sinistra: Il carisma di Corbyn unito all’idealismo di Sanders che si fondono nella nuova Speranza della sinistra PD. Pronti a sostenere il Leader anti Renzi al prossimo congresso?”.
A voi tutti dunque l’ardua risposta.
(NB: Questo nostro articolo è stato pubblicato oggi , 14-2-2016- sull’edizione cartacea , del primo numero, del nuovo quotidiano “Le Cronache Lucane” , con il titolo redazionale “L’ASTICELLA DI SPERANZA E DEL PD”)

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Per la Speranza occorrono fede …e carità. Sono le virtù che mancano e che andrebbero ritrovate in un pellegrinaggio a Viggiano, nel santuario della Protettrice della Basilicata. Un ritiro spirituale a preghiere, pane e acqua e a pesci in faccia se occorrerà. Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci non penso sia replicabile. Forse scambiando lucciole per lanterne. Ma sono scomparse anche quelle… E allora, finchè c’è guerra per dirla con un noto film di Alberto Sordi, c’è Speranza-
Franco