C’è il programma elettorale arcinoto che ha consentito a una maggioranza estesa dal M5s a Volt, da Psi-Verdi a Matera 3.0 di eleggere a sindaco di Matera Domenico Bennardi e ora c’è un ”patto ristretto” per il Bennardi bis (dove non sono rappresentati nè Volt e nè Matera 3.0) che gli elettori non conoscono. E allora è il caso di renderlo noto. A chiederlo le consigliere Cinzia Scarciolla e Milena Tosti (ex M5s) che pongono al primo cittadino tutta una sequenza di domanda incentrata sulla trasparenza di un ”patto”vincolante del quale si sa della durata ma poco o nulla dei contenuti, fatta eccezione per le priorità da portare avanti. Richiesta legittima ma non sappiamo se avrà un seguito. Bennardi dovrà anche rimediare a una svista (?) nella pubblicazione del decreto che indica i nuovi assessori e in particolare per una delega, quella di vicesindaco alla assessora all’urbanistica Rosa Nicoletti. Annuncio fatto, comunque, in conferenza stampa. Atto da integrare, dunque. E c’è attesa per le deleghe senza portafoglio per alcuni consiglieri e per il dibattito inevitabile sulla soluzione della crisi politica accentuatasi, dopo le dimissioni degli assessori Raffaele Tantone e Lucia Summa. Patti chiari e confronto politico.

LA NOTA DI MATERA 3.0

Bennardi renda noto il patto di maggioranza.

Finalmente la crisi di governo, prima negata, poi affrontata, giocoforza, ha prodotto i suoi effetti di cui ci accureremo nelle prossime ore.
Dopo estenuanti trattative, l’accordo del Bennardi Bis, nasce sulla base di un “patto di lealtà” che blinderebbe l’azione della maggioranza e ne costituirebbe il presupposto per il governo.
Matera 3.0 con le rappresentanti elette Scarciolla e Tosti, ritengono corretto far conoscere alla città questo patto, soprattutto se si pensa che nel programma di governo il M5s aveva inserito la proposta di rendere pubbliche le riunioni di giunta attraverso dirette streaming.
Dalle dirette streaming a patti il cui contenuto resta ignoto, il cambiamento è notevole!
Inoltre il Patto temiamo possa contenere variazioni del Programma elettorale, a giudicare dai distinguo pervenuti, aspetto che sancirebbe il definitivo cambio del progetto politico che aveva unito in coalizione 4 liste per il progetto di cambiamento solo 1 anno fa.
Perché il M5s ha bisogno di legare i partiti della coalizione a questi Patti? Ha paura della libertà di pensiero in capo a ciascun consigliere? Preferisce l’autorità alla autorevolezza? Il controllo al libero consenso? Teme il dissenso? Non si fida dei suoi alleati?
Sono temi che abbiamo posto anche al sindaco ma che evidentemente hanno determinato l’esclusione, di fatto, di Matera 3.0 dalla maggioranza.
Per quanto esposto Matera 3.0 ribadisce la necessità di rendere pubblico il nuovo patto, che si “aggiunge” al programma elettorale, che invece è, e rimane l’unico patto valido tra cittadini e sindaco, tra consiglieri e sindaco, che non a caso la legge rende pubblico.