La cultura è cultura e chi studia, legge,ha mestiere, immagazzina e ha ottima memoria, come il sindaco di Matera Raffaele de Ruggieri, colpisce l’uditorio con citazioni e paragoni efficaci da far impallidire i guru della comunicazione, compresi quelli della filiera subliminale. E così – davanti alla platea di 131 sindaci, della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e di altre autorità convenute a Palazzo Lanfranchi- ha fatto riferimento a uno dei segreti del successo di una città che ha raccolto numeri e consensi con il progetto di capitale europea della cultura 2019. E lo ha fatto citando sogni, progetti, costanza e testardaggine (il termine capatost, non ha copyright) che hanno portato Matera a diventare modello di un Sud, che non si piange addosso, ma si rimbocca le maniche. Come ? De Ruggieri (repubblicano dalla Prima Repubblica) ha fatto riferimento allo ”scandalo” politico che ha portato alla nascita di una alleanza impensabile sulla carta e che ha contribuito a rilanciare impegno e attività nella difficile fase di organizzazione per l’anno da capitale europea della cultura. Quella con Salvatore Adduce, sindaco uscente del Pd e alla guida della prima fase di candidatura che ha portato all’ investitura per Matera 2019. Ma poi sconfitto alle elezioni di cinque anni fa con una maggioranza trasversale ribattezzata ”Arca di Noè”, guidata da De Ruggieri e composta da partiti di centro destra, centro sinistra e di civiche di vario colore e consistenza, fino all’ingresso del Pd in giunta e la nomina di Adduce su delega di De Ruggieri nel cda della Fondazione della quale è presidente. Passaggi, come tutti i cambiamenti, che hanno procurato qualche perplessità ma contano i risultati. Acqua passata nononostante i gorghi e gli sciabordii di quanti annusano l’aria delle prossime comunali e chiedono garanzie o lumi sul proprio futuro.De Ruggieri tira dritto, come ha sempre fatto e ribadisce con un abbraccio la ferrea intesa con Salvatore Adduce. Del resto parlano i fatti. Matera 2019 è stata un successo ma i bilanci di quello che è riuscito,andato, è stato accantonato o è da rivedere, si farà a consuntivo. Del resto ”squadra che vince” non si cambia e tira dritto fino alla fine del mandato. ” Un comune impegno per la città” aldilà della fede politica, senza riserva alcuna. Tanta euforia ha colpito non poco l’uditorio e i commenti del dopo abbraccio si sono soffermati sulla domanda: ” Ma De Ruggieri si ricandida?”. L’alleanza con Adduce tiene, ma il Pd nel frattempo con la scissione renziana di Italia Viva ha perso pezzi. Quello che è certo è che l’entusiasmo del sindaco De Ruggieri è alle stelle, affrontando e risolvendo un problema dopo l’altro: dall’appalto rifiuti alla futura sede dell’Archivio di Stato alla firma a Roma, l’11 dicembre con il ministro per lo sviluppo economico Patuanelli , per il progetto di Casa delle tecnologie nell’area Paip. Un progetto che guarda al futuro e alla occupazione, come il 5G, perchè non si può vivere solo il turismo da economia dalle mani libere. E allora ritorna la domanda ” De Ruggieri ” si ricandida, forte dell’alleanza con Adduce? Se due più due , fino a prova contraria, fa quattro…Non ci dovrebbero essere dubbi. Se ne riparlerà dopo la cerimonia di chiusura per Matera 2019, dopo l’ approvazione del regolamento urbanistico e quando le nubi della politica nazionale si saranno diradate. Scandalo?No, realpolitik. Del resto i vecchi schemi sono saltati. Aspettatevi per le comunali la consueta sfornata di civiche con l’ancoraggio di alcuni partiti. Quanto ai candidati e alla candidate a sindaco siamo al tourbillon di nomi da bruciare o quasi, come tradizione vuole.