Un incarico fresco di nomina, alla guida della Federazione Popolare dei Democratici cristiani di Matera e provincia, conferitagli dal responsabile regionale Pasquale Tucciarello, che Francesco Saverio Acito , ingegnere, ha accettato con la serietà e la voglia di guardarsi intorno per partire con il piede giusto. La Dc, la vecchia Balena Bianca, è scomparsa con l’avvento della seconda Repubblica e con l’incedere della questione morale ( tuttora irrisolta) che ha mandato in crisi, sotto i colpi di Mani Pulite, i vecchi partiti. Ma ideali e d esperienze restano, sopratutto, quando si è alla ricerca di valori che possano innovare o rafforzare le istituzioni come continuiamo a sentire in un anno difficile per il Belpaese, tra memoria non condivisa e spesso strumentale ( dalla Liberazione alla Shoah ) alla crisi socio economica procurata dall’epidemia da coronavirus. Servono culturale ”solidale” e di una ”attenta capacità di ascolto” verso i bisogni della gente, dei territori, delle imprese che non possono finire ancora una volta sotto i colpi dello sfruttamento e della globalizzazione. Terreno fertile per quanti si richiamano ai valori e alle radici cristiane e alle esperienze sul campo di quanti hanno saputo dare una impronta precisa e decisiva nel contribuire a far risollevare le sorti del Mezzogiorno, della Basilicata o di Matera.Il 23 luglio del 2020 ricorrerà il 70* anniversario dalla prima visita di Alcide De Gasperi a Matera, che portò in Parlamento al varo della prima legge speciale di recupero dei Sassi. Nostalgie a parte. Contano valori, uomini e donne, che vogliano lavorare in un solco tracciato dalla storia ma che richiede una attenzione particolare per cogliere le esigenze di cambiamento e di partecipazione. Acito è persona operativa, che non ha mai perso gusto ed entuasiasmo per fare politica o per rimettersi in gioco , candidandosi alla guida di coalizioni della Seconda Repubblica e con un programma per la città e per i cittadini. Prima il progetto, cosa si vuol fare ma con la gente che partecipi e proponga. E Acito ha ribadito sempre lo stesso concetto : ” A criticare è facile, a trovare soluzioni meno”. Un invito a informarsi e a formarsi ed è quello che si chiede a una politica nuova, di impegno. Si riparte da consolidati valori, quelli democratici e cristiani, per una società quella italiana, materana e lucana, che deve ritrovare entusiamo,partecipazione, voglia di fare politica. A Saverio Acito la volontà non manca. Nella democrazia cristiana Francesco Saverio Acito, ingegnere materano, nato nel giorno di San Valentino c’era stato nella Prima Repubblica, quando c’erano i partiti dell’arco costituzionale e d quelli che ne stavano fuori, tanto da ricoprire la carica di sindaco per due mandati dal 1986 al 1994 e dal 1990 al 1994 anche presidente dell’Anci. Sotto il suo mandato ricordiamo l’iscrizione, nel 1993, dei rioni Sassi e dell’Habitat rupestre nella lista dei beni tutelati dall’Unesco. Il resto è storia d’oggi e con una nuova pagina da scrivere …Auguri. E del resto al centro e in Basilicata hanno le idee chiare sulle possibilità di rivedere lo scudocrociato tra i protagonisti della vita politica locale e italiana https://giornalemio.it/politica/in-campo-lo-scudocrociato-nelle-elezioni-di-autunno/