HomePoliticaSassi e subconcessioni. Nacci(Pci): chiarezza ed evitiamo speculazioni!

Sassi e subconcessioni. Nacci(Pci): chiarezza ed evitiamo speculazioni!

Pane al pane, per chi risiede nei rioni Sassi o ha piccole attività economiche, con un ”equo ” canone di locazione e vino al vino…per tutte quelle situazioni prosperate per assenza di controlli, verifiche, nella applicazione della legge speciale 771/86 di recupero e riqualificazione degli antichi quartieri materani, che hanno alimentato speculazioni, interessi sul tessuto immobiliare che vanno riviste alla luce di quanto previsto dalle normative di settore. Antonio Nacci, responsabile cittadino e provinciale del Pci, è per un confronto serio sulle cose da fare. L’Amministrazione comunale di Matera deve essere conseguenziale e rispettare valore e consistenza del patrimonio demaniale, che non può essere alienato – ammesso che sia possibile- gratis o per cifre irrisorie. Nacci, che invita il Comune ad assegnare immobili ancora disponibili ai giovani per usi residenziali o attività, produttive ricorda l’operato del parlamentare comunista Michele Bianco che negli anni ‘Cinquanta’ si impegno’ e non poco per i concittadini residenti nei Sassi. Merita la intitolazione di un belvedere o di un comparto dei Sassi. Ma anche questo impegno è finito nel dimenticatoio.

“SASSI” cosa fare…
Sulla questione del rinnovo delle subconcessioni nei Rioni Sassi si è aperto un doveroso dibattito pubblico, che a nostro avviso si deve caratterizzare per trasparenza e verità se si vuole che i Sassi tornino ad essere un “bene collettivo” e non come fino a oggi è stato un bene ad uso e consumo di pochi.
Innanzitutto dobbiamo con chiarezza affermare senza ombra di smentita che i Sassi a
partire dalla legge 771/86 continuano a rappresentare la più grossa speculazione
immobiliare in cui si sono annidati interessi legati alla politica amministrativa della città se non anche direttamente legata agli interessi degli amministratori.
Sarebbe quindi auspicabile che chi oggi siede in consiglio comunale ed avesse direttamente o indirettamente interessi economici nei Sassi dovrebbe astenersi nelle votazioni sul futuro degli antichi rioni non solo per un evidente conflitto di interesse ma soprattutto per una questione morale, ma dubitiamo che ciò accada visto quanto già accaduto dall’inizio di questa consiliatura.
Abbiamo già detto in passato che il “bene” dei Sassi non può continuare ad essere visto solo come mero sfruttamento turistico ricettivo ma vanno traguardati quegli obiettivi di residenzialità e servizi già previsti nella 771/86.
Occorre pertanto fare una netta separazione tra l’utilizzo di un bene demaniale per uso residenziale da uno ad uso turistico ricettivo.
Nel primo caso è evidente che occorre prorogare fino a fine anno quelle concessioni in
scadenza al 30 giugno così da avere il tempo per verificarne il diritto e di conseguenza l’applicazione di un equo canone di fitto.

Nel caso invece dello “sfruttamento” economico di un bene demaniale le casistiche sono
notevolmente diversificate, infatti possiamo trovare sia l’albergo di lusso a svariate stelle, sia attività artigianali, sia ristoranti e bar, sia le innumerevoli case vacanza.
Non vorremmo assistere a quanto già avvenuto con le concessioni balneari dove a fronte di irrisori canoni concessori di poche migliaia di euro i concessionari fatturano milioni di euro, per questo motivo sarebbe necessario applicare, con lo stesso principio applicato nello sfruttamento delle risorse naturali, delle royalty progressive sui fatturati delle attività turistico ricettive, accertato che sussistono situazioni come nel campo alberghiero di prezzi di pernottamento di centinaia di euro a notte.
Inoltre occorre da subito assegnare, i tanti locali ancora disponibili ed abbandonati
all’incuria, a quanti, soprattutto ragazzi, ne facciano richiesta come luoghi di aggregazione dove condividere anche passioni artistiche di vario genere.
Diversamente sarebbe da imputare all’Amministrazione Comunale l’omesso controllo e sana gestione di bene pubblico con evidente danno erariale.
In definitiva non possiamo permettere che beni demaniali che sono costati alla collettività risorse ingenti di denaro pubblico ritornino “privati” grazie a interessi particolari.
A noi il compito di vigilare e denunciare ogni abuso e comportamento contrario al bene
collettivo.

Come Partito Comunista Italiano non possiamo però non ricordare, nel momento in cui si
parla dei Sassi, il Compagno Michele BIANCO la cui iniziativa parlamentare con il ddl n. 1882 diede il via in Parlamento alla discussione nel lontano 1951.
Grazie al suo impegno la “questione Sassi” attraverso l’approvazione della Legge di
Risanamento n.619 del 17 maggio 1952 poneva le basi per un riscatto morale e sociale della popolazione che viveva in condizioni vergognose negli Antichi Rioni e che nessuno fino ad allora se ne era fatto carico.
Grazie a quella legge nacquero i quartieri popolari dando così un impulso decisivo alla caratterizzazione urbanistica della Città, dove trovarono sistemazione gli sfollati che a seguito di esproprio lasciavano allo stato quegli immobili malsani.
Sarebbe doveroso da parte dell’Amministrazione Comunale ricordare l’impegno del
concittadino Michele Bianco intitolandogli un “Belvedere sui Sassi”.
Antonio NACCI
Responsabile Cittadino e Provinciale del PCI

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