E’ diventata un’epidemia. Sardine, sardine, sardine che si moltiplicano in tutta Italia. Tranquille, gentili, fresche, che amano riunirsi in banchi sempre più numerosi nelle piazze italiche.

C’è chi le ama -salutandole come una speranza, chi le teme – vedendone una concorrenza sleale e c’è chi le odia -in quanto spuntate a guastar la festa quando tutto sembrava filasse liscio come l’olio…di ricino.

Questi ultimi hanno pensato di lanciare loro contro (a parte denigrazioni via web) una campagna (solo apparentemente ironica) di “gattini” minacciosi nel mentre divorano pesciolini. Una scelta che è invece di manifesta violenza ed intolleranza,  che conferma quanto lo stile gentile delle sardine sia necessario ed opportuno perchè di segno esattamente contrario.

Ma le sardine non sembrano intimidite e preso atto che da quella basica idea che prese forma in Piazza Grande a Bologna (https://giornalemio.it/politica/quelle-sardine-che-non-si-legano/) , oramai si è passati ad una impressionane moltiplicazione, sembra abbiano deciso di mettere dei cordoli, fissare dei paletti, darsi un minimo di coordinamento, per evitare di prestare il fianco a strumentalizzazioni ed attacchi.

Questo ad esempio è un post di supporto a chi volesse organizzare un evento di sardine:

Ecco come creare un flash mob “6000 sardine” sul vostro territorio:

> Scriveteci un e-mail a 6000sardine@gmail.com
– Risponderemo al più presto e vi aiuteremo a creare l’evento facebook.
> Suggeriamo di non creare eventi facebook prima della nostra risposta. Il rischio è che venga creata una moltitudine di eventi, a scapito della chiarezza.
> Daremo supporto e visibilità solo agli eventi organizzati secondo questa procedura. Le sardine sono organizzate in banchi… ed è questa la loro forza.

> Suggeriamo a chi ha già lanciato eventi facebook locali di scriverci ugualmente a 6000sardine@gmail.com. Ci coordineremo al meglio.

Ricordiamo che l’unica pagina ufficiale 6000 sardine, nata a Bologna il 14 Novembre 2019, è questa dalla quale scriviamo.

E poi sembra che gli ideatori del movimento abbiano stilato una “carta dei valori”  che sta circolando  in queste ore in rete.  Insomma, un vero e proprio “manifesto del movimento delle sardine“, un decalogo. Eccolo:

1. I numeri valgono più della propaganda e delle fake news, per questo dobbiamo essere in tanti e far sapere alle persone che la pensano come noi che esiste questo gruppo;

2. È possibile cambiare l’inerzia di una retorica populista. Come? Utilizzando arte, bellezza, non violenza, creatività e ascolto;

3. La testa viene prima della pancia, o meglio, le emozioni vanno allineate al pensiero critico;

4. Le persone vengono prima degli account social. Perchè? Perchè sappiamo di essere persone reali, con facoltà di pensiero e azione. La piazza è parte del mondo reale ed è lì che vogliamo tornare;

5. Protagonista è la piazza, non gli organizzatori. Crediamo nella partecipazione;

6. Nessuna bandiera, nessun insulto, nessuna violenza. Siamo inclusivi;

7. Non siamo soli ma parte di relazioni umane. Mettiamoci in rete;

8. Siamo vulnerabili e accettiamo la commozione nello spettro delle emozioni possibili, nonché necessarie. Siamo empatici;

9. Le azioni mosse da interessi sono rispettabili, quelle fondate su gratuità e generosità degne di ammirazione. Riconoscere negli occhi degli altri, in una piazza, i propri valori, è un fatto intimo ma Rivoluzionario;

10. Se cambio io, non per questo cambia il mondo, ma qualcosa comincia a cambiare. Occorrono speranza e coraggio.

Riportiamo, infine, per inquadrare correttamente questo movimento e capirlo meglio, l’intervento che fu pronunciato in Piazza Grande (dalla pagina web 6000sardine):

Per chi se lo fosse perso, ecco il discorso che abbiamo letto in Piazza Maggiore:

Bologna, 14 novembre, ore 20.45

“La prima notizia è che abbiamo vinto. Magari non abbiamo vinto la guerra ma chi ben comincia è a metà dell’opera. La seconda che non è un caso che la più forte risposta al populismo e alla retorica dell’odio sia arrivata proprio da Bologna e dall’Emilia Romagna. Una terra fondata sull’inclusione, sullo studio, sul lavoro, sul volontariato. Purtroppo la nostra comunità è sotto attacco da parte di una forza che ritenere politica è un offesa alla politica. Dopo aver strumentalizzato i migranti, i cristiani e le persone fragili ora è il nostro turno nel tritacarne mediatico di Matteo Salvini e i suoi accoliti.

Eppure ci fa bene, perché dormivamo da tanto. Alzino la mano quelli che non scendevano in piazza da anni. Alzino la mano quelli che stavano a casa a criticare e lamentarsi invece che rimboccarsi le maniche. Alzi la mano chi ha disegnato una sardina dopo anni che non disegnava niente. Ecco che allora la prima lezione è per noi. Illudersi che tutto cambi senza che noi per primi si muova un dito è un illusione.

La terza notizia è che ci aspettano due mesi duri come la nostra generazione non ne ha mai vissuti. I nostri avversari giocano sporco, sono potenti, hanno un sacco di soldi che nessuno sa da dove vengano, hanno troll e robot che invadono i social e influenzano la vita democratica di un paese che dovrebbe aspirare al meglio.

La quarta notizia è che c’è speranza e che non siamo soli. Il nostro appello è stato raccolto da molti, tantissimi. La maggior parte dei quali è qui presente stasera. E con un’altra parte non meno importante che ci sostiene da casa e da tutta Italia guardando con fiducia alla nostra comunità. Negli ultimi giorni abbiamo scritto una nuova storia sui social network. Oggi abbiamo fatto qualcosa che tutti, compresi i nostri avversari, ritenenevano impossibile. Non solo abbiamo decuplicato i numeri di Salvini su facebook, ma li abbiamo raddoppiati nella realtà, perché siamo in 100.000! (gag). A nulla sono serviti i cartelloni che ci assillano da settimane, a nulla i proclami sulla liberazione dell’Emilia Romagna, a nulla i pullman che sono arrivati dalla Lombardia, dal Veneto e dal Trentino. Oggi abbiamo stravinto. Li abbiamo disintegrati con mezzi che loro non conoscono: la gratuità, l’arte, il sorriso e le relazioni umane.

E vorremmo invitare tutti quelli che ci hanno criticati per il fatto che eravamo “contro” e non a favore di qualcosa, li vorremmo invitare a guardare questa piazza. Vi sembra una piazza contro? Vi sembra una comunità che non ha argomenti? Vi sembra un messaggio privo di contenuti?

La quinta ed ultima notizia è che se lo vogliamo questo sarà solo l’inizio. In sei giorni abbiamo dimostrato che non esiste bestia abbastanza potente da arginare il pensiero, le idee e le persone vive. Non esiste pirata abbastanza affamato di potere quando di fronte vi è una comunità libera, inclusiva, creativa e resistente.

Ed è davvero così, se lo vogliamo il populismo è già finito. Se lo vogliamo la stagioen delle bugie potrà dirsi conclusa. Se lo vogliamo la testa sarà più forte della pancia. Se lo vogliamo la politica tornerà ad essere una cosa seria. E a questo proposito ci sentiamo di fare un appello. Non lasciate soli i nostri politici. Perché hanno bisogno di noi. Si fanno una vita di inferno per difendere il nostro territorio e per far vivere una vita migliore ai nostri figli, sono loro in prima linea. Ringraziamoli invece che accusarli costantemente.
In molti avete chiesto di continuare questa avventura, di vincere anche le prossime battaglie. Sicuramente ripeteremo l’invasione delle sardine anche in altre città della nostre regione ed avremo bisogno di voi. Non sarà facile ma ce la metteremo tutta per portare il messaggio di speranza lanciato da questa piazza in tutti i territori di questa regione.
Per il momento siate orgogliosi di aver preso parte ad un azione folle, democratica e rivoluzionaria.

Da domani potrete raccontare a tutti di quella volta che una sardina ha sconfitto un pirata.”