Si è fatto attendere come una star Salvini questa mattina a Matera. Una attesa che ha messo a dura prova, sotto un sole impietoso, il numeroso drappello di contestatori che ha scandito slogan e fischi (vanamente tentati di sopraffare dalla regia del palco che diffondeva la buona musica di Battisti a decibel sostenuti), oltre che i sostenitori del leader della Lega (in numero nettamente inferiore rispetto alle aspettative per la caratura nazionale del personaggio) e l’enorme dispiegamento di forze dell’ordine in divisa ed in borghese.

Un’attesa che è stata riempita, oltre che dalla musica, dagli interventi del candidato Sindaco del centro destra Sassone, del presidente della Giunta regionale Vito Bardi, e dal Sindaco di Montescaglioso….tutti accompagnati dal contraltare di fischi e slogan non proprio benevoli.

Una attesa che è servita ad osservare, incrociare, osservare i visi dei tanti meridionali che si affidano a questo Capitano poco coraggioso (non parla dei Cicala, zitto sui 49 mila euro e sui commercialisti freschi freschi arrestati, si lamenta che forse potrebbe essere arrestato anche lui), quasi come fosse un messia, nonostante il suo conclamato dna antiterroni, ampiamente documentato dai documenti che circolano in rete per gli smemorati, in una operazione rivergination improbabile, ma che sembra riuscirgli con una parte di meridionali. Misteri della mente umana.

E quando è arrivato, con i “Matteo-Matteo” sollecitati dallo speaker, ha preso il microfono ed ha recitato una breve “benedizione”, snocciolando un rosario di luoghi comuni (se ripristinano la Fornero faremo la guerra, andrò  a processo per aver fatto cose a nome degli italiani,ecc.) condito da un po del solito vittimismo (forse sarà arrestato) e dialogo a distanza con i contestatori dai cui slogan attingeva, come veri e propri assist pur di continuare a parlare, dire qualcosa, riempire il vuoto cosmico del suo intervento.

Promettendo, infine,  di tornare a “Matera, bella irraggiungibile” non appena Sassone diventerà “sicuramente nuovo Sindaco, per aiutare risolvere i problemi della città a partire dalla sicurezza”.  I materani sono avvisati.

Ha quindi, come da copione,  invitando i suoi fans a raggiungerlo dietro il palco, rigorosamente “da destra“, ha sottolineato,  per fare gli  immancabili selfie con lui medesimo.

E chi non è interessato a quest’ultimo cadeau,  va via con addosso la sensazione di quel vuoto rimasto al termine dell’intervento di uno dei massimi esponenti della politica nazionale e da cui uno si aspetta ragionamenti ed, invece, riempito di ovvietà e luoghi comuni ripetuti at libitum.

La stessa sensazione che avevamo provato anni fa dopo aver ascoltato, sempre a Matera, per la prima volta -all’ex cinema comunale- l’altro Matteo nazionale.