Salvatore Adduce mi ha fregato. Pensavo di essere stato io il primo ad affermare (con un tweet di qualche settimana prima del fatidico 17 ottobre 2014) che Matera avrebbe vinto il titolo di capitale europea della cultura). Ed invece no. Nella conferenza stampa di questa mattina, al 6° piano del palazzo municipale, ha mostrato il suo spot elettorale del 2009 (confessando di essersene ricordato solo qualche sera fa) in cui lui sul bus, ad una passeggera che gli chiedeva le soluzioni di un cruciverba, alla domanda “qual è la capitale europea della cultura 2019?”, rispondeva con raggiante sicurezza : “questa è facile: Matera”!

Una chicca iniziale che al Sindaco appare sufficiente a spiegare più di ogni altra parola il lungo ed intenso impegno profuso per un obiettivo che all’inizio appariva “velleitario” e poi divenuto “visionario”.  Nel senso di averci costruito intorno una visione della città e del suo ruolo nella regione e nell’intero mezzogiorno. Un risultato non scontato per un obiettivo così “immateriale” su cui non era certo facile far confluire (come è accaduto) la passione e l’impegno di una intera comunità regionale. Compreso l’mpegno finanziario degli Enti sovra comunali.

E’ con questo esordio buttato lì senza supponenza (raccomandando di spiegare bene che per questa nomina non arriveranno soldi dall’Europa) che è iniziato l’incontro con i giornalisti con cui Salvatore Adduce ha inteso anticipare di una settimana quello pubblico che terrà nel Cinema Comunale, domenica 1 febbraio 2015 -ore 10,30- per illustrare i risultati dei suoi “5 anni di governo della Città”.

Un rendiconto che Adduce vuole sia “non burocratico”. Per un impegno profuso sull’obiettivo “Matera2019” senza mai distogliere l’attenzione dall’azione quotidiana del Comune. Una gestione che il Sindaco dice di avere svolto in una condizioni di difficoltà enormi sul piano finanziario prima che politico. Con risultati che lo fanno letteralmente gridare : “al miracolo!”

Il “miracolo” nell’aver mantenuto i conti in ordine, nonostante la mannaia del governo centrale si sia abbattuta in questi anni sugli Enti locali azzerando quasi i trasferimenti. Un “miracolo” se rapportato a ciò che sta accadendo in altri comuni (con un riferimento nemmeno tanto velato a Potenza) che chiudono, falliscono. “Ci siamo fatti bastare quello che avevamo” è stato l’imperativo  a cui il Sindaco ha detto di essersi ispirato. Anche perché il mantenimento dei conti in ordine del Comune era oltre che doveroso anche funzionale all’obiettivo di “Matera2019”. “Ve lo immaginate una città in dissesto nel mentre si propone come capitale europea della cultura?

Conti in ordine- dice Adduce- che hanno consentito di soddisfare i fornitori e anticipare persino fondi per conto di altri Enti, evitando così di interrompere servizi come ad esempio il trasporto pubblico che al 50% è a carico della Regione (una contribuzione che solo in questi giorni sta giungendo nelle casse comunali e solo per i primi tre trimestri del 2014).  Un “miracolo”anche alla luce della morsa infernale del “patto di stabilità” che ha per altro impedito –rivela il Sindaco- di avviare tutti gli investimenti possibili. Anche per evitare di realizzare lavori e poi non poter pagare le imprese, danneggiando queste ultime.

Una gestione che si è svolta in condizioni difficili anche sul piano politico –aggiunge- con continue fibrillazione consiliari che lo hanno costretto ad alzare spesso i toni (cosa di cui non si pente, anzi che erano necessari). Fibrillazioni sempre e comunque superate riuscendo così a conseguire questi importanti risultati per la città.

Insomma, un rendiconto alla Città (con dati e numeri che pubblichiamo integralmente a parte in altro articolo del blog) che Adduce ritiene sia più che soddisfacente nelle condizioni date e che rivendica con moderato orgoglio.

Una gestione che –sempre a suo dire- lascia alla nuova amministrazione (sull’autosuccessione correttamente Adduce si schernisce) una eredità notevole e un lavoro da continuare e da portare a termine.

Insomma, un’amministrazione uscente da premiare secondo il suo principale esponente e responsabile. Una rappresentazione efficace  e apparentemente credibile del lavoro svolto.

Toccherà agli oppositori smentire questi dati e portare prove d’accusa che sovrastino quelle a favore esposte oggi dal Sindaco e che verranno riproposte pubblicamente domenica prossima.

Alla fine l’ardua sentenza toccherà agli elettori emetterla.

Perché al di là della bontà dei prò e dei contro che saranno sviscerati da ora in poi, sarà la percezione reale che ne avranno avuto i cittadini a fare la differenza sostanziale.

E questa e una storia che sarà scritta e raccontata nelle prossime settimane.