La storia ci dirà”, concordo con l’avv. Cannizzaro. Passato questo momento avremo modo di analizzare compiutamente gli accadimenti di queste settimane e potremo, a mente fredda, senza condizionamenti anche emotivi, chiarire e commentare, verificare chi nel proprio ruolo di responsabilità ha fatto e chi ha soffiato sulla paura dei cittadini.”

Comincia così una nota di Gianni Rosa, assessore regionale all’Ambiente ed Energia sulle discussioni di questi giorni intorno alla gestione dell’emergenza coronavirus in Basilicata. Una nuova difesa (cosa del tutto ovvia) dell’operato del governo regionale e del Presidente Bardi.

Uno scritto con toni diversi e più pacati rispetto a quello di qualche giorno fa in cui  menava fendenti a destra e a manca contro oppositori e giornalisti (https://giornalemio.it/politica/manganellate-di-rosa-contro-gli-untori-giornalisti-politici-cittadini/).

Ecco in questo intervento manca un qualsiasi riferimento a questo aspetto, anche in relazione alla vicenda del DG del San Carlo, evidentemente da lui condiviso.

Ma ecco il suo scritto come prosegue:

“I numeri della Basilicata ci fanno sembrare tutto più vicino, più soffocante e più disperato. Ciascuno di noi ha conoscenti, amici o parenti che hanno avuto a che fare con questo maledetto virus.

Siamo cresciuti insieme, io e Donato. Eravamo, insieme ad altri amici, i ragazzi di via Messina. Lui stella delle Olimpiadi e noi, gli amici, partecipavamo ai suoi successi con la spensieratezza della gioventù e con la certezza che il futuro appartenesse a noi.

Per questo capisco la rabbia e il dolore. Capisco la paura per la mancanza di una cura per questo maledetto virus e l’incertezza di non sapere quando finirà questa tragedia.

Certamente la ‘paura’ alimenta la ‘mancanza di fiducia’, ma è grave quando la paura è amplificata da chi rappresenta i cittadini. Il provincialismo che troppo spesso alimenta i nostri pensieri, facendoci chiudere su noi stessi, non ci fa bene.

L’emergenza che stiamo affrontando in Basilicata è la stessa che sta affrontando tutta l’Italia e il mondo intero.

Le procedure e le possibili soluzioni della pandemia sono comuni a tutti, in tutta Italia e noi non possiamo fare altro che, in una situazione di emergenza, ripiegarci ad applicarle al meglio con uomini e mezzi che sono nella nostra disponibilità.

Se si hanno idee, le si propongano. Non si aspetti che il presidente Bardi chieda. Molti sono i contributi concreti che sono arrivati dai tanti che ogni giorno sono in prima fila, dagli esponenti delle istituzioni che hanno messo la faccia senza giri di parole.

Troppo facile parlare a compartimenti stagni, ognuno per il proprio interesse, giocando con le parole, angosciandoci per i decessi, se poi il fine è, in qualche maniera, quello di lamentare un ‘mancato ascolto’ o un ‘mancato coinvolgimento’ personale più che collettivo.

Un vero leader non pensa al singolo ma alla collettività. Non si fa trascinare nelle polemiche perché deve rimanere lucido. Ascolta tutti ma prende le sue decisioni e si assume le sue responsabilità perché è per questo che è stato messo lì, dai cittadini. E tra i tanti che in questi giorni hanno parlato o straparlato, Bardi si è dimostrato un vero leader. Del resto non si arriva ad essere il numero due della Guardia di Finanza italiana se non posseggono doti che pochi hanno.

Certamente la Basilicata non è la Campania, ma il coronavirus accomuna i nostri popoli nella disgrazia. Utilizzare il campanilismo per far emergere una ‘non conoscenza’ dei lucani è profondamente ingiusto. Primo perché, in questo momento, ritengo che la provenienza degli attori istituzionali non faccia la differenza. E se lo dico io che ho sempre affermato che la Basilicata ha menti eccellenti e non ha nulla da invidiare alle altre Regioni, mentre sfilavano nelle nostre Istituzioni campani, pugliesi, calabresi e toscani, mi si può credere.

Secondo perché Bardi la Basilicata la conosce fin troppo bene. E, forse, proprio perché la conosce bene sa che, alla fine, il Popolo lucano è un Popolo concreto, solido, che preferisce i fatti alle parole. Proprio come il nostro presidente che parla poco ma agisce molto”.”