Da quattro giorni hanno raccolto il tam tam che viene da un popolo perseguitato, illuso e tradito…esprimendo solidarietà alle donne e agli uomini che continuano a resistere nel Rojava sotto le cannonate turche, vittime di una strategia di riposizionamento decisa su altri tavoli.

E quello striscione bianco con la scritta scura ” Rojava libero” srotolato ogni sera alle 20.00, in un luogo simbolo dello struscio materano e del passaggio di centinaia di turismo, è un altro segno di vitalità e di testimonianza del movimento APPeppino.

Niente canti, lumini, o slogan ma un silenzio disarmante nella capitale europea della cultura, che ha ricordato in piazza Vittorio Veneto l’investitura ufficiale del 17 ottobre 2014. E il silenzio, non violento, vale più di tante parole e del mutismo di tanti logorroici interpreti della retorica ”vergogna” riscattata.

Dov’è la città istituzionale della pace e dei diritti umani, che campeggia su uno dei tanti loghi da carta intestata?. Rojava Libero, Ovest libero, riporta lo striscione annodato ai cuori dei combattenti di quella repubblica curda dell’ovest che resiste ai colpi bassi della politica internazionale dopo l’avventata ( o calcolata?) decisione degli Stati Uniti di lasciare la zona cuscinetto tra Siria e Turchia.

Una ”gratitudine” dell’intera comunità internazionale messa da parte, dopo il successo conseguito dalle milizie curde – sostenute dagli Stati Uniti- che avevano sconfitto e riconquistato le città in mano allo stato islamico dell’Isis.

Diplomazia in movimento con una tregua di 120 ore per favorire il ritiro dei curdi, con tutti i rischi che la cosa comporta visto che gran parte dei miliziani dell’Isis sono fuggiti dalle carceri. Resta il problema del popolo curdo, senza Patria, con una diaspora che continua e con un leader ABdullah ”Apo” Ocalan ristretto per terrorismo nelle carceri turche.

Il movimento APPeppino ci ha messo faccia e cuore per una guerra senza tregua per il popolo curdo, finito tra l’incudine e il martello come già accaduto in passato. Fino a quando?

E lo stesso, pur con storie diverse, riguarda altri popoli come quello armeno che aveva un difensore e un cantore come Charles Aznavour. ” Ne me quitte pas” scriveva lo chansonnier di lingua francese.

” Non mi lasciare” nell’oblio… ripetono tutti i popoli senza patria e con poche speranze, che possono contare solo sulle proprie forze.

Dietro quello striscione del movimento APPeppino c’è un messaggio di pace, libertà e giustizia e via Ridola ne è la conferma. Una testimonianza europea, internazionale: Rojava Libero!