L’assessore Cupparo proprio non vuole prendere atto che, soltanto grazie alla sua inerzia e disorganizzazione, un’azienda aerospaziale statunitense, una delle più importanti a livello mondiale nel suo settore e tra le tre al mondo in possesso della licenza di produzione di razzi riutilizzabili, ha deciso di spostare i suoi investimenti in Piemonte, perché snobbata da lui! Ma le parole, soltanto parole si sprecano in una rincorsa alla guerriglia inutile.”

E’ quanto scrivono in una nota i consiglieri regionali Roberto CIFARELLI e Marcello PITTELLA che aggiungono:

Cupparo ricorderà bene che all’atto del suo insediamento, come da prassi, Cifarelli andò a trovarlo per discutere delle attività in essere al dipartimento per mettere – correttamente – a sua completa disposizione eventuali collaborazioni ed approfondimenti, posto che la continuità amministrativa veniva garantita dall’allora Direttore Generale, dr. Viggiano, oltre che dai dirigenti dei singoli uffici, detentori di tutti i dossier del Dipartimento. Inutile dirlo, perché lo sa bene, che un assessore regionale non si occupa del protocollo delle pratiche! “

“Questo per dire – proseguono i consiglieri – che il problema in questo caso non è burocratico, come pure Cupparo in modo roboante vorrebbe far intendere, ma POLITICO. Il danno determinato da questa ‘disattenzione’ è gigantesco, perché a causa della sua sciatteria non si é risposto alla richiesta di interlocuzioni pervenute dall’azienda Exos (notizia del quotidiano online Basilicata24). É così, ha mandato all’aria un investimento privato di ca. 10 M€ che avrebbe generato 350 posti di lavoro.

Il problema della Exos non è un problema legato alla singola azienda, ma un problema strategico: non si capisce l’Assessore e tutta la Giunta quale idea di futuro abbiano della Regione. Certo, per averne una idea potrebbe essere utile andarsi a leggere il Piano Strategico che, però, ancora non ha visto la luce e non è stato presentato in Consiglio Regionale.

Nello specifico, pare evidente che ciò che è mancato è un canale di comunicazione istituzionale per questa e per le altre aziende che, forse, volevano fare cose simili in Basilicata e di cui non siamo venuti a conoscenza.

Chi ne paga le conseguenze, di questa gestione improvvisata e basata sull’eccessiva informalità e approssimazione nelle relazioni istituzionali, sono i giovani e, in questo caso, i giovani con un alto profilo di professionalità costretti ad emigrare non solo per le mancate occasioni ma soprattutto per un sempre maggiore senso di mancanza di fiducia nelle istituzioni che li rappresentano a livello locale.

Da Cupparo ne abbiamo sentite tante ma questa volta non gliela possiamo proprio perdonare. Non ce ne voglia!”

“E alle parole di Cupparo rispondo con una triste storia. –aggiunge Cifarelli– L’altro giorno sono stato contatto da giornalisti del Piemonte per chiedermi se fosse vera la notizia diffusa in quella regione del nord Italia: la società Exos Aerospace System & Technologies Inc, avvia un investimento in Piemonte perché non voluta in Basilicata. Questa paradossale notizia ha fatto scalpore anche in Piemonte per quanto è assurda, tant’è che mi hanno chiamato per confermarla.”

“Ogni giorno – concludono Cifarelli e Pittella – parliamo di giovani che vanno via dalla Basilicata e, lui, Assessore alle Politiche di Sviluppo e Lavoro non trova il coraggio neanche di chiedere scusa o di vergognarsi per la figuraccia che ci ha fatto fare in tutta Italia. Ma scrive parole, parole soltanto parole.

Caro Assessore, non pensi che anche questa storia finisca in caciara. Abbiamo presentato una interrogazione consiliare perché questa bruttissima vicenda venga chiarita in Consiglio regionale e ci aspettiamo che anche il sonnecchioso Bardi dica qualcosa, se mai sarà presente.

La domanda che le porremo é semplice: è vero o no che la società Exos ha contattato i suoi uffici e lei non ha mai risposto?”

La nota dei consiglieri Pittella e Cifarelli fa riferimento alle dichiarazioni dell’assessore alle Attività Produttive della Regione Basilicata, Francesco Cupparo, che ha rilasciato oggi  in merito alla vicenda Exos (l’azienda che aveva chiesto di insediarsi in Basilicata ma che è andata poi via non avendo avuto risposte). Eccole:

Voglio iniziare chiedendo scusa alla società Exos che, certamente a sua insaputa, viene coinvolta in una guerriglia locale avviata quasi certamente da esponenti politici e associativi che cercano, con questo artificio, di far dimenticare ai lucani i 10 milioni di euro spesi in tre anni per trasferire sviluppo tecnologico alle nostre aziende che non hanno mai visto chi doveva trasmetterglielo.

Sulla vicenda Exos sono costretto ad intervenire, dopo la secca smentita diffusa dal Dipartimento, perché la campagna scatenata, da iscrivere a pieno titolo nelle fake news che circolano su troppe questioni della vita economica, sociale del nostro Paese ha assunto aspetti intollerabili. Mi rammarica registrare che ad alimentare questa campagna siano un ex presidente di giunta ed un ex assessore che anche dall’opposizione dovrebbero manifestare, prima di tutto, il senso di responsabilità ed attaccamento istituzionale senza falsificare i fatti.

Ho ricostruito, attraverso gli Uffici del Dipartimento, tutta la vicenda con la documentazione che metto a disposizione dei giornalisti. Al Protocollo del Dipartimento Attività Produttive risulta solo una lettera (16 ottobre 2018) della società Exos Aerospace System & Technologies con allegata una semplice tabella excel di tre righe che riporta un investimento di importo di gran lunga inferiore a quanto scritto, senza nemmeno una relazione, un progetto, un business plan, documenti minimi indispensabili, come pure dovrebbero sapere Pittella e Cifarelli, per avviare la procedura di Accordo di Sviluppo / Programma. Tra l’Altro agli Uffici di Invitalia e Mise non risulta alcun accordo di programma o di innovazione in corso con Exos e Regione Piemonte.

Proseguendo, il 20 ottobre 2020, la segreteria dell’assessore ha ricevuto il Dr. Caprioli, che ha illustrato il progetto di Contratto di sviluppo di Exos presentato a Invitalia nell’agosto 2019 e la risposta del successivo settembre 2019 con la quale Invitalia stessa comunicava ad Exos di sospendere l’attività istruttoria della domanda per insufficienza delle risorse disponibili e, quindi, non si è mai proceduto, da parte di Invitalia, al coinvolgimento della Regione perché cofinanziasse l’iniziativa.

Il Cifarelli, che riferisce su La Nuova di oggi, di aver firmato una lettera di intenti il 6 novembre 2018 con i rappresentanti della società estera, peraltro mai protocollata, non può non sapere che, di lettere d’intenti firmate dall’allora assessore Cifarelli, alla vigilia delle elezioni amministrative regionali, ne abbiamo recuperate diverse contenenti soltanto impegni propagandistici ma mai finanziari. Voglio ricordare che l’ex assessore Cifarelli, come si fa ad ogni passaggio di amministrazione, non ha mai fatto al sottoscritto subentrante un passaggio di consegne che, se fosse avvenuto, probabilmente si sarebbe
ricordato di consegnarmi le innumerevoli lettere d’intenti, senza finanziamenti, che aveva elargito a destra e a manca.

Tanto è vero che comunque nessun contratto di Sviluppo è stato portato a casa da Cifarelli durante il suo periodo di Assessorato. Evidentemente è il caso di spiegare come funziona la procedura. Fino alle modifiche dell’ultimo Decreto sui Contratti di Sviluppo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, pochi giorni fa, il 17/02/2021, Il decreto Mise 9/12/2014 che disciplina i finanziamenti dei Contratti di Sviluppo prevedeva, espressamente, che fossero le imprese a presentare domanda ad Invitalia di richiesta di attivazione di procedura per l’Accordo di Sviluppo/Programma per richiedere il coinvolgimento della Regione in cui si ubicava l’investimento. Fino ad oggi, se non veniva richiesta l’attivazione dell’Accordo, non poteva essere coinvolta la Regione nella procedura negoziata con MISE e Invitalia.

Questo dimostra che le lettere di intenti in mancanza di richiesta ad Invitalia da parte di imprese, non sono servite a nulla se non in termini di “semina elettorale” ed oggi per avvelenare, irresponsabilmente, la società lucana, già di per sé provata dalla crisi economica e pandemica, con falsità, Non è un caso che le lettere di intenti a firma Cifarelli, ripeto in fase preelettorale, non abbiano dato alcun risultato mentre da quando mi sono insediato al Dipartimento ho istruito ed approvato tre Contratti di Sviluppo sottoscritti in sede Mise per circa 300 milioni di euro di investimenti in Basilicata a favore di ex Fca, Ferrero, Russit-Terme di Latronico, (a proposito di Russit voglio solo ricordare che nel 2014 il neo presidente Pittella in pompa magna illustro tale progetto a noi Sindaci dell’area e poi è rimasto lettera morta per i successivi sei anni fino a quando io, da assessore regionale, l’ho ripreso dai tiretti e l’ho portato a conclusione, testimone il Sindaco De Maria).

Si tratta di Contratti accompagnati da faldoni di documenti con progetti e piani industriali dettagliati e non certo di lettere di intenti. Credo che adesso i lucani siano in grado di capire perché il comportamento della precedente Giunta Pittella non abbia prodotto un solo posto di lavoro.

Lo stesso dicasi per il cosiddetto progetto di sviluppo destinato a Galdo di Lauria da parte, come sostengono Pittella e Cifarelli, di Experta srl di Giovanni Papaleo. Anche per questo non si rileva traccia negli uffici dipartimentali, né al protocollo generale del dipartimento.

Voglio pensare che tale progetto sia quello illustrato alla mia presenza, quando ho partecipato nella sala consiliare del Comune di Lauria col sindaco Lamboglia e l’ex Presidente Pittella, lo scorso 16 ottobre, all’incontro con tre imprese (EVRA, Motocicli Italiani e Instillo group), le quali hanno presentato l’idea di un contratto di sviluppo su Galdo (non un progetto già definito come è facile capire dalla mission delle aziende presenti). Io diedi tutto il mio assenso affinché si procedesse lungo quella strada e si rimase con l’intesa di un contatto col Dipartimento da parte del Dr Zoccali, da esse imprese incaricato, per definire la procedura di presentazione dell’investimento; stiamo ancora aspettando che ciò avvenga, dopo che un primo richiesto incontro non è stato possibile tenerlo per impegni degli uffici dipartimentali.

Alimentare perciò una campagna che – oltre al solito quotidiano regionale sempre pronto a fare da megafono, pregiudizialmente, a qualsiasi polemica contro di me e la Giunta Bardi e, a differenza degli altri organi di informazione, senza sentire l’obbligo deontologico di chiedere informazioni e precisazioni – è stata trasferita sui social sino a raggiungere toni da linciaggio personale non è certo un modo di fare politica ed opposizione. E’ questo un comportamento che rasenta persino il ridicolo quando si scantona in demagogiche affermazioni come quella di “pensare alle poltrone” da parte di chi farebbe bene a tacere per quanto è accaduto negli ultimi anni in Basilicata sia in termini di risorse finanziarie perse, che di mancato sviluppo. E’ strano constatare che Pittella e Cifarelli ricordino solo ora, subito dopo l’approvazione della legge istitutiva di Api-Bas, di questa vicenda e abbiano dimenticato i 40 milioni circa da recuperare per le royalties 2015 mai richieste e i circa 15 milioni di euro finalizzati allo sviluppo industriale della Valbasento (economie delibera Cipe 120/99) fermi dal 2015. Rispediamo al mittente l’invito: si mettano da parte per manifesta incapacità di fare opposizione o almeno, per pudore, tacciano.

Infine ribadisco la mia disponibilità ad interloquire con i dirigenti della Exos per costruire, di intesa con gli Uffici del nostro Dipartimento, di Invitalia e del Mise, il percorso più efficace per fare chiarezza sulla intera vicenda”.