” Ma siamo due o una unica Regione?” . A chiederselo ma con tanto di risposta scontata è il manager materano Antonio Serravezza, con il cuore legato al territorio, ma che fa ”sangue amaro” quando si deve passare dalle buone intenzioni, dagli annunci ai fatti. E qui vengono fuori tutti i nodi della Basilicata (la Lucania è nei libri di storia e di letteratura ed è una parte, quella potentina del territorio) come è scritto nella Costituzione e nello Statuto regionale. Regione con scarso potere contrattuale, ma delle tante risorse mal sfruttate a cominciare dalla rete e con il paradosso di una rete colabrodo, come confermano i periodici comunicati di interruzione dei servizi di Acquedotto Lucano. E il petrolio? Le compagnie, e con tanto di sponda e mediocrità locale, fanno quello che loro pare nonostante gli evidenti casi di inquinamento e di rischi per le popolazioni. Royalties dimezzati e nessuna ricaduta sulle infrastrutture. Turismo vera carta da giocare, con Matera biglietto da visita internazionale, ma con tutti i freni di Potenza ”città regione” dove è concentrato (è un dato oggettivo) tutto il potere decisionale delle scelte (?) economiche e politiche delle due province e degli eterogenei (così è ) comprensori che ne fanno parte. Il risultato è che a furia di accentrare funzioni la Basilicata, che resta una forzatura amministrativa, culturale, economica e politica, perde funzioni, servizi, abitanti, invecchia e si deteriora con il degrado territoriale. Una provincia con 100 comuni da una parte, Potenza, e 31 dall’altra,Matera, perde di confronto interno e di unità. Campanile? Non lo forziamo, ci mancherebbe. E’ nei fatti, perchè non c’è storia…Battere i pugni sul tavolo? Quanti lo fanno? E quanti, come è prassi, preferiscono accordarsi con tanti silenzi e assensi svendendo e vendendo città e potenzialità. Per cui non meravigliamoci se la scelta di un sindaco, a Matera si vota per le amministrative, scaturisce dai tavoli regionali di questo o quel colore. Stessa solfa per la sanità, con la probabile perdita della Asm a vantaggio di un disegno di accentramento regionale avviato dalla passata giunta di centrosinistra e messo in luce dalle inchieste giudiziarie. Il buon Antonio fa riferimento alle tre ” M” Matera, Metaponto e Maratea del turismo estivo e con Matera punta di diamante, offuscata dopo il silenzio seguito alla cerimonia di chiusura dell’anno da capitale europea della cultura, e aggravatasi con il lungo periodo di confinamento domiciliare da virus a corona. La Regione Basilicata, azionista di maggioranza della Fondazione, continua a brillare per silenzio, e con un disegno preciso lasciar decantare la cosa per la normale amministrazione in attesa di fare altro. Cosa? Ma il turismo di prossimità: un slogan con pochi contenuti e senza programmi. Tutto questo mentre le vicine regioni, che dovrebbero portarci turisti di prossimità, come Campania e Puglia, ci hanno abbondantemente surclassati nelle decisioni a favore della loro offerta e con tanto di campagne accattivanti.

L’unione fa la forza, continua a ripetere Antonio Serravezza. Certo, ottimo auspicio. Ma la realtà è questa e il futuro per la Basilicata, con tante storie territoriali diverse che non ne fanno una identità regionale per i motivi detti prima, si chiama aree metropolitani con Bari e Napoli che già gestiscono funzioni delle province di Matera ( Terra d’Otranto e murgiana) e Potenza ( l’antica Lucania che dal Sele giungeva fino all’Ofanto). Quando accadrà? Seguite i dati Istat sulla popolazione e vi farete due conti. Sì, siamo in pochi e avremmo dovuto avere un altro futuro. Ma cosi è se vi piace, per dirla con Pirandello.La diversità sarebbe dovuta essere la forza della Basilicata, per aggregare le aree periferiche delle regioni vicine.E invece accentramento continua a far rima con spopolamento, con la logica dei numeri che non perdona…

LA RIFLESSIONE DI SERRAVEZZA

Due o unica Regione?
Sto avendo l’impressione di vivere in una Regione divisa in due per tanti motivi, sia culturali, tradizionali che di interessi. Eppure, noi lucani, viviamo in un unico territorio chiamato Basilicata. Forse questa magnifica terra solcata da tre fiumi e bagnata da due mari forse viene raccontata diversamente da quando si chiamava semplicemente Lucania. Infatti gli abitanti continuano a chiamarsi lucani che proviene da un popolo semplice, legato alla propria terra e fedele alle proprie tradizioni. Perché e cosa l’ha cambiata profondamente? La politica è senz’altro la responsabile sul banco degli imputati perché, nel secolo passato non ha fatto altro che stravolgere e mettere in competizione le uniche due province, quella di Matera e Potenza. Mi hanno sempre insegnato che l’unione fa la forza. Nel tempo si è persa la volontà di far squadra. Vorrei tanto conoscere il nostro presidente della Regione Basilicata, che ho visto molte volte in televisione e poche volte a Matera e nella sua provincia. Vorrei tanto dirgli di volgere il suo sguardo anche verso il mar Jonio e non sempre verso il Tirreno.

Durante questo periodo infernale, causa Coronavirus, ha fatto tutto bene per la collettività ma ora è necessario più di prima che si concentri urgentemente a far riaffiorare l’economia che si è spenta all’improvviso e che stenta maledettamente a ripartire. Matera e la sua provincia è il maggior player in Basilicata nel settore turistico. Le spiagge sono ancora al palo al contrario di quelle del centro nord Italia. In Romagna, il presidente regionale Stefano Bonaccini, ha emanato le giuste disposizioni già da tempo e i gestori degli stabilimenti balneari, gli hotel, i ristoranti ecc. hanno già aperto o stanno per aprire a giorni. La stagione estiva ormai parte da domani 3 giugno, quando ci sarà la libera circolazione tra le regioni italiane. Il turismo in Basilicata ha avuto delle ottime performance nel 2019, grazie a Matera capitale europea della cultura. Grazie al grande evento internazionale, tutta la regione Basilicata ha tratto vantaggi.

Ma ora non è il momento di rallentare anzi dobbiamo spingere di più sull’acceleratore per recuperare anche questi primi cinque mesi dell’anno. Gli italiani, dopo il lungo lockdown non rinunciano al viaggio e alla vacanza. Preferiscono e amano il mare italiano anche se riducono la durata del soggiorno soprattutto per motivi economici. Il turismo estivo è caratterizzato da tre “M”: Matera – Metaponto – Maratea. Non si discute la prima emme è quella predominante e trainante per tutto il territorio regionale, mentre le altre due emme sono l’alternanza alla vera vacanza estiva, rilassante e corroborante. E, allora affrettiamoci e mettiamo sui binari giusti tutti gli operatori turistici del settore e dimostriamo che la nostra vera e antica forza del popolo lucano esiste ancora ed è sempre più determinata, forte e coesa.