L’anno da capitale europea della cultura e quanto è stato fatto con diverse modalità, risultati e aspettative, anche dalla Fondazione ‘’ Matera-Basilicata 2019, va a farsi benedire o quasi… dopo la pubblicazione della Riforma del Ministero per i Beni culturali che, di fatto, priva di autonomia la nostra regione. E’in sintesi il commento, senza tanti giri di parole, del consigliere regionale Enzo Acito (Forza Italia) . Mancano i decreti attuativi, ma la sostanza non cambia e del resto ne abbiamo parlato in altri servizi. Difficilmente la Puglia ( lo riteniamo alquanto improbabile) concederà a Matera la sede per la direzione interregionale con tutti i limiti che la cosa comporta. Dalle nostre parti, come accaduto per altri accentramenti di servizi. lo scontato ed evanescente ufficio decentrato. Ma potrebbero venire anche scelte manageriali. Chissà. Forse arriveranno le audioguide per visitare, come accade altrove, mostre e siti e magari semplificazioni per superare le contraddizioni gestionali affidate ai passaporti… Acito , che pure è un tecnico e con un recente passato da amministratore pubblico, non entra nel merito delle cose da fare. Ma conclude con un invito- dopo aver ricordato l’impegno del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi- affinchè alla rete museale siano garantiti servizi e organici fotografati al 20 agosto 2019. Ma serve l’impegno di tutti i parlamentari,aldilà di come vada a finire la crisi di governo e quanto verranno fuori i decreti attuativi. Nel frattempo vietato stare alla finestra

LA NOTA DI ACITO

LA RIFORMA DEL MIBACT AL SISTEMA MUSEALE ITALIANO PENALIZZA MATERA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA
IL DECRETO, A FIRMA BONISOLI, PENALIZZA MATERA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA, BISOGNA CHE IL NUOVO GOVERNO NE TENGA CONTO NELLA REALIZZAZIONE DEI DECRETI ATTUATIVI
Matera ha fatto parte della Terra d’Otranto fino al 1663… potrebbe essersi ispirato a questo dato storico Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni Culturali della XVIII legislatura, che ha disposto l’accorpamento del Polo Museale di Puglia e Basilicata, che sarà di fatto operativo da domani, 22 agosto, in virtù della riforma approvata lo scorso giugno e pubblicata in Gazzetta ufficiale del 7 agosto.
“Mancano i dettagli attuativi, ma di fatto questa situazione fotografa un enorme passo indietro per la Basilicata, denotando un intento “non premiante” nei confronti della gestione di Matera Capitale Europea, processo che avrebbe dovuto portare lustro e crescita ad un territorio ricco, dal punto di vista storico culturale, e meritorio di conservare la propria autonomia. Lo stesso Ministro ha partecipato attivamente alle singole manifestazioni che hanno interessato Matera, fin dalla cerimonia di inaugurazione dello scorso 19 gennaio” è il commento di Enzo Acito, Consigliere Regionale in quota Forza Italia.
“Non vogliamo sottolineare come questo provvedimento possa, di fatto, rappresentare una bocciatura dell’attività svolta dagli “operatori della cultura” materani, e dei vertici della Fondazione, in particolare. Resta il fatto che Matera e la Basilicata saranno, inspiegabilmente, punite e private della propria autonomia. Il provvedimento prevede l’introduzione delle Direzioni territoriali delle reti museali, che andranno a sostituire i Poli museali regionali, nell’ottica generale di una ristrutturazione del sistema museale Italiano”. Acito conclude con un invito
“Siamo fiduciosi del fatto che Matera possa veder riconosciuto il valore storico, artistico, culturale, che la rende unica al mondo, e che questo si concretizzi in un riconoscimento anche locale, in termini di autonomia e primato nella gestione del patrimonio culturale materano e lucano. Il Presidente Vito Bardi ha già sollecitato il Ministro Bonisoli rispetto all’urgenza di un incontro nel merito, e siamo sicuri che, al netto del delicato momento politico, sarà possibile rivedere i termini attuativi del provvedimento. Noi invitiamo i rappresentanti lucani in parlamento, in particolare del Movimento 5stelle, a far sentire la propria voce, in una situazione politica nazionale che è sotto gli occhi di tutti, e che potrebbe portare a scenari nuovi, che dovranno sempre contemplare lo “stato dell’arte” di quanto già promulgato dalla legislatura ufficialmente conclusasi il 20 agosto 2019. Un impegno dei parlamentari lucani è necessario, per la conservazione del polo a Matera, per evitare che le prospettive insite negli anni post 2019 vengano vanificate, si perderebbero come un riferimento indiscutibile per continuare a produrre cultura, elemento di sviluppo economico di cui la nostra città, e la nostra regione, hanno assoluto bisogno”.