Sarà pure bischero,come si dice dalla sue parti, ondivago, opportunista,facciatosta,come dicono altri, ma Matteo Renzi – piaccia o no – va ” Controcorrente” come riporta il titolo del suo libro partito dalla stazione Leopolda di Firenze e approdato a Matera, dove la stazione di Trenitalia al borgo La Martella c’è ma senza tronco ferroviario e a Potenza dove, invece,ci sono quelle delle stazioni Superiori, Inferiori di Trenitalia e a scartamento ridotto delle Fal. Ironia a parte il leader Italia Viva, tornato in Basilicata per incontrare gli imprenditori sulle opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza,ha le idee chiare su un treno (per restare in tema) da non perdere e,anzi, da fare correre sul doppio binario: i 209 miliardi di euro elargiti dall’Unione Europea e i 180 fermi sui conti correnti degli italiani ”preoccupati” sul da farsi. Ma la fiducia sull’uomo nuovo alla guida del convoglio Italia, Mario Draghi, è stratosferica nonostante i tentativi di alcuni occupanti(partito di lotta e di governo come la Lega) di tirare il freno di servizio e arrestare la marcia.

E il leader di Italia Viva al Matera Hotel di Venusio, per ascoltare gli imprenditori, prende appunti su cosa c’è da fare per essere competitivi, lanciando alcuni input interessanti sul come(per esempio) tagliare le tasse su costo del lavoro e accrescere le retribuzioni dei dipendenti. Oppure sostenere in concreto quanti non hanno reddito e potrebbero invece formarsi e crescere, legare tradizione e innovazione e cercando di sognare percorsi impossibili. Come quelli che hanno portato Matera capitale europea della cultura a raggiungere obiettivi sui quali nessuno o quasi avrebbe scommesso un centesimo di euro.

“Questa città – ha detto l’ex premier – ha tutto per continuare il percorso di svolta intrapreso anni fa. Meno male che c’è Draghi e non Conte, Figliuolo e non Arcuri, ma – ha continuato – persone serie che guidano il Paese. Possiamo occupare l’anno prima delle elezioni – ha concluso – nell’ascoltare gli imprenditori, i lavoratori, il terzo settore e il mondo produttivo”. E riferendosi alla Basilicata ha aggiunto “Questa è una regione -ha detto Renzi- che, con i fondi, ha uno spazio di crescita: vogliamo che ci sia un lavoro più incisivo da parte della Regione. Nello stare all’opposizione – ha aggiunto l’ex premier -siamo a dare una mano, facendo il tifo che le cose accadano: noi non siamo contro, siamo all’opposizione e siamo convinti che gli amici che governano la Basilicata possano e debbano fare meglio”.

E non ha mancato – nella interlocuzione con gli imprenditori, moderata dal collega Sergio Palomba- di togliersi qualche sassolino dalla scarpa come si suol dire, ricordando quanto fatto per dare una svolta al governo del Paese. “La grande scommessa è come spendere bene i soldi del Pnrr -ha detto Renzi. Aver mandato a casa Conte ha prodotto un enorme cambiamento, abbiamo un premier stimato e conosciuto in tutto il mondo la cui reputazione aiuta non Italia Viva ma le aziende a rimanere vive. Anche aver sostituìto il ministro per il sud Provenzano (Pd) con Mara Carfagna (FI) penso sia stato un grande passo in avanti, è una donna molto preparata. I soldi del recovery vanno spesi per progetti seri. È inutile fare decreti contro le delocalizzazioni se non si fanno le infrastrutture necessarie allo sviluppo economico”. E qui ha ricordato il ruolo svolto dalla ex senatrice Maria Antezza, che ha agito – durante il suo governo – quasi come ”una stalker” per concretizzare il progetto di completamento della linea ferroviaria Ferrandina- La Martella e verso il suo prolungamento in direzione Adriatica, come ha sollecitato da tempo il comitato promotore guidato da Nicola Pavese. Se ne riparlerà in altre sedi e con l’arrivo della sottosegretaria alle Infrastrutture Teresa Bellanova e della commissaria straordinaria per la Ferrandina- Matera Vera Fiorani.

Ma sul territorio restano al lavoro per questo e altri temi l’ex parlamentare Maria Antezza, tornato in pubblico dopo tanto tempo, e il consigliere regionale Luca Braia che ha espresso solidarietà – riscuotendo applausi dalla platea – sull’assalto subìto dalla Cgil alla sede di Roma . Anche Renzi ha preso appunti ascoltando osservazioni e sollecitazioni venute dagli imprenditori.

E tante hanno riguardato ritardi, aspetti burocratici, costi delle utenze, riforme che il Paese attende, ma con trasparenza e legalità. Vecchia storia. Dovrebbe essere il momento giusto se il governo sarà compatto e farà scelte conseguenziali. Renzi, comunque, tira dritto anche per quanto riguarda quello che fa nella sfera privata, come la recente nomina nel consiglio di amministrazione nella società straniera di car sharing Delimobil, che hanno provocato critiche per esempio dal pentastellato Licheri e dal vicesegretario del Pd Giuseppe Provenzano. “Tutte le mie attività -ha commentato Renzi- sono
attività assolutamente disciplinate dalla legge e quindi come tali riguardano la mia sfera privata: non sono il cinque per cento sulle mascherine, se questa è la domanda…”. Ironia toscana, patria dell’irriverente ” Il Vernacoliere?”. E’ Matteo Renzi, ”controcorrente”, naturalmente.