“…Sa parlare, ma i problemi sono altri, come l’economia con dati che ogni giorno sono sempre più contraddittori, e dall’ultima volta ( primarie Pd e firma del Patto per la Basilicata) avrà fatto anche scuola di teatro, visti i toni di voce” usati per impersonare e immedesimarsi tra gli eterogeni protagonisti del ” No” al referendum costituzionale, per il quale ci sta mettendo faccia e tempo. Sono stati i commenti ricorrenti sul comizio tenuto a Matera dal presidente del consiglio dei ministri e segretario nazionale del Pd Matteo Renzi, aldilà delle scontate motivazione per il ”Sì”, illustrate a braccio con slades e rafforzate con un minispot della fiction” I Medici” sui sogni e sulle opere avviate da una grande famiglia fiorentina .

E il ” Boy scout” di Firenze, di 41 anni, portati bene, come si è definito, suscitando i commenti positivi dell’uditorio, i temi del lavoro li ha sfiorati senza andare a fondo. Del resto non poteva essere diversamente,nonostante un cittadino dichiarandosi per nome e cognome lo avesse particolarmente sollecitato. Se ne riparlerà dopo il referendum: tanto il ricorso ai voucher supporteranno la presunta volata verso la defiscalizzazione per le imprese che nel 2017 assumeranno i giovani, senza sapere con quali tempi e modalità la cosa potrà avvenire.

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Renzi, comunque, ha sorpreso tutti- come era prevedibile-entrando da un ingresso laterale al Cinema Comunale, anche per evitare le contestazione verificatesi intorno al cinemateatro Duni in occasione della firma del Patto per la Basilicata,e utilizzando l’elicottero per spostarsi. E questo per motivi di sicurezza. Ve l’immaginate se avesse dovuto raggiungere Potenza percorrendo la Basentana? Di viaggi come quelli di Zanardelli o di De Gasperi ce ne sono stati pochi e i risultati si sono visti in Parlamento.

Ma qualcosa maturerà a giudicare negli incontri con il sindaco Raffaello De Ruggieri, per Matera 2019 e infrastrutture, e con l’Associazione ”Matera ferrovia nazionale”, avvenuti nei corridoi del Cinema e dove ha concesso l’unica intervista all’emittente locale Trm. A comizio concluso, sotto il palco del ”Comunale” Renzi ha avuto modo di ricevere l’affetto e il consenso del pubblico, oltre alle consuete strette di mano e ai selfie, concessi al popolo renziano e dei ”Si”.

Ma non sono mancate le curiosità o le perplessità come quelle avanzate da una persona, a nome di un comitato o di una cordata che voterebbe ”No”, pronta a entrare nel partito della nazione… Un’altra ha accompagnato le frecciate del presidente del consiglio, in maniche di camicia sul palco, con commenti altrettanto salaci nei confronti di Massimo D’Alema, testimonial del ”No”, che dalla platea ha esclamato ” Manda via D’Alema, fallo morire”…nel senso politico.

Il contestatore ha concesso ulteriori bis con un lapidario ” Mangioni” quando Renzi ha accennato al patto della crostata del 1998 (una cena a casa Letta per salvare la Bicamerale) precisando che ”’ Il signore voleva dire che si sono mangiati la crostata perché era buona la crostata della moglie di Gianni Letta…”.

Un altro invito ha riguardato la ”Pace eterna” con tanto di sepoltura quando è comparsa l’immagine di tutti i leader del ”No” ( da Grillo a Brunetta da D’Alema a Quagliariello). Fuori tanta gente, nonostante la giornata prefestiva, che ha seguito il comizio da un maxischermo.

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Ma non sono mancate le tensioni per entrare nel cinema (una volta raggiunta la capienza) che hanno preceduto l’arrivo di Renzi. A farne le spese il presidente della giunta regionale Marcello Pittella additato da un disoccupato di appropriazione indebita di danaro pubblico , dopo la condanna di primo grado insieme ad altri consiglieri e assessori regionali per la vicenda scontrinopoli. E a questa accusa si è aggiunto il malumore verso il comportamento del presidente nei confronti di Matera, per tutta una serie di questioni di ”campanile” che hanno lasciato strascichi di polemiche in città: dalla ferrovia alla Fondazione al turismo alla crisi al Comune, alla questione dei rifiuti.

Qualunquismo? Anche, ma la Basilicata ha una palla al piede nell’accentramento dei poteri decisionali, ancorata a ridosso del Ponte Musmeci, favorita dalla posizione accomodante e connivente di una parte di quanti sono stati eletti nei collegi della provincia di Matera.

Non sono mancati gli scambi di osservazioni sulla riforma sanitaria, che penalizzerebbe l’ospedale di Matera, tra l’esponente dI Sel Angelo Raffaele Cotugno e il consigliere regionale Luigi Bradascio.

Ma di questo si parlerà più in là. E poi il petrolio con un pannello realizzato da un centro sociale, raffigurante il cane a cinque zampe con una nuvola e il volto del presidente Pittella e la frase “Basilicata sfruttamento ed emigrazione. grazie al massone padrone”. Già l’energia, lo sviluppo sostenibile e il calo delle royalties che ha messo in crisi importanti voci di spesa ( politiche sociali, università..) della Basilicata. E’ il cane che si morde la coda…

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