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Referendum? ‘’No’’…perché i problemi e le esigenze della Giustizia sono altri. Ministro rifletta!

E una conferma è venuta a Matera dall’incontro sul tema ‘’ No a una giustizia debole con i forti e forte con i deboli’’ promosso dal comitato ‘’No’’ al quesito referendario del 22 e 23 marzo prossimo, che ha visto i contributi del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania Francesco Curcio, dell’avvocato Michele Porcari, presidente del comitato provinciale per il ‘’No’’ al Referendum Costituzionale, del vicepresidente avvocato Marco Saponara che ha introdotto i lavori, ricordando lo scarso dibattito sul tema, e dal collega Pasquale Doria che ha moderato i lavori. La giustizia del BelPaese, del resto, ha bisogno di interventi concreti, non di forzature che rischiano di incrinare gli equilibri tra i Poteri dello Stato (legislativo, esecutivo, giudiziario appunto) e della stessa Costituzione, che quest’anno compie 80 anni. Il rischio è che la situazione si complichi, con la modifica a sette articoli della Costituzione – gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 – con la ‘’riforma’’ che porta il nome del ministro Carlo Nordio, che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la creazione di due Consigli superiori della magistratura e di una nuova Alta Corte disciplinare. E allora ‘’No’’ perché i problemi della giustizia sono altri e su quelli il Governo dovrebbe ripiegarsi, a cominciare dagli organici.

‘’ Più che di quelli dei magistrati sono gli organici degli ausiliari che mandano avanti la baracca che spostano i fascicoli, li registrano e li mandano avanti- afferma il Procuratore della Repubblica di Catania, Francesco Curcio, che ha prestato servizio anche in Basilicata. E poi le procedure perché in Italia, non possiamo essere l’unico Paese al mondo in cui ci sono vari gradi di giudizio a seconda di quante volte la Cassazione …bisogna semplificare i processi per i fatti meno gravi e renderli, anche più garantisti per quelli più gravi che sono, però, una minoranza. I casi che noi trattiamo sono di non particolare allarme sociale. Bisogna trovare il modo di semplificarli. Del resto in America dove funziona il nostro stesso processo , diciamo così, il 95 per cento dei procedimenti si chiude prima con patteggiamenti e altre modalità. Questo è il vero problema fondamentale della Giustizia’’. Ma c’è dell’altro e riguarda la riforma del Codice di Procedura penale, al quale il ministro Carlo Nordio, come ha annunciato nei giorni scorsi intende mettere mano. E su questo tema il Procuratore della Repubblica di Catania è lapidario. ‘’…Loro – afferma il giudice Francesco Curcio- vorrebbero depotenziare ancora di più quanto non sia stato fatto fino adesso , in questo ultimo periodo, che riguarda il potere di indagine del Pubblico Ministero.Andrebbe,invece, salvaguardato e migliorato specialmente, e in considerazione, delle necessità anche tecnologiche per fronteggiare la criminalità più evoluta in questo campo.Noi arranchiamo dietro. Bisogna avere a disposizione strumenti più raffinati per contrastarla’’. E anche l’avvocatura ha proposte da aggiungere per migliorare la macchina della Giustizia, anche in relazione alle aspettative dei cittadini. Il presidente del comitato per il ‘’No’’ al referendum, Michele Porcari, ne elenca in sintesi alcune e con tutte le motivazioni del caso.

‘’ Il tema – afferma l’avvocato Michele Porcari- è senz’altro quello degli organici. Il numero di processi che ogni magistrato ha è esagerato . L’ altro tema importante e che, stranamente, nessuno vuole affrontare è quello della depenalizzazione. Noi abbiamo una quantità di reati, come diceva il Procuratore, che sono assolutamente ‘’bagatellari’’ e che diventano reato, perché – molto spesso – per dare risposta all’allarme sociale che nasce dai mass media il Governo, non avendo un ulteriore sistema di risposta, pensa di farlo individuando una ipotesi di reato penale. Abbiamo avuto l’esempio dell’omicidio stradale, che non è altro la duplicazione di un reato che già esisteva e che, in realtà, è una risposta assolutamente mediatica al problema. Lo stesso problema relativo ai femminicidi, che non si risolve semplicemente aumentando le pene . La questione è molto più profonda, radicata dal punto di vista sociale .La tendenza è questa …Per intenderci ho scoperto che è un reato penale è non portare sul gommone la lanciarazzi che segnala il pericolo . Anche quello è reato penale. E allora cominciamo a fare un discorso serio, se vogliamo far funzionare la Giustizia .

Il tema – evidenzia l’avvocato- la vogliamo far funzionare o No? Se si vuol far funzionare la Giustizia occorre intervenire su tre, quattro punti: Primo, gli organici; secondo depenalizzazione con semplificazione e introduzione dei sistemi come ha fatto l’ex ministra Cartabia e procedimenti alternativi, che semplifichino quello che è il caro del procedimento. Terzo punto, per me, altrettanto importante è che si possa avere, finalmente, una certezza del diritto . Perché un altro tema molto delicato è quello di avere un andamento della interpretazione giurisprudenziale assolutamente ondivago . Per cui abbiamo una Cassazione che si pronuncia a giugno in un modo a settembre nel modo opposto e questo crea una incertezza nel diritto, che rende difficile l’applicazione e la deflazione dei procedimenti a noi, come operatori del diritto come avvocati, e ai magistrati che si trovano -ovviamente- situazioni particolarmente ingarbugliate nella interpretazione della norma. Ognuno, allora, deve svolgere la propria funzione. Se riuscissimo-conclude Porcari- riuscissimo a fissare due, tre di questi aspetti probabilmente il nostro sistema comincerebbe a essere più snello , più semplice e avremmo una deflazione , una diminuzione dei procedimenti’’. La bilancia della Giustizia a causa di questo gravame di problemi irrisolti ha bisogno di equilibrio…Ne riparleremo, senz’altro, dopo il Referendum. Se si avrà voglia di affrontarli e risolverli. Previsioni e scommesse aperte.


IL GAZEBO DEL NO IN PIAZZA SAN FRANCESCO D’ASSISI , un esempio dello sforzo organizzativo portato avanti dagli organizzatori a cominciare da Eustachio Nicoletti sull’intero territorio provinciale.


www.referendumgiustizia2026.it
L’INCONTRO IN PIAZZA DELLA CITTADINANZA ATTIVA IN VIA DELLE BECCHERIE sabato pomeriggio

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