Manca solo Salvatore Adduce, tornato con il governissimo alla guida della città e della Fondazione ‘’ Matera-Basilicata 2019, tra i firmatari del nuovo appello ma si tratta di una ferma presa di posizione rivolta al sindaco Raffaele De Ruggieri e, di conseguenza al consiglio comunale, affinchè facciano chiarezza e agiscano con coerenza e autonomia per il progetto di piazza della Visitazione. Un piano passato nella progettualità delle Fal, con l’incarico all’arch. Stefano Boeri, con l’abdicazione del Comune dalle sue prerogative (aree comprese) e aprendo all’ennesima variante allo strumento urbanistico con una gara di appalto in corso e senza passare per l’approvazione del consiglio comunale. Per Francesco Saverio, l’ex sindaco di Matera, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, Emilio Nicola Buccico , Franco Gallo (il più longevo dal 1969 al 1975, quello dell’interramento della linea Fal ribattezzata dai quotidiani del Nord come metropolitana) , Francesco Di Caro, Angelo Minieri, Alfonso Pontrandolfi (quello del pentapartito alla rovescia senza la Dc ma con Psi,Pci e Pli), Mario Manfredi e Michele Porcari, questi e altri fattori – che pubblichiamo nella lettera che segue- dovrebbero indurre il sindaco e la maggioranza a trazione Pd a fare marcia indietro. E gli ricordano cosa si era impegnato a fare (un bando per un incarico progettuale) dopo la lettera esplicita diffusa l’8 marzo 2017 (la ripubblichiamo) a firma anche di Salvatore Adduce, a quel tempo all’opposizione della variegata maggioranza denominata ‘’Arca di Noè’’. Per gli ex sindaci e per Giovanni Caserta che di politica ne mastica –spesso amaro- da sempre. Saverio Acito che ha scosso il capo nel leggere la nota di risposta del Sindaco,in 9 punti, che ha anticipato la conferenza stampa, ha insistito sulla titolarietà dell’Amministrazione comunale aldilà della proprietà dell’area che un provvedimento federalista già assegnava agli enti locali, senza dimenticare la presenza del mercato ortofrutticolo per consentire gli interventi di riqualificazione in piazza Ascanio Persio.’’Sarebbe dovuto partire un concorso per la piazza della Visitazione – ha commentato Acito- e invece siamo a un progetto per la stazione, con una pensilina in un luogo dove non devono esserci volumetrie.La stazione c’è gia ed è quella storica, fuori terra, che l’architetto Lorenzo Rota, vorrebbe dedicare a Carlo Levi. Nel sottosuolo c’è una linea metropolitana…a che serve farne un’altra fuori terra? Ed è stato come vestire un manichino sulla pianta disegnata da un altro progettista, Ciurnelli, per viabilità e traffico. Quel progetto delle Fal è una variante e occorre un passaggio in consiglio comunale, che invito a riappropriarsi della propria autonomia per verificare quello che si programma e si attua. Quanto al parco intergenerazionale che il sindaco incontri pure le generazioni in quel luogo’’. E a questo punto il collega giornalista Rossano Cervellera ha osservato, citando le ricerche sui motori di ricerca, che i parchi generazionali sono materia e contesto delle case di riposo e similari. Del resto in Basilicata il tasso di natalità è basso e la popolazione invecchia. Senza peli sulla lingua anche l’ex sindaco e senatore avv.Emilio Nicola Buccico,che ha ricordato quanto si è consumato in Casa Cava con una presentazione a inviti e senza avere la possibilità di intervenire al termine della presentazione, avvenuta alla presenza di Salvatore Nastasi ‘’facilitatore’’governativo di Matera 2019. Un ruolo, quel del “facilitatore’’ sul quale l’avvocato – di cultura elevata- ha mostrato perplessità. “ A Casa Cava, dove abbiamo assistito a un rito autocelebrativo- ha detto Buccico- nessuno ha avuto la possibilità di intervenire a conclusione dell’intervento dell’architetto Boeri. Nemmeno noi, ex sindaci, eravamo stati invitati. Ci siamo potuti andare contattattando Damiano della segreteria del sindaco, che ci ha fornito l’invito. In Casa Cava ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto. Denunciamo,pertanto, un problema di merito e di metodo perchè non c’è stata la partecipazione democratica sulle scelte che riguardano piazza della Visitazione. De Ruggieri aveva promesso che non ci sarebbero stati volumi edilizi inutili in quell’area e gli chiediamo altrettanta chiarezza, anche nel sito dell’ ex Barilla dove il Consorzio Stabile Il Cavallino ha presentato in Commissione Urbanistica un progetto per una palazzina di 6 piani con giustificazioni di carattere pubblicistico. Staremo a vedere. Non possiamo essere espropriati anche per piazza della Visitazione, già interessata da bandi di concorso al quale ha partecipato l’ingegnere Piergiorgio Corazza e quello che abbiamo promosso con la mia Amministrazione con la partecipazione di archistar di fama almeno pari a quella di Boeri. Per piazza della Visitazione serve il coinvolgimento della città, invece sta decidendo tutto le FAL. Auspico che il consiglio comunale, oggi modesto, possa valutare con obiettività quanto si è consumato finora’’. Il governissimo ha numeri ‘’bulgari’’ e abbiamo visto il clima nell’ultimo consiglio ‘’a non disturbate il manovratore’’ con l’invito a guardare solo l’obiettivo 2019 per salvare il salvabile e cercare di fare bella figura. Come ci si arriverà se incerottati o sulla graticola, vista la pressione da campagna elettorale per le regionali, non è dato sapere. E poi c’è un altro aspetto, ma senza generalizzare e posizioni preconcette, che è legato al peso che il mattone-l’industria delle costruzioni- ha sulla vita e politica cittadina, come ha evidenziato l’ex sindaco Emilio Nicola Buccico. Questione , come ha ricordato egli stesso,ha messo fine anticipatamente alla sua consigliatura. Poi l’intervento di Giovanni Caserta, che non ha avuto accesso a Casa Cava, come pubblicato in altro servizio, del quale riportiamo una nota sulla piazza del Popolo.
LA LETTERA APERTA DEL 25 MAGGIO 2018
Lettera Aperta al Sindaco Raffaello De Ruggieri
Dopo l’affollato confronto pubblico organizzato dall’Associazione Culturale “A.Olivetti” di Matera, sul destino di Piazza della Visitazione, la lettera-appello dei sottoscritti, già Sindaci della città, e la Sua apprezzabile risposta che annunciava l’intenzione dell’Amministrazione di ricercare, attraverso avviso pubblico, “un professionista di riconosciuto valore cui affidare il progetto dell’area, in grado di esprimere i valori di assetto urbano, di architettura sostenibile, e di innovativa pubblica fruizione del luogo”, abbiamo potuto assistere nei giorni scorsi ad una elitaria ed “aziendale” presentazione di una proposta architettonica (della quale non intendiamo discutere la qualità), che semplicemente prevede la realizzazione di una seconda stazione delle FAL, inserita nel telaio “autostradale” del precedente “Piano Ciurnelli”, vivamente e pubblicamente contestato nel citato confronto pubblico.
A questo punto, ove questa ipotesi progettuale giunga a realizzazione, il risultato visibile sarà quello della trasformazione dell’area centrale oggi più importante della città, cerniera tra il Centro Storico-Sassi e la città contemporanea (della quale dovrebbe costituire il nuovo centro civico), nella Piazza delle Stazione, con annessi giardinetti pubblici, destinata a vivere solo in funzione della frequentazione di passeggeri di un trenino metropolitano di là da venire.
Esito che tradisce almeno 50 anni di pianificazioni, Concorsi, progettazioni sull’area, e che va in contrasto con lo stesso PRG vigente.
L’errore sta nell’aver lasciato ad un soggetto esterno quale le FAL (dal ruolo meramente “strumentale”), il compito della progettazione di quest’area nevralgica, rinunciando alla prerogativa istituzionale di definire la cornice, il contesto progettuale urbano nel quale si sarebbe dovuta inserire la pur necessaria rinnovata stazione FAL.
Ne è venuta un’architettura-simbolo, di grandi dimensioni, che pretende di definirsi “land-mark urbano”, in una città che ha il suo “land-mark” (che il mondo invidia), nel riscatto della sua millenaria storia: un edificio, una pensilina che con la loro inutile invasività (le stazioni metropolitane sono generalmente underground), compromettono la realizzazione del nuovo centro civico (prima fra tutte la nuova sala consiliare), che deve vivere di funzioni e servizi urbani nell’intero arco della giornata.
E ne è venuta la tuttora invadente presenza di svincoli, rotatorie, che stravolgono la fruibilità pedonale dell’area.
I sottoscritti, nel marzo 2017, in linea con quanto le Amministrazioni dagli stessi guidate avevano negli anni perseguito, hanno ritenuto di assumersi la responsabilità di dare un contributo alla soluzione del progetto urbano della Piazza della Visitazione; piazza che anche nell’intitolazione, ricorda un grande evento di “incontro” pubblico determinato dalla visita del Pontefice Giovanni Paolo II.
A fronte della nostra, Le chiediamo la analoga assunzione di responsabilità, e quindi di adoperarsi perchè l’esito realizzativo dei progetti in atto, non tradisca le aspirazioni della comunità urbana sulla sua piazza centrale: il 2019 è ormai dietro l’angolo, ma la qualità della città che vi si vuole frettolosamente confezionare, è destinata a durare negli anni futuri; e non può essere condizionata e/o compromessa da scelte prese in emergenza.
LA LETTERA DELL’8 MARZO 2017
Gli ex sindaci del Comune di Matera, Franco Gallo, Francesco Di Caro, Alfonso Pontrandolfi, Saverio Acito, Mario Manfredi, Angelo Minieri, Michele Porcari, Emilio Nicola Buccico, Salvatore Adduce, hanno inviato una lettera al sindaco Raffaello De Ruggieri, in merito al progetto urbano di Piazza della Visitazione. Qui di seguito il testo integrale.
“Dando seguito al meritevole confronto pubblico organizzato dall’Associazione Culturale “A.Olivetti” di Matera, sul destino dell’area centrale oggi più importante della città, cerniera tra il Centro Storico-Sassi e la città contemporanea, i firmatari della presente lettera, già Sindaci della città medesima, ritengono opportuno avanzare una proposta, di contenuti e di metodo, che dia sbocco positivo, e spendibile anche in funzione dell’ormai prossimo 2019, al progetto urbano di Piazza della Visitazione.
La questione urbanistica e funzionale che è stata per lungo tempo (da circa 50 anni a questa parte) all’ordine del giorno delle nostre Amministrazioni Comunali, oggi, proprio in ragione della importanza strategica di questa tornata storica che attende la città, deve trovare soluzione definitiva nell’ambito di una altissima qualità urbana, che la città merita, nella più ampia condivisione e partecipazione.
Sotto il profilo dei contenuti riteniamo che:
• Tutto il patrimonio d’idee, studi e progetti (compreso quello del PP in discussione), stratificatisi in questi anni sul luogo e sul tema
in oggetto, va posto a base della definizione progettuale da adottare;
Comprendiamo che l’Amministrazione in carica, sotto la “pressione” dell’ormai prossimo 2019, abbia affrontato il problema privilegiando il tema dell’”accessibilità turistica” alla città ed al suo centro storico-Sassi in particolare; ma il tema della progettazione di uno spazio, di grande valenza “urbana”, destinato a divenire il “biglietto da visita” della Matera futura, non può ammettere amnesie e steccati funzionali: va ricomposto facendo sintesi, nel progetto urbano, di storia e stratificazione di luoghi e progetti, alla ricerca di una soluzione che non privilegi alcuni aspetti del problema rispetto agli altri, ma semplicemente la “qualità della città”.
• Non può essere sottaciuto come la progettazione di quest’area nevralgica sia fortemente condizionata dal regime delle aree che, sia pur demaniali, vedono le FAL detenerne l’uso per funzioni legate al trasporto pubblico interregionale;
Ne scaturisce l’esigenza di coniugare i due aspetti sopracitati, utilizzando la metodologia di collaborazione tra Amministrazione Comunale e Società di Gestione dei servizi di mobilità, già sperimentata di recente a Napoli, con positivi risultati.
Questo significa riunificare la progettualità del luogo e dei suoi servizi, in una “mano” e in una “mente”, di alto profilo internazionale, sicura ed affidabile, capace di riconoscere la complessità dei problemi in campo, in grado di progettare sistemazioni ed opere, senza eccessi, che si inseriscano con “discrezione” e “misura” (anche se con “innovazione”), nel nostro paesaggio urbano, del quale deve divenire un episodio di significativo arricchimento, da consegnare alla storia della città.
L’Amministrazione Comunale e le FAL, insieme, ed ognuno per le proprie competenze amministrative e procedurali, individuino tale personalità affidandogli la progettazione complessiva (Masterplan) di Piazza della Visitazione; contemperando così le diverse esigenze urbane e funzionali, e sintetizzandole in una soluzione unitaria di altissima qualità progettuale, capace di far riaccendere l’attenzione ed il dibattito sulla città della comunità nazionale ed internazionale.
Il Masterplan, potrebbe così vedere la luce in tempi brevi, consentendo di mettere in atto “da subito” le sistemazioni dei “bordi” della Piazza e della sua struttura viaria, rendendola (almeno in parte) disponibile per le esigenze, anche rappresentative e comunicative, del 2019”.


