E più della stanca, sbiadita e screditata politica-politicante poté un flash mob! Null’altro che una “manifestazione”, nell’accezione tradizionale del termine, resa possibile nelle sue dimensioni finali (e nel prosieguo che si intravede) da un sentimento forte e potente che è presente nei cittadini rispetto ad un declino che sembra ineluttabile verso una destra oscurantista e che non trova rappresentanza in un ceto politico che dovrebbe opporvisi ma che è sempre più preso da autoreferenzialità, incoerenza ed incapacità di offrire sponde ed orizzonti credibili.

La straordinarietà della vicenda è che un tale significativo risultato di adesione “politica” venga fuori da una “pensata” tra  “quattro amici al bar” (Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa ) che hanno interpretato quel sentimento popolare di ribellione alla propaganda salviniana ed hanno immaginato una reazione basata tutta sulla forza della presenza, della testimonianza diretta, dell’esserci in prima persona.

Una reazione che la creatività ha immaginato come tante “sardine”  che intasano insieme una piazza, la Piazza Grande di Bologna,  in un numero maggiore di quelli che avrebbero partecipato alla concomitante manifestazione di osanna del Capitano.

L’idea ha viaggiato prima via social, poi con il “vecchio” volantinaggio e persino il porta a porta, quindi le telefonate, sino  a trasformare una adesione virtuale in presenza reale.

Una manifestazione che, è stata chiarito sin dall’inizio, è stata concepita come pacifica, senza concessione alcuna a forme di violenza, nemmeno quella verbale tanto in uso nelle piazze odierne. Nessuna contestazione, ovviamente, al diritto di Salvini a tenere il suo comizio. Semplicemente si puntava ad essere di più.

E così è stato. Migliaia di festose “sardine” si sono piano piano stipate in Piazza Maggiore fino a raggiungere e superare ogni migliore aspettativa.

Un piccola grande gesto (e c’è chi si augura l’inizio di qualcosa…) che ha riaperto la speranza per un Paese che sembra essere destinato  ad annegare, ineluttabilmente, in un bicchiere di mojito.

Per ora c’è una apposita pagina facebook “6000sardine” (https://www.facebook.com/6000sardine/) su cui chi vuole può apporre il suo like per seguire il prosieguo dell’avventura e su cui trovate questo messaggio:

“Ieri in quella piazza è cambiato qualcosa. Abbiamo ripreso ciò che ci appartiene utilizzando mezzi che il populismo non conosce: la gratuità, l’arte e le relazioni umane. Per noi l’emozione è stata grande ma sappiamo che non siamo stati gli unici ad emozionarsi. I giornali e le radio ci fanno tante domande a cui non sappiamo rispondere. L’unica certezza è che siamo una grande famiglia e che faremo grandi cose insieme. Questa pagina sarà la nostra casa, invitate chi è pronto a rimboccarsi le maniche. Non mollateci sul più bello.”
#6000sardinesenzasalvini
#abbiamostravinto
Un grazie immenso ai nostri fotografi:
Sara Becagli instagram.com/sara.becagli
Enrico Parrinello instagram.com/ep937
Marcello Coslovi

E sempre sulla pagina già si annuncia il bis dell’iniziativa. Nuove sardine crescono e si vogliono ritrovare in piazza. Questo Lunedì sarà la volta di Modena (Piazza Mazzini, ore 19,00).

A seguire il post che annuncia l’evento:

MODENA NON SI LEGA. SARDINE UNITE.

Dopo la straordinaria partecipazione al flash mob di Bologna, abbiamo deciso di organizzarla anche a Modena, in vista della “visita” di Salvini nella Città.

Abbiamo voluto organizzare il flash mob in un luogo simbolo: Piazza Mazzini, davanti alla Sinagoga. Dopo che la Lega non ha votato la comissione contro il razzismo e l’antisemitismo, dopo che la Lega non si è voluta alzare ed applaudire un Senatrice sopravvissuta ai campi di Sterminio, dopo che anche la Lega Modena, in consiglio comunale, ha scelto di non rendere omaggio a Liliana Segre.

È tempo di reagire a questo modo di fare politica che alimenta la cattiveria delle persone e che fonda il proprio messaggio principale sull’odio verso il prossimo. Noi saremo sempre contrari ed alternativi rispetto a visioni di città, regioni, nazioni chiuse in se stesse e nelle proprie sicurezze.

Per questo occorre un riscatto ed una riscossa. Salvini non merita di essere applaudito nella città medaglia d’oro per la Resistenza. Resistenza che egli stesso rigetta e rinnega.

Attaccarlo sarebbe troppo facile, visto la macchietta ed il giullare che sta diventando. Sempre a fare il saltimbanco sui suoi profili socials, Salvini pensa più al suo sedere che a fare politica seriamente. Inoltre non possiamo accettare che, in questa città, uno che considera il fascismo “un qualcosa di 70anni fa”.

Mandiamolo a casa! Facciamogli sapere che l’Emilia è un’altra cosa.

⚠⚠⚠NON PORTARE BANDIERE O SIMBOLI DI PARTITI/ASSOCIAZIONI⚠⚠⚠