Comincia ad essere assordante ed indecente il silenzio di Mario Draghi su quanto sta accadendo ai danni di Roberto Speranza, diventato bersaglio di una campagna denigratoria, con attacchi volgari e violenti, per decisioni assunte collettivamente dal governo.

A che gioco sta giocando Mario Draghi? Perchè non difende il suo ministro da una accusa palesemente infondata? Perchè non si assume le responsabilità, lui per primo, delle decisioni assunte? Possibile che non comprenda come la situazione possa degenerare, considerata la stanchezza e permeabilità del Paese con fibrillazioni legittime che lo percorrono e che incoscientemente qualcuno sta attizzando?

Come mai non mette sul piatto la sua tanto decantata autorevolezza mettendo a tacere le farneticazioni di quel (ir)responsabile di un partito della maggioranza del suo governo che gli fa fare la figura del pupazzo di pezza nelle mani del suo ministro della salute?

Il fatto che per viltà Salvini non attacchi lei direttamente non è che la cosa non la riguardi e non le esime certo da un intervento che  diventa ogni minuto che passa colpevolmente tardivo.

Un atteggiamento che -oltre ad essere scorretto nei confronti dell’uomo suo ministro che subisce questa situazione- mina la già provata fiducia dei cittadini nei confronti del già difficili decisioni che ancora come esecutivo si è costretti ad assumere, non certo per la cattiveria di un singolo ministro, ma a causa della situazione ancora molto distante dal diventare di “ordinaria amministrazione”.

E allora, non perda più tempo e faccia almeno una volta la parte di quel SuperMario con cui è stato accreditato da orde di suoi adulatori.

Nel frattempo registriamo come nella trasmissione di ieri sera “DiMartedì” su LA7 il ministro della Salute Roberto Speranza alla domanda di Floris :“Cosa replica a Salvini che l’accusa di vedere solo rosso e dice che con lei non si riesce a ragionare?
Ha risposto: “Sono argomenti senza alcun senso. È rosso Macron che non è certo uno di sinistra e ha deciso per quattro settimane di lockdown duro che in Italia non c’è? È forse una pericolosa rossa Merkel che ha preso misure molto più dure del nostro Paese negli ultimi quattro mesi? Si fa politica provando a raccattare qualche voto ma senza grande significato. Io su questo terreno non ci voglio stare. Ho giurato sulla Costituzione e voglio difendere quei valori e lavorare per unire l’Italia.”

Che dire, una lezione di stile che conferma come -comunque la si pensi (si poteva fare meglio e di più? certo, col senno del poi tutti sarebbero stati più bravi)- in un momento delicatissimo per il Paese che dura da oltre un anno, sia davvero un bene che a gestire l’emergenza ci sia una persona seria e per bene come Roberto Speranza.