Lasciamo perdere il contentino dei 44 progetti sui beni culturali per la Basilicata, che servono a indorare la pillola, ma si faccia marcia indietro sull’accorpamento del Polo museale della Basilicata alla Puglia. Il consigliere regionale di ”Basilicata positiva” Piergiorgio Quarto ci prova e chiede al ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli di fare marcia indietro. Mah..con questi chiari di luna. Chiedere e incazzarsi non costa nulla, ma dubitiamo che la riforma possa essere emendata dopo il percorso – e lo ricordiamo agli smemorati e a quanti fanno finta di piangere lacrime di coccodrillo- che ha portato all’approvazione della riforma, cominciata con il ministro Dario Franceschini(Pd) e proseguita con Alberto Bonisoli (M5S). Le cose stanno in una certa maniera, perchè nessuno o quasi si è occupato e preoccupato della cosa. Perchè? Cui prodest? Silenzio assenso da anno da capitale europea della cultura, con tutte le contraddizioni favorite da venduti e svenduti che hanno fatto perdere a Matera autonomia e potere decisionale. Quarto chiede ai materani uno scatto di orgoglio. Ad agosto? E con un clima compromissorio da campagna elettorale con le varie forzature palesi e sommerse che spaziano tra progetti dell’immateriale e del materiale? Materani sveglia! Ma restiamo nella capitale del divano e questo è un dato di fatto. Bonisoli può dormire sonni tranquilli, a meno che non arrivino gli squilli di trombe delle mini opere dell’Aida dal Teatro ”Alla Scala” a suonar la carica. Attendiamo le ”chiamate” o le ”call’ del popolo beante e gaudente come riportano gli anglicismi di Matera 2019. Polo, Polli…di allevamento come ripetono le parole di una nota canzone di Giorgio Gaber.

LA NOTA DI QUARTO

Il consigliere regionale di “Basilicata positiva”, Piergiorgio Quarto, considera “inaccettabile, incomprensibile, penalizzante per l’intero territorio regionale la decisione del ministro Bonisoli di accorpare il Polo Museale della Basilicata a quello della Puglia”. “Il provvedimento – secondo Quarto – rincorre logiche dimensionali, frutto di analisi organizzative subordinate a criteri prettamente numerici. La cultura non può piegarsi e deve rifuggire da tali inspiegabili massificazioni decisionali. Il pensiero umano, i suoi valori, ogni forma di espressione culturale devono ricevere l’opportuno riconoscimento nei luoghi adibiti alla promozione e alla esaltazione del progresso della civiltà umana. Matera, città universale, in qualità di patrimonio mondiale dell’umanità, ma soprattutto come capitale europea della cultura 2019 non può accettare in silenzio tale presa di posizione governativa, ancorata ad un automatismo funzionale di epoche passate. La città deve reagire per presentarsi agli occhi di tutti come l’unica degna candidata a diventare la sede della nuova Direzione Territoriale. La politica poi, deve abbandonare la ratio della lottizzazione sistematica per valutare scevra da condizionamenti la realtà. La Basilicata con la ricchezza del sistema archeologico presente sul territorio ha diritto alla sua autonomia culturale, non può in alcun modo rapportarsi ad una “deminutio operativa” chiamata accorpamento. Bene ha fatto il presidente Bardi a richiedere in tempi brevi un incontro con il ministro Bonisoli, affinchè riveda il suo ingiustificato piano organizzativo, frutto di superficialità e mancanza di rispetto  – continua il Consigliere regionale Quarto – delle origini e della valenza culturale del popolo lucano. Occorre revocare subito – conclude Quarto –  il  provvedimento adottato perché nessuno può permettersi di cancellare il Polo Museale della Basilicata”.