La mano nella piaga tra responsabilità di ieri e irresponsabilità di oggi. Se l’ospedale di Matera è arrivato sul crinale, avviato nel recente passato per altri disegni politico clientelari, del depotenziamento di funzioni e in una deleteria logica accentratrice di dirigenze, funzioni e servizi in quel di Potenza, parte di merito ( o di demerito?) ce l’ha quel decreto ministeriale 70/2015 in materia di ” …Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera” mai modificato, finchè i nodi sono venuti al pettine. E,pertanto, se non si interviene a monte del problema non si va da nessuna parte. A sostenerlo nella nota che segue Michele Morelli Mutamenti a Mezzogiorno, che la materia la conosce eccome, per averla trattata con continuità. Una proroga della Regione? Certo per tamponare. Ma il nodo resta tutto. Il Governo Renzi ha le sue responsabilità, ma a livello locale nessuna sorpresa. Anzi…

LA NOTA DI MUTAMENTI A MEZZOGIORNO

IL VERO PROBLEMA DELLA RIDUZIONE DEI POSTI LETTO DEL NOSTRO OSPEDALE E’ IL DECRETO MINISTERIALE 70 DEL 2015 APPROVATO DAL GOVERNO RENZI CHE NESSUN ALTRO HA MODIFICATO E CHE HA COSTRETTO SOPRATUTTO LE REGIONI DEL SUD A CHIUDERE NUMEROSI OSPEDALI DI PROSSIMITÀ

Con l’approvazione del Decreto Ministeriale della salute n. 70 del 2015 a firma della ministra Lorenzin (governo Renzi)), si definiscono gli standard dei posti letto ospedalieri a carico del servizio sanitario regionale, secondo parametri vincolanti . Il decreto segue la legge n.95 del 2012 che imponeva alle regioni e alle province autonome di adottare entro il 31 dicembre 2012 provvedimenti di riduzione della spesa in materia sanitaria (spending review).
I parametri che concorrono alla definizione dei posti letto sono tanti a partire dalla popolazione residente , il numero dei posti letto per mille abitanti che a loro volta può essere incrementato o decrementato a secondo alcuni parametri e coefficienti, volumi di attività, esiti delle cure, rispetto di standard per disciplina o specialità clinica, ecc.. Le regioni più virtuose hanno provveduto entro il triennio successivo al progressivo adeguamento agli standard.
La nostra regione è intervenuta più volte adottando proroghe su proroghe. L’ultima è stato adottata prima delle elezioni del 2018 (DGR 494/2018) giunta Pittella (condivisa dagli ex assessori materani del PD), termine ultimo 31/12/2020.
L’ASM, pertanto, si è trovata costretta, anche a seguito di richiesta di chiarimenti al dipartimento regionale, ad adottare un provvedimento in autotutela, dando mandato all’unità operativa preposta a predisporre gli atti così come previsto dalla legge. Per il momento tutto rimane fermo.


Il problema dunque non è tanto la non adozione dell’ennesima deroga da parte della regione Basilicata, quanto piuttosto la necessità di rivedere gli standard previsti dal decreto ministeriale. Bisognerebbe sollecitare il Ministro Speranza e il Governo nazionale a rimodulare i parametri indicati nel DM 70 adeguando gli stessi al un nuovo piano sanitario nazionale in ragione anche del nuovo quadro emergenziale dovuto alla pandemia.
Alcune regioni, con obbligo di rientro, hanno posto la questione al governo ma la momento non è stato adottato nessun provvedimento in tal senso.
I 5stelle e il partito democratico farebbero bene a sollecitare il Governo. L’attacco frettoloso del sindaco all’attuale governo regionale sembra più un’iniziativa di propaganda che non facilita i rapporti istituzionale.
Non è questo il tempo per una chiamata alle armi (vedi la manifestazione indetta il 4 dicembre). Siamo d’accordo con quanto sostenuto da Matera Civica, basta con i twitter e hashtag. Sosteniamo la richiesta dei sindacati confederali CIGL CISL UIL.