HomePoliticaQuante ipocrisie! L'Europa in debito con sè stessa e con la storia

Quante ipocrisie! L’Europa in debito con sè stessa e con la storia

Se Altiero Spinelli potesse vedere quello che è oggi il sogno di una Europa ”libera e unità” come l’aveva sognata con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni nel ”Manifesto di Ventotene” , durante il confino in quell’isola del Tirreno, manderebbe gli attuali ”tecnocrati” che stentano a mandarla avanti- tra ricatti e pressioni politico finanziarie per un nuovo ordine mondiali- in una delle tante isole dell’Egeo. Quella della Grecia, che hanno subito quasi 10 anni i ”diktat” della Troika che ne affossarono l’economia a causa di una situazione debitoria insanabile e che un governo di estrema sinistra, guidato dal giovane Tsipras, avrebbe voluto negoziare su basi accettabili e sopportabili. Le cose andarono nel peggiore dei modi e anche il nostro Mario Draghi, alla guida della Bce, fu inflessibili insieme ad altri protagonisti che rivediamo ancora oggi. Sia per la guerra dei dazi (da trattare) con gli Stati Uniti e con una corsa al riarmo approvata, tra tante spaccature sul fronte italiano, dopo che il Presidente Trump ci ha detto che la Nato non potrà più difenderci . E con una situazione di conflittualità con la Russia che resta sullo sfondo, nonostante le conseguenze della guerra contro l’Ucraina. Ipocrisie? A raccontarcela, dopo aver visto il film ”Adults in the room” (Adulti in una stanza” del regista greco Costa Gravas è Francesco Calculli, che prende spunto su un lavoro tratto dal libro ” Adulti nella stanza: La mia battaglia contro l’establishment dell’Europa di Gianīs Varoufakīs” sulla crisi economica della Grecia e il relativo referendum consultivo del 2015, per un parallelo di quello che è l’Unione europea oggi. Tra divisioni, incoerenze, subalternità , tante ipocrisie e un interrogativo, preoccupante, sul sogno finora irrealizzato del Manifesto di Ventotene. Si può rimediare? Tutto questo mentre sabato a Roma c’è la manifestazione di piazza promossa da Michele Serra. Non convince, perchè l’Unione sembra proprio nelle stesse condizioni del film di Costa Gravas, relegata in una stanza buia, con un’aria pesante, che non le consente di crescere, perchè non ha libertà…di decidere, di scegliere di essere artefice del proprio futuro.

IL FILM “ADULTS IN THE ROOM”, OVVERO IL SOGNO INFRANTO DELL’ EUROPA DI VENTOTENE.
Francesco Calculli
L’Europa può tornare a essere quel faro di pace, giustizia e libertà sognato da Ernesto Rossi e Altiero Spinelli o a quel sogno dobbiamo definitivamente rinunciare? Premesso che mi dichiaro convintamente cittadino europeo, e che la cittadinanza italiana è un concetto che per me non ha più valore e importanza se non dal punto di vista esclusivamente giuridico, tuttavia il problema di quella che è oggi l’Unione Europea è la questione delle questioni perché investe, in modo più diretto ancora che nel passato, i grandi problemi della vita sociale e dell’uomo singolo.

Il problema fra Ue e società è oggi molto più stretto che nel passato, e posto dal punto di vista di Hegel è questione bruciante della sovranità che è diventata l’incarnazione di una volontà politica astrattamente posta. Insomma la tecnocrazia di Bruxelles e il suo potere derivano da un astratto concetto di sovranità che non si comprende come possa essersi storicamente formato , ma che è posto in modo puramente concettuale , astratto e arbitrario. La critica implicita ed esplicita a tale concezione si intreccia allo sforzo del Machiavelli di trattare della “verità effettuale”, di occuparsi dell’essere delle cose , piuttosto che del loro dover essere. Ed è appunto questa la grande discriminante tra la visione rivoluzionaria del Manifesto di Ventotene, scritto durante la Seconda guerra mondiale, che immaginava un’Europa unita, capace non solo di superare le divisioni nazionali ma anche di garantire pace e giustizia attraverso una federazione di Stati, e la visione opportunistica oggi prevalente delle diverse forze che minacciano quel progetto, dai rigurgiti nazionalisti agli interessi delle grandi corporation, passando per le guerre che lambiscono quasi direttamente i paesi dell’Ue. Nel solco di questo realismo machiavelliano si pone il film ” Adulti nella stanza” che è un racconto straordinario e intenso di una politica dell’ipocrisia, della collusione e del tradimento, soprattutto è una visione realistica e critica della spietata lotta per il potere, che non può non avere come suo presupposto Niccolò Machiavelli, anche là dove come negli scranni europei o si ignora, o si respinge l’insegnamento del fiorentino.

Il film narra l’ascesa e la caduta di Syriza la coalizione della sinistra radicale guidata da Alexis Tsipras che nel 2015 stravince le elezioni politiche in Grecia con la promessa ambiziosa fatta durante la sua campagna elettorale di risolvere la crisi finanziaria del paese senza ricorrere alle punitive misure di austerity adottate e promosse dai paesi che guidano l’Unione. Una promessa che si rivelerà impossibile da mantenere già subito dopo la vittoria elettorale perchè la Troika che è tradizionalmente costituita dalla Commissione Europea, dalla Banca Centrale Europea (solitamente indicata con BCE) e dal Fondo Monetario Internazionale (FMI). si pone come obiettivo imprescindibile di affossare quella che considera l’intollerabile anomalia di un paese europeo governato da radicali di sinistra. Adulti nella Stanza è un film del 2019 scritto, diretto e co-montato da Costa-Gavras. È il primo film del geniale regista greco ad essere girato nel suo paese d’origine. Il titolo del film è lo stesso del libro da cui è tratto, pubblicato nel 2017 da Yanis Varoufakis, all’epoca il Ministro dell’Economia del Governo presieduto da Alexis Tsipras. Varoufakis è anche il principale protagonista di questa storia senza via d’uscita che finisce con una tragedia umana dalle conseguenze anche per i nostri tempi molto moderni, nel senso che è anche un avvertimento contro le derive autoritarie e fasciste in Europa e negli Stati Uniti. Nonostante il supporto del popolo greco e la forza delle sue argomentazioni, le proposte di Varoufakis per rinegoziare il pagamento dell’enorme debito greco altrimenti insolvibile mediante un nuovo accordo sul memorandum d’intesa firmato dal precedente governo di destra con la Troika, ricevono un secco rifiuto con un totale disprezzo per l’umanità e la compassione, da parte di Wolfgang Schaeuble, il potentissimo ex ministro delle Finanze tedesco , l’altro importante protagonista del film, e vero deus ex machina dell’austerity più dura durante la crisi dell’euro nei primi anni duemila.
È uno scontro tra due forti personalità, tra due uomini profondamente soli anche se in modo diverso: Yanis, il professore di economia dichiaratamente di sinistra prestato alla politica, affascinante, anticonformista e carismatico, che si sposta su una motocicletta e si presenta agli incontri ufficiali per i negoziati negli uffici dell’Unione Euorpea senza giacca e cravatta ma con un provacatorio giubbotto nero in pelle vintage anni ’70. Wolfgang, il grigio burocrate rigorosamente in giacca e cravatta, arrogante e intransigente, che è costretto su una sedia a rotelle, fiero interprete di quel rigido moralismo germanico di matrice luterana e calvinista che impone, come fosse un sacramento inviolabile, che un debito deve sempre essere pagato interamente, anche se questo significa ridurre alla fame il popolo greco. Il loro scontro è quello tra le due ideologie politiche più importanti della storia umana: l’umanesimo marxista in “salsa mediterranea” del ministro greco contro l’etica protestante e lo spirito brutale del capitalismo nella sua variante soffocante dell’austerity imposta dal suo collega tedesco. Questa contrapposizione irriducibile trova la sua sintesi perfetta nell’ultimo incontro che avviene tra i due ministri a porte chiuse in un ufficio del Fondo Monetario Internazionale, quando Varoufakis domanda a Schaeuble se trovandosi al suo posto avrebbe accettato di firmare il memorandum senza rinegoziarlo, e Wolfgang gli risponde “che non lo avrebbe mai firmato perché significherebbe affossare la Grecia, ma che un debito è un debito e che quindi va sempre pagato, anche per dare l’esempio a altri paesi della Ue come l’Italia che hanno un livello troppo alto del debito pubblico, e poi il popolo tedesco non ha nessuna intenzione di finanziare la vostra utopia comunista”. Tuttavia è uno scontro impari perchè con Schaeuble è schierata tutta l’élite europea a cominciare da Mario Draghi che nel 2015 trovandosi a guidare la Banca centrale europea, (BCE) durante la crisi del debito sovrano europeo, in tale ambito è nota la sua frase «Whatever it takes» (“costi quel che costi” in inglese), non esiterà un solo istante per compiacere il ministro delle finanze tedesco a prendere la decisione scellerata di bloccare la fornitura di liquidità d’emergenza alle banche greche come arma di ricatto per obbligare Varoufakis a firmare il memorandum.

Yanis in questa battaglia disperata per salvare dal collasso economico il suo paese, può contare solo sull’ambiguo sostegno di François Hollande il Presidente della Repubblica francese dal 2012 al 2017, e in quei mesi segretario del Partito Socialista , che però come mostra il film in modo impietoso, mentre nei colloqui privati dichiara che eserciterà tutta la sua influenza su Schaeuble per convincerlo ad approvare le proposte del governo greco per negoziare un nuovo accordo sul memorandum, poi in ogni conferenza stampa e durante le successive riunioni dell’Eurogruppo si schiererà invece sempre dalla parte dei falchi dell’austerity e della Troika. Nulla di nuovo ci sarebbe da pensare per chi conosce la storia della sinistra italiana nel secolo scorso perché trattasi del solito opportunistico voltafaccia dei socialisti nella sua versione d’Oltralpe. Ad ogni modo, sono rimasto colpito, dal ritratto negativo emerso in questo film del primo ministro greco Alexis Tsípras che è spesso insicuro e incerto sulle decisioni da prendere, appare inadeguato di fronte al peso della responsabilità di governare, incapace di opporsi ai diktat della cancelliera tedesca Angela Merkel, insomma un politico mediocre che in ogni momento di difficoltà si rivolge all’amico Yanis come la sola ancora di salvezza. Proprio il fallimento politico di Tsípras deve fare riflettere sulla “tendenza modaiola” di una parte consistente della sinistra radicale italiana ad attaccarsi troppo a improbabili rivoluzionari nati dal nulla, e seguire in modo acritico esperienze politiche internazionali in apparenza vincenti ma che poi alla prova del governo si dissolvono in un battibaleno. In questa tragica vicenda , c’è un convitato di pietra: gli ottusi funzionari della Troika , che alloggiano su un intero piano dell’Hotel Hilton nel centro di Atene, spadroneggiano nei ministeri greci , e sono di fatto il vero “governo ombra” della Grecia. Di fronte alle costanti minacce di Schaeuble e dei funzionari della Troika, di espulsione della Grecia dall’Eurozona, Tsípras decide di firmare il memorandum, andando contro il 62 percento della popolazione greca che lo ha rifiutato votando “no” in un apposito referendum. Varoufakis si dimette solo cinque mesi dopo aver assunto la carica. E la stoccata finale arriva da Christine Lagarde, all’epoca direttrice del Fondo Monetario Internazionale: “Servirebbero degli adulti in questa stanza”, dice sottovoce mentre i ministri si arroccano sulle loro posizioni.

Adults in the Room, ovvero l’Europa di Ventotene che non si è mai potuta avere. Il film propone dunque una interpretazione che è frutto di una riflessione autentica sui fatti e sulle sue variabili. È lo sguardo attento e puntiglioso del regista a rendere pregevole e coraggioso il film come un duro atto di accusa contro l’intero establishment dell’Europa che senza ricorrere alla manu militari può rovesciare mediante un duplice attacco politico e finanziario il governo di un Paese democraticamente eletto, in questo caso quello greco, se questo non accetta il loro punto di vista o lo respinge, perché per le istituzioni europee non sono percorribili vie di mezzo, soprattutto di fronte alla prospettiva di un’alternativa politica dichiaratamente di sinistra. A distanza di dieci anni da questo golpe bianco attuato dalla Ue , il popolo greco continua a subìre le conseguenze delle politiche di austerità e a lottare per la propria sopravvivenza in un quadro politico caratterizzato dalla punizione dei partiti di governo ed in particolare di quelli socialdemocratici e socialisti, e da un forte spostamento a destra con la crescita del partito neonazista, che allinea la situazione greca a quella già affermatasi nel resto dell’Europa e negli Stati Uniti. Wolfgang Schaeuble è morto nel dicembre del 2023. Aveva 81 anni. Angela Merkel non è più la cancelliera della Germania, di François Hollande non si ricorda più nessuno neanche in Francia, Mario Draghi non siede più nella “stanza dei bottoni”, Alexis Tsípras si è politicamente suicidato, e di Yanis Varoufakis resta solo il libro dove racconta da un punto di vista personale l’intera vicenda del suo scontro con le forze economiche e politiche più potenti dell’ Europa.

Oggi al loro posto ci sono nell’ establishment europeo Ursula von der Leyen, Merz, Metsola, Macron, e Giorgia Meloni che però si sta rivelando una influencer europea abbastanza inconsistente. Cambiano i nomi ma la Ue continua a essere un orribile costruzione neoliberista dove a comandare è sempre la stessa Troika. Con lo scoppiò del conflitto russo – ucraino nel febbraio 2022, dopo che per tre anni von der Leyen e tutti i nostri governanti europei in particolare quelli dei paesi più bellicisti ci hanno raccontato a reti unificate ” la bufala” che gli ucraini grazie alle continue forniture di armi occidentali avrebbero vinto la guerra e distrutto la Russia , adesso questa stessa élite europea vergognosamente sbugiardata dai fatti, si è inventata la nuova colossale bufala del pericolo di un’invasione da parte di Putin per giustificare il piano folle, approvato di recente, che prevede lo stanziamento di 800 miliardi di euro per il riarmo persino nucleare dell’Europa. “Qui o si fa l’Europa o si muore” è lo slogan con il quale lo scrittore Michele Serra, con l’ausilio di un quotidiano capofila del partito unico della guerra, ha convocato il prossimo 15 marzo una manifestazione di orgoglio per la rinascita dell’ Unione europea minacciata dalle autocrazie.

Una sorta di Europa-pride. Ma di quale rinascita stiamo parlando, se ad eccezione dell’adozione dell’Euro come moneta unica e del Trattato di Schengen per eliminare i controlli alle frontiere comuni, l’Europa di Ventotene non è neanche mai nata? E non sarebbe ora di crearla davvero? A meno che non si pensi che l’attuale Europa guerrafondaia sia una distopica realtà virtuale generata dall’intelligenza artificiale, e di cui siamo del tutto inconsapevoli, perché nell’ epoca dell’inganno universale e del mondo al contrario dove la menzogna è diventata verità e viceversa, nulla più potrebbe sorprenderci.
Qui per vedere il film https://www.raiplay.it/video/2025/02/Adulti-nella-stanza-83ee7f72-1cbe-438e-a638-c380d8bb78b0.html

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