mercoledì, 28 Settembre , 2022
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Putin ha chiuso il gas, come era prevedibile….. e adesso?

Come era ampiamente prevedibile, prima o poi si sarebbe arrivati a questo epilogo: Putin che ha chiuso il gas all’Europa. La cosa che stupisce è lo stupore dei governanti europei, che si atteggiano come se avessero ricevuto un torto a fronte di un proprio comportamento immacolato. Dopo che ci sono tuffati a testa bassa in una guerra contro una nazione a cui si erano prima, inopinatamente legati mani e piedi, con una escalation di sanzioni, dichiarazioni e forniture di armi, senza uno straccio di strategia per far nel frattempo finire il conflitto e con un illusorio gli “spezzeremo le reni”, non sarebbe il caso di fare il punto? Ragionare sulla bontà e l’efficacia delle scelte sin qui fatte e valutare cambiamenti che ci facciano uscire dal vicolo cieco in cui ci siamo infilati? O è vietato? Da chi? Dall’alleato USA? Dal dovere, sino all’immolazione di tutto e di tutti, di sostenere il popolo ucraino?

Porsi la questione, sopravvolando sulla imbecillità di chi vede in questo un inopinato filoputinismo, è doveroso per chi ha fatto scelte in base a valutazioni che si sono rivelate palesemente errate.

Enrico Letta (25 febbraio) diceva “Le sanzioni a Putin devono essere durissime. E tutti i paesi europei devono imporle. La propaganda russa gioca a far credere che saremmo quelli più danneggiati. E’ falso.” Mario Draghi (31 maggio) a fronte del sesto pacchetto di sanzioni diceva “L’accordo sulle sanzioni è un successo completo, l’Italia non esce assolutamente penalizzata dall’accordo.” Paolo Gentiloni (4 giugno) “I sei pacchetti di sanzioni varati dalla Commissione europea avranno comunque avranno un effetto devastante sull’economia e sul potere russi, la loro efficacia è fuori discussione.” Mario Draghi (22 giugno) “Le sanzioni sono efficaci? Ho la sensazione che diventeranno più efficaci questa estate.”

L’estate sta finendo e come stia andando a finire lo stiamo sperimentando sulla nostra pelle, con una prospettiva devastante….ma per noi.

Persino l’Economist ha detto che l’Ue ha confuso i sogni con la realtà: “L’economia russa continua a battere le attese e la guerra delle sanzioni non va come previsto” e che, dopo lo choc iniziale “il sistema finanziario s’è stabilizzato e il Paese sta trovando nuovi fornitori, inclusa la Cina. Intanto in Europa la crisi energetica potrebbe innescare una recessione”.

Abbiamo fatto come ci è stato chiesto, in tanti ci hanno creduto che potesse funzionare, ma non la maggioranza degli italiani che ancora oggi (sondaggio di Termometro politico) è contrario alla linea adottata dal nostro governo e dalla UE.

E’ evidente che aver sovrapposto atlantismo e europeismo è stato qualcosa di dissonante, considerato che in tal modo si è innescato una prospettiva distruttiva dell’Europa stessa.

Gli interessi dell’Europa non coincidono con quelli dell’alleato USA e non bisogna avere un master in politica ed economia per rendersene conto.

Averlo seguito in questo percorso di provocazione e destabilizzazione dell’est europeo (con l’allargamento della NATO) ci ha portati in questo clima ora solo di drammatica difficoltà economica ma che a breve potrebbe sfociare in conflitto vero e proprio. Vogliamo fermarci e spiegare al nostro alleato di oltreoceano che forse bisogna riconsiderare quanto fatto per gettare le basi per una trattativa ed un futuro di convivenza civile nel nostro continente? O vogliamo andare avanti per i prossimi anni a guerreggiare -assecondando gli interessi non nostri- per poi lasciare -quando non serviranno più al gioco a scacchi in corso- anche gli ucraini in braghe di tela come gli afgani?

Ci vuole davvero tanto a capire la strategia USA fatta (sempre molto lontano dal proprio territorio) di provocazioni continue, ora anche con la Cina (vedi Taiwan) per affermare i propri interessi?

Nessuna riconsiderazione di alleanze, per carità, ma starci con la schiena dritta è quanto di più urgente che occorre chiedere di fare ai nostri governanti, se non vogliamo chiudere definitivamente con l’idea di una Europa che abbia un futuro e un ruolo peculiare nello scacchiere internazionale.

Ma temiamo che il futuro sarà molto nero, in tutti i sensi, considerato che anche la Meloni,  quella che si prevede possa diventare  capo del nostro governo dopo il 25 settembre, si è unita al coro draghiano: “Io credo che le sanzioni, in questa fase, siano lo strumento più efficace che ci sia“.

Come no!

Toccherà agli italiani indicare la strada, ma chi si espone su questo terreno chiaramente? E’ una questione troppo vitale per lasciarla alle boutade di Salvini.

 

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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