Al nord gli italiani con le minacce sovraniste in Sud Tirolo – del Trentino Alto Adige con quello doppio passaporto di ispirazione tedesca, che riaccende le pericolose fiamme dell’irredentismo. E poi i ceppi ladini, sloveni, istriani che devono fare i conti con tante condizioni rimaste nel limbo del ”faremo” con l’ Europa che continua a latitare e a far ergere muri di intolleranza e incomprensioni. Ma c’è anche una diffusa comunità albanofona, sopratutto nell’ Italia meridionale che nonostante la buona volontà delle associazione continua a denunciare i limiti e il concetto di ”pari opportunità”, La lettera aperta bilingue
dell’Associazione Skandemberg di Bologna, diffusa in occasione dello storico incontro , che si terrà a San Demetrio Corone (Cosenza) il prossimo 7 ottobre tra il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e albanese Ilir Meta, sollecita l’attuazione di richieste in cantiere da sempre. Riguardano la Regione storica Arbëreshë (R.s.A.), dotata di Autonomia Amministrativa. L’istituzione della ZONA FRANCA della R.s.A. (vedi V. d’Aosta) per sviluppare l’economia locale. E poi la Parità tra l’italiano e l’arbrisht nella R.s.A. ed insegnamento della
lingua e cultura arbëreshë nelle scuole dell’obbligo con insegnanti di madre lingua nei comuni abitati dagli arbëresh. Richieste legittime tanto più che “La Democrazia è monca se non è accompagnata dalla Democrazia linguistica”. E su questi aspetti condivisione piena anche dalla Basilicata, con l’adesione di Basilicata Arbereshe edizioni” diretta da Donato Mazzeo, che sarà nel ”Collegio” settecentesco insieme a tanti sindaci Arbereshe, (per la Basilicata Barile, Maschito, Ginestra, nell’area del Vulture; San Paolo Albanese e San Costantino Albanese)provenienti da sette regioni che ospitano comunità alloglotte, e poi rappresentanti di Università, associazioni etniche e riviste di settore.

LA LETTERA DELL’ASSOCIAZIONE SKANDEMBERG

MERCOLEDI’ 7 NOVEMBRE A SAN DEMETRIO CORONE: STORICO INCONTRO TRA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA,
SERGIO MATTARELLA E IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA D’ALBANIA, ILIR META
Lettera bilingue aperta
dell’Associazione Skanderbeg (Bo)
Salutiamo il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.
Salutiamo il Presidente della Repubblica Albanese Ilir Meta
I due Presidenti si incontrano in San Demetrio Corone, capitale culturale
dell’Arbëria italiana, per il 550° anniversario della morte di Giorgio Castriota
detto Skanderbeg, difensore dell’Albania e quindi dell’occidente
cristiano, dall’avanzata turco-ottomana.
L’occasione è importante, non solo per la ricorrenza storica, ma per rafforzare
e suggellare i legami d’amicizia tra i popoli: italiano, albanese ed
arbëreshë; quest’ultimo, attore di primo piano, nel Mezzogiorno, nella
lotta per l’unificazione e la costituzione dello Stato Italiano, lotta nella
quale ha profuso copiose energie, intelligenze e sangue dei propri figli
e nel contempo ha allevato ed alimentato, in specie nel Collegio di S.
Adriano, le prime idee per l’indipendenza dell’Albania ed ha anelato alla
sua liberazione dal secolare giogo ottomano.
Questa però, è un’occasione importante anche per le popolazioni arbëresh
per denunciare le proprie condizioni di discriminazione; L’art. 6
della Costituzione Italiana garantisce i diritti delle minoranze, la legge
482 / ’99 dovrebbe applicarli come pure la legge regionale della Calabria
n° 15/2003 – Tanti principi e belle parole che si scontrano con la dura
realtà delle minoranze linguistiche che continuano a vivere in uno stato
di ‘colonie interne’. La RAI non trasmette servizi didattici ed informativi
in lingua arbrisht; i nostri paesi sono dissanguati, perché i giovani debbono
andare a lavorare ed arricchire territori lontani, così anche la cultura
e la lingua sono penalizzate e vi è il rischio evidente di perdere un
patrimonio scientifico e culturale molto importante. E’ ora di rivendicare
ad alta voce i diritti della minoranza arbëreshë.
PRESIDENTE MATTARELLA, PRESIDENTE META : CHI TUTELA
LA MINORANZA ITALO-ALBANESE ?
Non rimanete insensibili alle richieste di tutela che Vi giungono e
che ogni arbëresh ha nel suo cuore .
Da parte nostra abbiamo cominciato un lungo percorso pacifico e non
violento di sensibilizzazione al fine che la legalità costituzionale non
solo sia affermata, ma i suoi principi finalmente applicati per porre fine
all’etnocidio culturale silente in atto.
CHIEDIAMO :
La costituzione della Regione storica Arbëreshë (R.s.A.), dotata
di Autonomia Amministrativa.
L’istituzione della ZONA FRANCA della R.s.A. (vedi V. d’Aosta)
per sviluppare l’economia locale.
Parità tra l’italiano e l’arbrisht nella R.s.A. ed insegnamento della
lingua e cultura arbëreshë nelle scuole dell’obbligo con insegnanti
di madre lingua nei comuni abitati dagli arbëresh.
La Democrazia è monca se non è accompagnata dalla Democrazia
linguistica.
Questi tre punti si richiamano all’Europa preconizzata dai Padri Fondatori:
una Europa dei popoli, delle comunità e delle persone, delle culture
e delle loro storie, del rispetto delle differenze soggettive, culturali, etniche
e linguistiche. Questa è la battaglia civile ed assieme culturale e
politica che ci attende a difesa della nostra cultura e di una nuova Europa
e che contribuirà a tentare di sanare la ferita odierna della realtà
europea, lontana dal sentimento comune perché egemonizzata solo
dalla finanza e dalle banche.
Associazione Skanderbeg – BO