Il clima, in piazza Vittorio Veneto, era di quelli conviviali con un uditorio variegato, operatori economici, sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, , rappresentanti di associazioni di volontariato, sindaci, turisti e un cielo da formato cartolina con il simpatico falco grillaio, simbolo di sostenibilità e dell’Ente Parco della Murgia, a scandire la durata degli interventi nel palco allestito per la giornata di mobilitazione protesta ”per le emergenze culturali di Matera e Provincia”. Per il presidente della giunta regionale di Basilicata, Vito Bardi, che ha la delega al turismo, sarebbe stata l’opportunità per cogliere tutto il disagio, le difficoltà, le problematiche di un settore che ha subito contraccolpi negativi ,dopo la giornata di chiusura da anno di Matera capitale europea della cultura e il periodo da confinamento domiciliare procurato da virus a corona.

Che venisse Bardi ci credevano in pochi, nonostante l’invito ufficiale fatto in sede di conferenza stampa da Eustachio Nicoletti ( Cgil), Giuseppe Amatulli (Cisl) e Bruno Di Cuia. Ma in piazza non c’era nessun consigliere o assessore regionale di centrodestra. Impegnati? Forse…C’erano,invece, Roberto Cifarelli (Pd) e Gianni Perrino (M5S) e altri esponenti del mondo imprenditoriale che hanno preso la parola come Leonardo Montemurro (Cna), l’assessore comunale al turismo Marianna Dimona, Lorenzo Rota (Circolo Carlo Levi), Nicola Pavese (Associazione Matera ferrovia Nazionale) , Michele Sellitri per Matera Futura e poi i segretari regionali della Uil Vincenzo Tortorelli e della Cgil Donato Summa, che hanno incalzato in maniera circostanziata immobilismo e mancate scelte della Regione. Il 3 agosto ‘ fissato un comitato tecnico a Potenza o tavolo del turismo allungato. Siamo ad agosto…ma non si sente alcun profumo di arrosto. E’ il bello dell’attesa di prossimità che per le aree interne, come ci hanno detto alcuni sindaci, è contiguo all’isolamento e all’emigrazione. Ogni commento è superfluo mentre Mino,sindacalista con t shirt polaroid, immortala l’affacciarsi della luna sui lampioni ancora spenti. E’ l’emblema di una economia che attende lumi e fatti dalla Regione,