martedì, 16 Luglio , 2024
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Politica e malaffare. Pinto: Prima poi al capolinea…

Quando? Non lo sappiamo. E probabile, che dalla Puglia alla Sicilia, dal Piemonte al Lazio e via denunciando, intercettando (sempre utile ma senza esagerare), nonostante leggi bavaglio e presunte presunzioni di innocenza anche in flagranza di reato, che la questione morale del BelPaese -dopo il passaggio quasi impalpabile di Mani Pulite- possa arrivare al Capolinea. L’avvocato Leonardo Pinto, che ha sempre davanti la massima ”Sed Lex dura lex” e tiene d’occhio la bilancia della giustizia, ne è convinto. E cita l’esperienza dell’Inghilterra, che ha saputo trovare gli antidoti per contenere il fenomeno. Lì, comunque, selezioni della classe politica, senso di responsabilità verso famiglia, Paese e Istituzioni sono la stella polare per occupare lo scranno in Parlamento o alla guida di un Comune, grande o piccolo che sia. E la corruzione, laddove viene fuori, procura tanti guai e si finisce fuori dal giro. Da noi si è promossi….

LE RIFLESSIONI DI PINTO
*La notizia dell’arresto per corruzione del Presidente della Liguria, si aggiunge ai terremoti giudiziari di Bari e Torino.*

Sembra di essere destinati a convivere con la disonestà e i traditori del bene pubblico. Questo non é edificante poiché si sta erigendo a sistema l’etica del malaffare, che non può essere giustificata scioccamente con l’assunto secondo il quale la politica si fa con i soldi.
Infatti, non tutti quelli che fanno politica truffano o corrompono. *Al momento, per fortuna, la maggioranza é ancora fatta di persone perbene.*

La cosa inaccettabile é che i coinvolti in vicende simili, *utili solo agli avvocati (quindi anche a me, ma questo non mi impedisce di esprimere la mia opinione),* diventano eroi e riproposti come candidati. Questa é una delle cause che allontana i cittadini dalle urne; cosa che i dirigenti dei partiti rifiutano di comprendere.

*Comunque, secondo la mia teoria, mai disperare.* *Infatti, l’Inghilterra nel ‘600 sprofondò in un sistema di corruzione ampiamente diffuso e incontrollato. Poi si é risollevò con antidoti molto convincenti ed efficaci che sostituirono l’etica della corruttela con quella del rispetto delle regole.*

*Ritengo che la stessa cosa accadrà anche da noi in quanto il sistema del malaffare per motivi fisiologici, oltre che per necessità, é prossimo al capolinea. Ovviamente, non si verificherà in modo indolore; più di qualcuno si farà male e seriamente.*

L’ULTERIORE COMMENTO SUL CHE FARE

POLITICA E ILLEGALITA’ DEMOCRATICA
NECESSARIA UNA DISCIPLINA INTERNA DEI PARTITI

Ho già scritto sull’arresto per corruzione del Presidente della Liguria, che si è aggiunto ai terremoti giudiziari di Bari, Torino e Palermo. Leggendo i giornali sorgono serie perplessità sulle reazioni dei responsabili nazionali dei partiti. Quelli di maggioranza, sostengono il Presidente Toti con evidenti difficoltà; quelli di opposizione sembra che censurino gli arrestati quasi per dovere d’ufficio. Rimane, dunque, da verificare se si sia in presenza di un nuovo fenomeno: l’illegalità democratica generata dalla politica. Sembra un busillis irrisolvibile secondo la teoria di chi giustifica erroneamente il fenomeno come fatale necessità di disporre di tanti “soldi” per poter fare politica.
Bisogna rassegnarsi?
Assolutamente no in quanto la corruttela, anche a volerla accettare, impedisce il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione e la sua terzietà, requisito quest’ultimo indispensabile per soddisfare i bisogni sociali delle comunità.
Proviamo ad analizzare: se il fenomeno corruttivo non influisse negativamente sull’efficienza della sanità pubblica, sulla tutela dell’ambiente, sulla sicurezza sul lavoro, sull’efficienza del sistema giudiziario, sulle attività produttive, ecc., sarebbe solo una questione di etica e un problema di costi dei servizi pubblici. Valutata così la questione sarebbe quindi solo un problema di quadratura di bilanci.
Purtroppo, non è così in quanto la cultura dell’illegalità e il sistema corruttivo, tali sono ormai, non solo appesantiscono i conti pubblici con ricadute negative sui contribuenti, pregiudicano altresì il funzionamento dei servizi pubblici essenziali.

Si è quindi in presenza di vera questione sociale che non si risolve con la “repressione” giudiziaria. Infatti, è necessario intervenire per prevenire il fenomeno.
Analizzando le cause della malapolitica, generata innanzitutto dal mancato rispetto delle regole interne dei partiti, le cui gestioni verticistiche sono incontrollabili e incontrastabili, si comprende subito che sussiste la necessità di garantire le anzidette regole.
Nel giugno 2016 la Camera dei deputati ha approvato un progetto di legge riguardante anche la disciplina dei partiti politici con norme volte, in particolare, a favorire la trasparenza e la partecipazione democratica. Tale progetto è stato ripreso da leggi approvate successivamente che, però, hanno focalizzato la disciplina sui finanziamenti e sulle procedure elettorali. Mancano, allo stato, norme che garantiscano la democrazia interna dei partiti, la limitazione dei poteri dei dirigenti e relative conseguenze in caso di trasgressioni e che prevedano altresì metodi e procedimenti per la scelta dei candidati a ricoprire cariche e funzioni pubbliche e relative conseguenze in caso di violazione dell’art.54 della Costituzione, che prevede il dovere di tutti i cittadini di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi.
L’illegalità democratica generata dalla politica, dunque, è possibile sconfiggerla disciplinando la vita interna dei partiti per garantirne sia la trasparenza amministrativa sia la partecipazione democratica sia la scelta dei candidati alle cariche pubbliche sia le conseguenze nel rapporto tra eletti e partito in caso di violazione del richiamato art.54 Cost…
Avv. Leonardo Pinto – Presidente onorario ANSB

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