Non vi agitate più di tanto. il sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, fa le cose per tempo e al momento giusto. La nuova giunta con le integrazioni in quota ”riservata” alle sue prerogative e l’azzeramento per la ridistribuzione delle deleghe avverrà a bocce ferme, dopo la visita dei ministri economici del G7. Fino al 12 maggio calma e gesso, anche per quanto riguarda le Sirene salentine di una possibile nomina di Adriana Poli Bortone all’assessorato alla Cultura, finora saldamente nelle mani del sindaco. L’ex primo cittadino di Lecce, nonchè parlamentare di Alleanza nazionale, poi con Fratelli d’Italia, Forza Italia, che abbiamo conosciuto a Matera quasi 20 anni fa nel corso di una iniziativa dell’Unione provinciale Agricoltori, ha fatto sapere- con le interviste rilasciate a Telerama e al Quotidiano di Puglia- di essere lusingata a lavorare per ”Matera capitale europea della cultura 2019” e che ci penserà. Allo stesso tempo si è tolta un sassolino dalla scarpa nei confronti del sindaco Paolo Perrone (il più votato nei gradimenti d’Italia), che l’ha ignorata, rispetto a quanto ” ufficiosamente” ha fatto Matera o almeno ambienti di maggioranza (facilmente intuibili per prossimità politica) che la vedrebbero nella nuova giunta di Matera. La 74enne dinamica, Adriana Poli Bortone, dovrà attendere che arrivi il disco verde dalla maggioranza al Comune di Matera e da quanti, in consiglio comunale, dalla galassia renziana pittelliana (ufficiale e ufficiosa) e antezziana dovrebbero, vuoi per senso di responsabilità e vuoi per comprensibile opportunismo, supportare il nuovo esecutivo. Ma c’è dell’altro e sono gli ottimi rapporti avviati tra il Comune di Matera e quello di Lecce, ma sopratutto tra i due sindaci Raffaello de Ruggieri e Paolo Perrone, per Matera 2019. De Ruggieri dovrà valutare anche questo aspetto, in relazione alle frizioni che ci sono tra i due politici salentini e in relazione a quanto dichiarato la stessa Adriana Poli Bortone nei confronti del sindaco Perrone. Quest’ultimo – come ha dichiarato lo stesso ex ministro dell’Agricoltura del governo Berlusconi- l’aveva rimossa nel 2009 dalla giunta e dagli incarichi di assessore alla cultura e da vicesindaco. E questo, come riportano le cronache del tempo, insieme a Severo Martini (Lavori pubblici) e Luciano Battista (Pubblica istruzione). Alla base della decisione del sindaco (Popolo delle Libertà) il consolidarsi di una situazione divenuta insanabile,a seguito della mancata condivisione da parte dei tre assessori del percorso politico che aveva portato alla costituzione del Popolo delle Libertà. Martini, Poli Bortone e e Battista, infatti, avevano dato via a ”Io Sud” e partecipato in modo autonomo alle amministrative. Da qui la decisione del sindaco e la mancata ricucitura nel centro destra dei rapporti fra le parti. Una situazione di dialettica e di posizionamento politico. Attendiamo sviluppi. Ci interessa la situazione materana. La gestione di un settore come quello della cultura richiede equilibrio e chiarezza, perchè riguarda non solo il Comune ma anche i rapporti con la Fondazione, sia per quanto riguarda gli eventi che per la questione del bando congelato sul Logo per Matera 2019, che ha fatto capire chi,in maniera ipocrita, ha un piede in più scarpe e perchè . Chiarezza, dunque. Ricordiamo quanto accaduto in passato con la indicazione di una giunta di qualità (ricordate l’indicazione per Vittorio Sgarbi ?) poi scemata sopratutto per motivi finanziari e i contrasti sul direttore artistico della Fondazione, sulla figura di Antonio Calbi, che ha fatto bene a trovare considerazione e lavoro a Roma. E allora calma e gesso. Lo scampato pericolo del voto di bilancio, deve trovare riscontri e visibilità in giunta con le inevitabili pressioni dentro e fuori dell’Arca di Noè, che spingono tra marosi e gorghi traditori per navigare nel ”mare nostrum”…che va dal torrente Gravina al fiume Basento fino e oltre il ponte Musmeci.E non è solo questione di geografia…