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PN METRO PLUS MATERA: UN PROGETTO SUI QUARTIERI NON PUÒ NASCERE SENZA I QUARTIERI

 

La Rete dei Quartieri materani chiede al Sindaco, ai Gruppi consiliari e al Terzo settore di aprire un confronto pubblico

La presentazione del programma PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027, con oltre sette milioni di euro destinati all’inclusione sociale, alla rigenerazione urbana e ai servizi di prossimità, rappresenta un’opportunità importante per Matera. Proprio per la rilevanza delle risorse disponibili e degli obiettivi dichiarati, il programma non può però essere considerato una questione riservata all’Amministrazione comunale, agli uffici e ai consulenti incaricati; riguarda l’intera città e, in modo particolare, le comunità dei quartieri, le realtà civiche e il Terzo settore materano.

Non intendiamo inserirci nella disputa sulla paternità politica e amministrativa dei finanziamenti. Riconoscere correttamente il lavoro svolto dalle precedenti amministrazioni è un dovere di lealtà istituzionale. La questione decisiva, tuttavia, è capire come le risorse saranno utilizzate, quali bisogni saranno assunti come prioritari e attraverso quali forme di partecipazione verranno definiti gli interventi.

Il programma comprende il progetto significativamente denominato “Quartieri in Rete”, finalizzato ad attivare servizi di prossimità e percorsi partecipativi nei quartieri San Giacomo–Matera Nord, Spine Bianche, Agna–Matera Sud e Borgo Venusio, valorizzando alcuni spazi pubblici come luoghi di innovazione sociale e di welfare comunitario. Proprio questa denominazione rende ancora più evidente una contraddizione che non può essere taciuta: si presenta un progetto chiamato “Quartieri in Rete”, ma si continua a ignorare la rete civica che nei quartieri materani esiste e opera da anni e forse persino il coinvolgimento la stessa Assessora competente.

La Rete dei Quartieri materani non rivendica una rappresentanza esclusiva né un riconoscimento formale. È una realtà plurale, ancora incompleta e fragile, impegnata però nella rilevazione dei bisogni territoriali, nella costruzione di proposte e nella difficile sperimentazione di pratiche di cittadinanza attiva e di collaborazione con le istituzioni. Risulta pertanto difficile comprendere la persistente “ignoranza” — nel senso letterale di un reiterato ignorare — del ruolo e delle funzioni della Rete e delle associazioni operanti nei singoli quartieri. Tanto più quando l’Amministrazione dichiara di voler costruire reti di relazione, promuovere partecipazione civica e partire dai bisogni delle persone e dei territori.

Non basta annunciare che cittadini ed Enti del Terzo settore saranno coinvolti attraverso successive procedure di coprogettazione. La partecipazione non può essere collocata alla fine del procedimento, quando luoghi, funzioni, priorità, consulenze e linee operative risultano già sostanzialmente definiti. Anche il Terzo settore non può essere considerato soltanto come un insieme di soggetti chiamati a candidarsi per la gestione di attività e servizi predisposti altrove: le associazioni, le cooperative sociali, il volontariato e le altre esperienze civiche devono poter concorrere, insieme alle comunità locali, alla lettura dei bisogni, alla progettazione delle funzioni, alla costruzione delle reti territoriali e alla valutazione pubblica dei risultati.

È in gioco il significato stesso della coprogettazione: non una semplice procedura amministrativa per individuare gestori, ma un processo attraverso il quale l’istituzione pubblica e le forze sociali elaborano insieme risposte ai bisogni della comunità.

Per queste ragioni abbiamo indirizzato al Sindaco Antonio Nicoletti una lettera istituzionale con la richiesta di convocare, prima dell’assunzione delle principali decisioni operative, un confronto pubblico sul PN Metro Plus Matera.

Rivolgiamo la stessa sollecitazione al Presidente del Consiglio comunale e a tutti i Gruppi consiliari, di maggioranza e di opposizione, affinché la questione venga discussa anche nella sede della rappresentanza democratica cittadina. Un investimento di tale rilevanza richiede trasparenza, responsabilità politica e possibilità di controllo pubblico. Chiediamo che nel confronto siano resi conoscibili il quadro completo degli interventi e delle risorse; il cronoprogramma delle attività; le funzioni previste per ciascuno spazio; i criteri con cui sono stati individuati i quartieri e gli immobili; il ruolo attribuito alla società incaricata dell’assistenza tecnica; le modalità e i tempi della coprogettazione; gli strumenti di partecipazione delle comunità locali; gli indicatori attraverso i quali saranno valutati i risultati sociali prodotti.

Chiediamo inoltre che i quattro quartieri direttamente interessati non vengano considerati ambiti isolati. Gli spazi e i servizi programmati devono diventare nodi di una politica cittadina capace di coinvolgere progressivamente tutti i quartieri, valorizzando le esperienze civiche già attive e riducendo le diseguaglianze territoriali.

Il PN Metro Plus potrà lasciare a Matera qualcosa di più di alcuni edifici recuperati e di servizi temporaneamente finanziati soltanto se riuscirà a costruire comunità territoriali capaci di riconoscersi, organizzarsi e concorrere alle decisioni pubbliche.

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