L’anno prossimo ricorreranno i 100 anni della nascita e due terzi della sua esistenza e azione politica sono dedicati a far grande l’Europa nel solco di padri fondatori come Alcide De Gasperi e a dar ruolo propositivo e qualificato a una Italia, giovane e con tanta voglia di contare tra i popoli liberi. Pierluigi Diso un “amico’’ come pochi del presidente Emilio Colombo, a 99 anni dalla nascita del grande statista, ne traccia un ricordo sul piano politico e culturale,senza elucubrazioni sistemiche, frasi e parole auliche con l’obiettivo di dare un colpo d’ala a un pensiero che ancora oggi ha la sua validità. E lo fa lasciando da parte persone e personaggi di maniera, che si uniscono al coro spesso ipocrita del ‘’io c’ero, l’ho conosciuto’’ ma- aggiungiamo- hanno prese le vie della smemoratezza o dell’opportunismo dopo la diaspora di Piazza del Gesù seguita all’inchiesta “Mani Pulite’’. Diso dice bene ‘’ Più Europa’’, ma per farlo occorre mandare a Bruxelles non vecchi elefanti imbolsiti o poco credibili per concludere lì con un inglese casereccio ed esilarante una vita con tanta infamia e poche lodi. A Potenza gli ‘’amici’’ installarono un monumento a Matera non si è riusciti a piazzare nemmeno una lapide. Eppure a scorrere gli scranni istituzionali di figli grati e ingrati del Presidente, con in piedi in più scarpe, ce ne sono tanti…
AMICI DEL PRESIDENTE
Gli “amici del Presidente Colombo” mi hanno chiesto di ricordarlo oggi, 11 aprile 2019, a 99 anni dalla sua nascita a Potenza. Il mio pensiero è quindi volato subito alla fugace conversazione fatta con il Presidente Tajani a Matera il 22 marzo scorso quando, accompagnandolo lungo Via Roma, gli ricordai che lui è stato il secondo Presidente del Parlamento europeo a venire a Matera. Tajani mi rispose: perché? Gli risposi che il nostro concittadino onorario, Emilio Colombo, esattamente quaranta anni fa, si sedette sullo scranno più alto del Parlamento europeo ( 1977-1979), tanto da meritarsi il Premio Carlo Magno e ricevendo il 7 ottobre 2011 a Losanna anche il premio Jean Maritain per i suoi meriti per la nascita e gli sviluppi della CEE prima e della Unione Europea poi.
Il nostro Emilio Colombo volò veramente alto, come disse Francesco Saverio Nitti.
Il Magnifico Rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio, che lo ha conosciuto personalmente, ci ricordò questa estate che “Emilio Colombo è stato un Uomo segnato da una grandezza particolare, simbolico, ricco di emozioni che vivono nei cuori di chi lo ha conosciuto e amato e della gente della Sua Regione . Impegno, dedizione, passione e poesia nel suo alto magistero sociale e politico, dedizione alla sua terra, che viveva fertili intuizioni, progetti che venivano affidati alla Sua guida, giovani intelligenze affascinate dalla divulgazione del suo pensiero utile, e tanto altro ancora. Una vita, la Sua, che ‘faceva cronaca’, come diremmo oggi. Un insegnamento il Suo che generava emozioni, faceva cultura, sostenuto da una forte vision. È sufficiente guardarsi intorno percorrendo le strade della terra lucana e della nostra città di Matera, come anche dei piccoli borghi lucani, per avvertire la massiccia presenza di Storie, che hanno segnato la sua accorta attenzione alla giustizia sociale e ai simboli del riscatto della sua Terra”.
Rileggendo le fonti oggi si scopre la figura del politico e dello statista, ma sullo sfondo resta sempre la storia del Paese e del suo Mezzogiorno, ma anche quella dell’Unione europea. Popolarismo, meridionalismo ed europeismo hanno rappresentato la pietra miliare dell’agire politico del presidente Colombo.
Al tempo della Brexit il messaggio di Colombo ‘’Piu’ Europa!’’ ci indica e ci guida alla riscoperta dei valori cristiani e laici in un momento nel quale sembra perfino possibile che possa essere distrutto con un click quanto faticosamente conquistato. Colombo può essere tranquillamente annoverato tra i padri dell’Unione europea, la sua elevata statura politica non è da meno a quella di Adenauer, Monnet, De Gasperi e Schuman. Ma è il libro di Levi, Per l’Italia, per l’Europa, che, soprattutto per chi lo ha conosciuto, è il suo testamento politico e culturale. Affermava Colombo: «l’europeismo è stato per noi una vocazione primaria, che rimane valida, che nasceva dalla nostra cultura civile, dalla nostra storia, ma anche da quella ispirazione cristiana che permea le politiche di cooperazione e di pacificazione di tutti gli scenari di crisi» e aggiungeva: «L’Europa è stata, per la mia generazione, il cuore di una missione che dilatava i confini e le speranze della politica e che riempiva di senso universale il nostro impegno nelle istituzioni nazionali». Egli lamentava che: «L’Europa non è ancora entrata nella stagione di un compiuta maturità politica, perché manca di un influente governo multinazionale, di una comune politica della sicurezza, di una comune politica estera e di una comune politica di difesa».
Oggi che il DEF (Documento di Economia e Finanza) è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, mentre si apre la campagna elettorale per le prossime consultazioni europee, l’insegnamento del Presidente Colombo è ancora più attuale, a favore di un progetto culturale, politico e istituzionale che, facendo riferimento ai principi e ai valori della nobile tradizione del cattolicesimo politico, formuli proposte idonee al superamento dell’attuale crisi economica. In un momento in cui il perdurare della crisi sta generando paure e insicurezze che rendono più fragile il legame tra i cittadini, occorre che la politica sappia elaborare risposte all’altezza della situazione, capaci non soltanto di farci uscire dal periodo di difficoltà, ma di migliorarci.
Un pensiero al nostro concittadino onorario era doveroso, in un anniversario così importante ed in vista delle prossime elezioni per il Parlamento europeo e sperando che l’Amministrazione comunale di Matera finalmente apponga la targa al “Belvedere Emilio Colombo”.
Pierluigi Diso