La piazza è la città, la città è la piazza. La piazza sorse sempre a ridosso del Sedile o Municipio, quasi a significare una identità tra il popolo amministrato e i suoi amministratori.

Alla progettazione delle piazze fu sempre dedicata, nei secoli, la massima attenzione, avendo sempre e solo, come obiettivo, quello di farne il cuore palpitante della vita cittadina. Ciò dal tempo della agorà greca e del foro romano. Matera ebbe la sua piazza, così concepita, prima in Piazza Duomo, poi in Piazza Sedile. Nel secondo dopoguerra, la chiusura del Sedile significò il trasferimento della piazza sotto il nuovo Municipio o Sedile, in Piazza Vittorio Veneto, che piazza non è, ma piuttosto uno slargo.

La successiva espansione della città, a seguito sia del risanamento dei Sassi sia per investimenti di edilizia privata, ha portato la città lontano da Piazza Vittorio Veneto. Non è stata una scelta casuale il nuovo trasferimento del Municipio-Sedile sulla collina di Macamarda, individuata come nuovo Centro Direzionale, baricentro della nuova città.

Considerata la terza svolta storica che si intendeva realizzare, più amministrazioni si sono preoccupate, nel tempo, di garantire alla città una nuova, grande piazza, agorà o foro. Quasi a voler anticipare il progetto, si battezzò il largo spazio che si era creato davanti al nuovo Municipio-Sedile come Piazza della Visitazione, in ricordo della vasta, solenne partecipazione della città alla visita storica di papa Giovanni Paolo II

Più volte, nel tempo, si sono preparati studi di idee, mai rinunziando ad una decisione che fosse corale e collettiva, sanzionata da democratico voto. Luogo deputato a ciò è stato sempre ritenuto ed è il Comune, attraverso il Consiglio Comunale.

Purtroppo, con operazione assolutamente incomprensibile, disconoscendo prerogative e competenze proprie del Consiglio Comunale, è stato permesso e concesso ad un ente privato – le FAL / Ferrovie Apulo Lucane – di sostituirsi al Comune e al Consiglio Comunale, e di progettare, in tutta autonomia, una sua vasta stazione per ferrovia, peraltro, a scartamento ridotto, più tramvia che ferrovia.

Il progetto, presentato il 22.u.s. ad una cerchia ristretta di Autorità, attentamente scelte e selezionate per invito, sottratto ad ogni discussione, lo si è voluto immediatamente esecutivo, con immediato arrivo di ruspe ed escavatori.

La città non può restare insensibile di fronte a tale atto di spoliazione.

Si chiede, pertanto, l’immediato ritiro del progetto e suo passaggio all’esame del Consiglio Comunale e alla città nelle sue varie articolazioni, per una definizione che, facendo a conto di altre idee in precedenza emerse, anche attraverso concorsi, faccia di Piazza della Visitazione una vera, grande, solenne piazza del presente e del futuro, che sia piazza del popolo.