Che la campagna dei vaccini anticovid 19 fosse un affare per lobby finanziarie che investono per tempo su calamità, pandemie e via elencando, indirizzando produzioni, borse e mercati, era risaputo. Ne abbiamo avuto riscontro, e questo è apprezzabile, con la messa a punto di sette vaccini da parte di altrettante case farmaceutiche del pianeta e altrettante prenotazioni, in milioni di euro e dollari, per forniture di vaccini da parte dell’Unione Europea e di Paesi, che hanno la possibilità di mettere mano al portafogli. Tutto risolto? Si va avanti con la campagna vaccinale (quanto costa ?) che in Italia è liberamente ispirata alla “Primula” del Primo giorno di Primavera dei Dik Dik? Nemmeno per sogno. E la brusca frenata dell’americana Pfizer ne è una conferma, che ha fatto slittare a un mese o quasi le forniture per l’Europa. Tutti a protestare, con minacce di contenziosi e pagamenti di penali, ma dall’altra parte dell’Oceano si rassicura. Qualcosa a che fare con la campagna vaccinale statunitense, con l’avvento della nuova Presidenza degli States che vuole dare un segnale di discontinuità rispetto a Trump? No, ni, booh. Fatto sta che la cosa non quadra e Vittorio Agnoletto, con Medicina Democratica, mette il dito nella piaga ricordando gran parte della ricerca mondiale è stata finanziata anche con risorse pubbliche. E allora va dato un segnale preciso, altrimenti- auguriamoci il contrario- il caso Pfizer potrebbe ripetersi. Serve mandare avanti la petizione per la moratoria sui brevetti dei farmaci. Qualcuno sull’argomento preferisce glissare e si capisce bene perchè: il covid 19 con tutte le sue varianti sarà un affare per gli anni a venire, come il vaccino antinfluenzale che – quest’anno – è arrivato con il contagocce o per nulla. Coincidenze?

LA NOTA DI MEDICINA DEMOCRATICA

Milano, 16 gennaio 2021

COMUNICATO STAMPA

GRAVISSIMA, MA NON INASPETTATA, LA DECISIONE DELLA PFIZER.

AGNOLETTO” E’ URGENTE SOSTENERE LA PETIZIONE PER LA MORATORIA DEI BREVETTI SUI FARMACI”

“ Ritengo inaccettabile, ingiustificabile e irresponsabile la decisione della Pfizer di ridurre il numero delle dosi, che avrebbe dovuto fornire ai Paesi europei: l’azienda si fa beffe degli accordi e dei contratti stipulati, senza nemmeno sentirsi in dovere di fornire delle spiegazioni attendibili!”, è quanto dichiarato da Vittorio Agnoletto, medico, componente del Comitato Promotore Europeo della petizione “Diritto alle cure. Nessun profitto sulla pandemia /Right to cure. No profit on pandemic. Il comunicato odierno, “tranquillizzante”, della Pfizer, sull’annuncio di un ritardo “contenuto” è solo l’ennesima dimostrazione che la nostra salute è totalmente in balìa delle scelte strategiche e degli accordi commerciali delle aziende farmaceutiche”.

“La scelta del colosso statunitense – ha proseguito – è destinata a produrre gravi conseguenze sul piano sanitario anche in Italia, dove le dosi prenotate e disponibili erano già insufficienti per offrire nei prossimi mesi, prima dell’autunno, il vaccino a tutta la popolazione. Di fatto, il numero dei potenziali vaccinati diminuirà ulteriormente, con grave pericolo per la salute dell’intera comunità”.

A ciò si aggiunge il rischio concreto che qualcuno, tra coloro che hanno già avuto la prima vaccinazione, non riceva la seconda dose, restando così con una protezione assolutamente insufficiente e con l’errata convinzione di essere comunque protetto, mettendo a rischio se stesso e gli altri. E’ quindi fondamentale che le autorità riorganizzino la campagna, garantendo innanzitutto il richiamo vaccinale. “ Va respinta, come totalmente destituita di fondamento scientifico -ha sottolineato Vittorio Agnoletto – l’ipotesi ventilata di utilizzare un altro vaccino, quello di Moderna, per il secondo richiamo per chi fosse già stato vaccinato con il prodotto Pfizer.”

Si assiste adesso alla levata di scudi dei governi europei, comprese le autorità italiane, che lanciano parole durissime contro la Pfizer, minacciando azioni legali. In realtà, da mesi in tutto il mondo, anche in Europa ed in Italia, una parte significativa dei ricercatori, dei movimenti sociali e delle associazioni che si occupano della tutela della salute avevano lanciato appelli, chiedendo che venissero modificate le regole sui brevetti per non lasciare nelle mani di Big Pharma il potere assoluto di decidere come, quando, dove e con quali partner aziendali produrre i vaccini e i farmaci contro il Coronavirus.

Purtroppo, fino ad ora, i governi europei e la Commissione EU sono stati sordi a tali richieste e hanno anche rifiutato la proposta avanzata dall’India e dal Sudafrica all’Organizzazione Mondiale del Commercio di una moratoria sui brevetti. “Siamo di fronte a un paradosso- ha aggiunto Vittorio Agnoletto- perchè in tal modo Bigh Pharma realizzerà profitti giganteschi: infatti i governi, che hanno finanziato con denaro pubblico la ricerca, per poi lasciare i brevetti nelle mani delle aziende, sono costretti ad acquistare i vaccini a prezzo di mercato, per poi subire anche l’umiliazione di essere privati di una parte dei vaccini acquistati. Nessuna azione legale potrà risolvere le conseguenze di tali scelte”!

Di fronte a questo disastro è ancora più urgente sostenere la petizione europea “Diritto alla cura. Nessun profitto sulla pandemia” firmando via web al link www.noprofitonpandemic.eu/it ; dobbiamo raccogliere un milione di firme nell’Unione Europea e la Commissione Europea sarà obbligata a presentare una proposta al Parlamento e al Consiglio Europeo, come prevede il regolamento dell’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei), per modificare le regole di applicazione dei brevetti nell’UE (tutte le spiegazioni sono sul sito).

Per info:

Ufficio Stampa:

Carmìna Conte cell. 393 137 7616

Vittorio Agnoletto, cell. 335 6356978