Niente sigle, per ora, ma un segnale, un mattone solido per un progetto, quello della ”CittàinComune” e un programma in vista delle elezioni amministrative, che dovranno portare i materani al voto per eleggere un nuovo sindaco, una nuova maggioranza e l’assemblea consiliare.

Ma serve indicare cosa si vuol fare, con chi, per chi e per cosa, magari indicando – aspetto non trascurabile- disegno di città a risorse umane e finanziarie da impiegare. A farlo un gruppo di cittadini, di provenienza ed esperienza differenti- come leggerete nel comunicato ufficiale e nel programma ”La città che vogliamo” – ma con un comune impegno per Matera.E questo è un dato positivo, dopo aver visto la graduale perdita di autonomia e di identità del recente passato. Vero.

La mancanza di partiti si sente e si vede, accanto alla scarsa preparazione a volte di alcuni per andare ”comunque” al Comune e poi comportarsi di conseguenza. I cambi di casacca, favoriti dall’anonimato di gran parte dei movimenti civici, e il protagonismo del correntismo della ‘conta’ a tutti i costi e dello stantio presenzialismo dell’usato sicuro, con qualche testa di legno di maniera, ha finito con il danneggiare Matera, la sua identità e le aspirazioni di tanti giovani che continuano ad andar via, nonostante i fuochi fatui dell’anno da capitale europea della cultura e aldilà delle presenze turistiche.

Il comunicato e la nota programmatica che la sostiene offrono vari spunti di riflessione. Gran parte dei firmatari sono conosciuti e altri potranno aggiungersi nei prossimi giorni. Alla città le valutazioni e fuori dai luoghi comuni, da città provinciale e Matera per certi versi lo è ancora, del ”chi rappresenta chi e per cosa” o del dialettale ” a c’ appart(i)n ?…a chi appartieni? a chi fai riferimento?”.

Per cambiare la città, e non solo a parole, fare delle scelte- e nel rispetto delle valutazioni di ognuno- occorre metterci faccia, mente, cuore e braccia. E magari facendo tesoro degli errori e delle aberrazioni politiche del passato .

IL COMUNICATO STAMPA

Crediamo che il momento storico che sta’ attraversando la nostra citta’ imponga a tutti i materani di diventare protagonisti del proprio destino.

La scelta di un Sindaco e’ il momento di massima espressione della comunita’, ma non puo’ essere una delega in bianco, ne’ deve essere un modo per sentirsi sollevati dalle responsabilita’ e dal peso del Governo della citta’, delegato ad un uomo o una donna lasciati soli.

E’ necessario che tutte le positive forze che sono comparse sul palcoscenico cittadino durante il 2019 continuino, ora piu’ che mai, ad impegnarsi per costruire il futuro della nostra citta’, individuando i percorsi di crescita attraverso un confronto con tutte le personalita’ e le intelligenze che la nostra citta’ puo’ mettere in campo, anche quelle dei nostri concittadini che oggi risiedono all’estero e dei giovani con i quali e’ necessario avviare un confronto coinvolgente e costruttivo.

Per questo abbiamo proposto un documento di riflessione, aperto a tutti e da tutti modificabile ed integrabile, per tracciare la strada verso cui le prossime amministrazioni possano procedere. E’ un lavoro che richiede, per riuscire, il contributo di tutti e la capacita’ di guardare avanti in maniera anche ambiziosa.

E’ un lavoro che vogliamo lasciare alla citta’ come punto di partenza per sognare una casa comune in cui vivere insieme e meglio.”

Firmato ( in ordine alfabetico)
Associazione Amici del Cuore
Associazione Agire Democratico
Associazione Matera per Sempre
Associazione dalla Parte dell’handicap
Lorenzo Antinori, Ernesto Bocchetta, Gregorio Bronzino, Luigi Bradascio, Saverio Buono, Michele Corazza, Gianni Di Cuia , Eustachio Festa, Enzo Giordano, Filomena Liuzzi, Plantamura Grazia, Enzo Marranzini, Francesco Paolo Porcari, Michele Porcari, Angelo Riccardi, Lorenzo Rota, Antonello Venezia.


E IL PROGRAMMA ” LA CITTA’ CHE VOGLIAMO”

LA CITTA’ CHE VOGLIAMO:
accogliente, smart, con le radici affondate nel passato e lo sguardo rivolto al futuro

Il 2019 e’ passato, ci ha lasciato la consapevolezza di vivere in una citta’.straordinaria.
Lo sguardo degli ospiti che hanno visitato la citta’ ci ha dato una nuova percezione delle potenzialita’ che Matera puo’ esprimere. L’esperienza di Capitale Europea ci ha insegnato che se crediamo veramente nei sogni, li possiamo trasformare in realta’.
Ad una condizione: che il percorso da intraprendere sia condiviso e vissuto insieme come esaltante esperienza di crescita dei cittadini.
Matera, la Mather latina, la madre, ha riunito ancora una volta i suoi figli e gli ha mostrato il cammino che possono percorrere, una strada che puo’ portarci a diventare protagonisti in Europa di una nuova fantastica stagione di crescita e di sperimentazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile.
Si puo’ fare, se lavoriamo insieme; si puo’ fare se uniamo le nostre esperienze, quelle dei nostri ragazzi all’estero, e con loro immaginiamo una nuova citta’ capace di riabbracciarli ed al tempo stesso non farli sentire tagliati fuori dall’Europa.
Sara’ questo il compito delle prossime amministrazioni: ridisegnare il volto della nuova citta’, conservandone la sua origine, riportandola sul palcoscenico europeo come modello di sviluppo innovativo, rispettando e valorizzando il territorio e scoprendo un nuovo modo di vivere la natura.
Per questo abbiamo cominciato a confrontarci: e’ una riflessione che e’ aperta al contributo di tutti coloro che hanno a cuore il futuro di questa citta’, il futuro dei nostri figli, la vivibilita’ per i nostri genitori.
L’unica preclusione che poniamo e’ l’amore per questo luogo, prima di tutto e su qualunque interesse personale.
E gli spunti di riflessione che proponiamo sono il punto di partenza per disegnare il volto della citta’ del terzo millennio. Intendiamo discuterli insieme perche’ Matera e’ di tutti noi, un progetto che vuole il protagonismo di tutti coloro che si vogliono impegnare in questa esaltante sfida.

AMBIENTE

Immaginiamo una citta’ a misura d’uomo e proiettata verso i parametri del Green New Deal europeo. Cio’ significa ripensare l’uso del territorio, ridisegnare una mobilita’ cittadina con trasporti pubblici ad impatto zero, incentivare la ristrutturazione immobiliare verso il risparmio energetico e di risorse, monitorare la salubrita’ delle campagne per tutelare la salute dei cittadini dai rischi dell’inquinamento selvaggio.
Bisogna necessariamente partire dall’esistente: la gestione dei parchi urbani e degli spazi all’interno del quartiere deve essere organizzata in modo da rendere fruibile il verde in citta’; ma non solo, e’ possibile creare, su tutto il territorio del comune, dentro e fuori il perimetro cittadino, percorsi pedonali e ciclabili che ci consentano di riscoprire la bellezza della nostra campagna e della Murgia.
Ambiente pero’ e’ anche consapevolezza che dobbiamo gestire i rifiuti che produciamo nel rispetto del decoro del territorio. Rendere immediatamente operativo il bando della raccolta dei rifiuti e’ un obbligo , cosi’ come e’ d’obbligo dare ai cittadini una corretta informazione su come sono gestiti i rifiuti e la loro raccolta. E magari cominciare ad immaginare sistemi alternativi (cassonetti interrati – raccolta pneumatica dei rifiuti – apparecchi automatizzati per il trattamento e la differenziazione dei rifiuti a valle della raccolta) per migliorare il sistema e dare un immagine che la citta’ merita, eliminando dai quartieri l’indecoroso accumulo dei rifiuti accanto ai cassonetti di plastica distrutti.

SOCIALE – il Progetto di “VICINATO DEL TERZO MILLENNIO”

Matera e’ una comunita’.
Una citta’ senza una comunita’ e’ un corpo senza cuore. L’anima di Matera si manifesta nei quartieri: Piccianello, Serra Venerdi’, Platani, Buttiglione, San Pardo, San Giacomo, Pini, Spine Bianche, Agna, Serra Rifusa, Villa Longo, La Nera, Cappuccini, La Martella, Venusio, Sassi, Centro Storico ed aree novecentesche, sono parte di un tutto che sarebbe privo di senso senza la loro particolarita’.
Questa particolarità deve essere trasformata in “identità”, della quale i residenti sono consapevoli e se ne fanno alfieri e promotori: Matera contemporanea può così divenire una moderna “comunità” coesa in vicinati (del terzo millennio), come lo è stata, fino al secolo scorso, nei suoi Sassi.
E’ fondamentale tornare a rianimare la vita dei quartieri, attraverso il recupero delle opere realizzate (si pensi agli interventi nei quartieri realizzati con i PISU) mettendole a disposizione degli abitanti dei quartieri, attraverso la gestione da parte di corpi sociali organizzati come le associazioni di volontariato o le cooperative sociali.
Le parrocchie, i centri sociali, i circoli culturali, le associazioni, le scuole devono diventare ispiratori della rinascita della vita sociale nei quartieri offrendo servizi e spazi all’uso comune sia per lo sport che per le iniziative sociali.
Attraverso la partecipazione ed il coinvolgimento delle famiglie nelle attivita’ che il Comune potra’ avviare con il supporto di tutti i protagonisti presenti nei quartieri, la citta’ potra’ tornare a vivere come un unico organismo.
I quartieri saranno il cuore pulsante di una citta’ viva che riaccende la solidarieta’ e la vicinanza tra le persone, tra gli anziani ed i bambini, tra i residenti ed i forestieri, ricostruendo quei valori sociali di comunione e solidarieta’ che hanno costituito, da sempre, le fondamenta della storia della nostra citta’.
Per raggiungere questi obiettivi condivisi e’ indispensabile la creazione di un tavolo permanente, sotto la regia del Comune, di confronto con le comunita’ di quartiere.
Ed insieme alla vita sociale nei quartieri anche l’aiuto per chi ha bisogno di assistenza non puo’ essere tralasciato.
L’idea di prevedere l’assistenza domiciliare per chi e’ portatore di disabilita’ gravi, significa pensare ad una soluzione che lasci la dignita’ del malato nel suo contesto sociale, senza estirparlo dai luoghi a lui cari unendo solitudine alla sofferenza, ma immaginando una rete di solidarieta’ che dia risposte alle famiglie li’ dove si manifesta il bisogno: andando direttamente a fornire assistenza a casa.
Infine e’ necessario mettere in campo politiche della gestione del tempo: il Comune deve occuparsi delle politiche temporali che significa mettere mano all’ottimizzazione dei tempi di apertura e funzionamento delle strutture pubbliche per rendere piu’ vivibile l’organizzazione del tempo dei suoi cittadini.
Si pensi, ad esempio, agli orari scolastici: l’apertura contemporanea delle scuole provoca ingorghi stradali – che fanno perdere tempo –, difficolta’ per i genitori di accompagnare i figli e di giungere subito dopo sul posto di lavoro, necessita’ di prendere permessi sul lavoro per svolgere le pratiche amministrative , e cosi’ via.
Favorire l’accesso ai servizi, semplificare le pratiche burocratiche, ampliare gli orari di apertura di sportelli e uffici pubblici, coordinare i calendari e gli orari scolastici con quelli lavorativi, sono modi per liberare tempo che cittadini/e possono utilizzare per prendersi cura di sé e delle proprie vite.

URBANISTICA E TERRITORIO

L’urbanistica e’ l’organizzazione della città e del territorio finalizzata alla creazione delle migliori condizioni di crescita e di sviluppo della comunita’.
Parlare di urbanistica oggi significa comprendere che i bisogni dei materani sono cambiati. L’analisi demografica dimostra come ad un arresto dell’incremento di popolazione, corrisponde anche un diverso profilo sociale dei residenti.
I ragazzi che lasciano la citta’ per trovare lavoro all’estero hanno modificato il profilo dei residenti: piu’ anziani, meno bambini; una popolazione gia’ proprietaria di case, mentre non ci sono nuove famiglie che crescono e che hanno bisogno di nuovi alloggi. Questo deve portare ad una ridefinizione delle politiche di gestione della città.
Alla luce di queste considerazioni appare opportuno immaginare un’urbanistica che piu’ che pensare all’espansione delle aree urbanizzate, si occupi della ristrutturazione dell’esistente, adeguandolo ai nuovi parametri della bio-edilizia e del risparmio energetico.
Sara’ necessario discutere gli interventi che incidono in maniera piu’ rilevante sulla città e sul territorio in tavoli di consultazione pubblici per far si’ che le scelte piu’ impattanti sulla citta’ e sul suo tessuto urbano, siano attentamente valutate dall’Amministrazione dopo aver ascoltato le esigenze e le aspettative della citta’ attraverso l’audizione degli stakeholders, delle associazioni di categoria, e previa interlocuzione con i soggetti socialmente piu’ attivi e dei cittadini dei quartieri interessati.
Le eventuali aree di espansione urbanistica, ove ve ne fosse bisogno, dovranno privilegiare i Borghi La Martella e Venusio, al fine di consentire il raggiungimento del numero di abitanti necessario a sostenere adeguati servizi – farmacia, scuola media, attrezzature sportive, ricreative e culturali – utili per vecchi e nuovi abitanti, prevedendo tipologie abitative che si integrino a quelle preesistenti.

ACCESSIBILITA’, MOBILITA’ E TRASPORTO URBANO

A Matera ci si deve innanzi tutto poter arrivare: a maggior ragione oggi che la città è divenuta un attrattore turistico internazionale.
Vanno pertanto messe in campo tutte le politiche necessarie per:
– collegare la città alla rete ferroviaria nazionale, sulla trasversale SA – PZ – Ferrandina – MT – Gioia del Colle – BA /TA, spina dorsale della stessa regione Basilicata;
-. potenziare i collegamenti stradali di accesso alla città (Bradanica – Metaponto, trasversale Bari – Matera – Ferrandina – Sinnica).
– evitare l’attraversamento della città da parte del traffico interregionale proveniente dalla Puglia e dalla Basilicata: realizzare la grande tangenziale Cementificio (Torre Spagnola) – Venusio – La Martella – SS.7 (ponte Bradano);
Ma a Matera si deve anche poter circolare, superando i condizionamenti geografici che la sua forma allungata porta con sé.
Gia’ negli anni “70, un visionario sindaco di Matera, il Dott. Franco Gallo, sogno’ la metropolitana a Matera. Oggi i tempi sono maturi perche’ quel sogno si avveri.
Matera puo’ diventare la citta’ a misura d’uomo con un trasporto pubblico ad emissioni zero. La gestione della tratta esistente va’ integrata con i mezzi pubblici di superficie e con un sistema integrato di parcheggi posti agli ingressi della citta’ per assorbire la pressione dei veicoli turistici che affollano le vie cittadine senza alcuna regolamentazione, portando ricchezza, ma anche la paralisi della mobilita’ per i materani. Deve essere ripensato il sistema di trasporto con la metropolitana – elettrificata- che attraversa la citta’ e gli autobus – elettrici – che devono servire i quartieri collegandoli alle piu’ vicine fermate metropolitane.
Il risultato di questa rivoluzione copernicana sara’ una mobilita’ ad impatto ambientale zero, con tempi di percorrenza certi e rapidi, ed un servizio capillare in tutti i quartieri della citta’.
Ma per affermare una citta’ a “zero emissioni” andranno incentivate forme di mobilita’, almeno per il centro e per i Sassi, alternative ai veicoli con motore termico. Pensiamo a punti di consegna di biciclette con pedalata assistita, monopattini e car sharing con veicoli elettrici. Una gestione intelligente dei servizi, accompagnata da un programma del tempo per accedere alle strutture pubbliche, che aiutera’ i cittadini a svolgere i loro servizi con maggiore facilita’ ed alla citta’ di poter respirare aria finalmente priva di inquinanti.
Allo stesso tempo, per togliere le macchine dalle strade, appare opportuno programmare una serie di parcheggi, sia agli ingressi di Matera che nei quartieri cittadini, rendendo intanto operativi i parcheggi gia’ esistenti – Casalnuovo e il parcheggio intermodale di Serra Rifusa-.

MATERA – CITTA’ CULTURALE

Riteniamo la cultura uno dei motori che possono accompagnare la crescita e lo sviluppo, anche economico, della nostra citta’.
Per organizzare una articolata offerta turistico-culturale, in primo luogo e’ necessario regolamentare la tutela e l’uso del patrimonio culturale, ambientale ed urbano (Sassi, Centro Storico, Quartieri, aree periurbane), salvaguardandone e, ove necessario, ripristinandone residenzialità e segni d’identità;
E’ poi necessario valorizzare i contenitori culturali esistenti, e lavorare per individuarne e renderne fruibili altri. Tali spazi devono essere destinati alla creazione di aree museali, che raccontino storia e patrimonio culturale della città, primo fra tutti il Museo demo-etno-antropologico – da affidare alla regia di un comitato scientifico di primissimo piano – e possano anche fungere da contenitori di mostre ed altre iniziative culturali.
Poiche’ la cultura crea turismo e veicola l’immagine del territorio, non puo’ dimenticarsi l’importanza che il cinema ha rivestito e riveste per la nostra citta’. La creazione di un ufficio destinato alla gestione delle necessita’ delle produzioni, fungendo da facilitatore delle procedure amministrative e delle autorizzazioni per le produzioni certamente costituirebbe un ulteriore incentivazioni per le produzioni che volessero operare sul nostro territorio. Allo stesso Ufficio andrebbe demandata, sotto la guida di soggetti qualificati, la realizzazione del Museo del Cinema, contenitore che dovrebbe illustrare la storia delle produzioni cinematografiche e televisive che si sono succedute sul nostro territorio e nella provincia, richiamando i luoghi in cui si sono girate le scene e valorizzando la loro storia .
E poiche’ la cultura e’ in grado di generare economia, al fianco di questa iniziativa va’ completato il percorso istitutivo della Scuola delle arti collegate al mondo delle arti visive. La presenza di artigiani specializzati in grado si supportare le produzioni diventerebbe occasione di lavoro per i nostri ragazzi ed al tempo stesso operazione che faciliterebbe l’acquisizione di nuovi progetti delle case di produzione che troverebbe un territorio preparato ad assisterli in tutte le loro esigenze. Si pensi ai costumisti, agli artigiani che collaborano alla realizzazione delle scenografie, ai fotografi e cosi’ via.
Ne’ si puo’ rinunciare a recuperare gli spazi esistenti destinati alle attivita’ teatrali ( teatro Quaroni a La Martella, locali gia’ utilizzati per le attivita’ teatrali nei Sassi e nei quartieri, cinema Duni e Guerrieri solo per fare degli esempi) o predisporre spazi destinati alle produzioni musicali per i giovani, agevolando le loro passioni e consentendo di creare le basi per il supporto alle band ed agli artisti locali.
Cosi’ come, infine, non e’ possibile pensare di rinunciare agli strumenti necessari per la conservazione della storia della citta’, evolvendoli in progetti che utilizzino le nuove tecnologie di divulgazione: in questa prospettiva devono essere conservati e potenziate le strutture della Biblioteca Provinciale, dell’Archivio di Stato, nonche’ la realizzazione di un Museo della Citta’ e del Territorio, articolato anche con nodi decentrati nei quartieri (gli “spazi dell’identità”) che diventerebbe un centro di documentazione stabile, fonte di approvvigionamento della storia di evoluzione e trasformazione del territorio e della societa’ materana.
Infine bisognera’ lavorare per integrare il mondo universitario nel contesto urbano, aprendo la citta’ alle energie ed alle idee che studenti, ricercatori e mondo docente possono proporre nel contesto della vita sociale della citta’, e nello studio e valorizzazione del suo patrimonio culturale.
L’obiettivo e’ proseguire sulla strada dell’”innovazione”: la ricerca storica, archeologica, antropologica, culturale possono divenire cosi’, fonte e nutrimento di una sempre nuova e più profonda attrattività della nostra straordinaria “città culturale”.

TURISMO ED ATTIVITA’ DI IMPRESA

L’amministrazione comunale deve riappropriarsi del ruolo di programmazione delle attivita’ produttive del territorio.
Il Turismo e’ diventata una delle forme di maggiore investimento per produrre ricchezza e lavoro. Se sino ad oggi si e’ potuto improvvisare, il futuro non lo consente piu’.
E’ necessario intensificare le relazioni con la Camera di Commercio e l’APT sia per monitorare la situazione della ricettivita’ esistente, sia per studiare meccanismi che incrementino la qualita’ dell’offerta ricettiva materana, in modo che si mantenga sempre in grado di soddisfare la qualita’ richiesta da una clientela sempre piu’ esigente.
Dopo l’esperienza di Matera 2019 e’ diventato non piu’ procrastinabile la creazione la gestione diretta del Comune di un portale web che consenta, in maniera chiara e rapida, di far conoscere, a turisti e residenti, tutte le iniziative e gli eventi proposti da pubblico e privato.
Serve una regia, che puo’ svolgere solo il Comune mediante la concertazione con tutti i soggetti organizzatori di eventi sul territorio, affinche’ date e luoghi delle manifestazioni non si sovrappongano e consentano un destagionalizzazione del turismo mosso dalle manifestazioni organizzate. Questo presuppone una calendarizzazione degli eventi storicizzati, e la capacita’ di comunicare tempestivamente, ed in modo chiaro, la cronologia degli eventi, anche mettendo a disposizione dei siti web locali il cronoprogramma.
Poiche’ le dinamiche del lavoro sono quelle che incidono di piu’ in un momento cosi’ particolare della nostra economia, insieme all’accelerazione della ZES e’ necessario immaginare politiche mirate a rendere appetibile economicamente gli investimenti delle imprese sul nostro territorio: in primo luogo agevolando e snellendo la burocrazia connessa al rilascio dei provvedimenti amministrativi per le attivita’ produttive, e poi ridefinendo gli oneri comunali posti a carico delle imprese.
Infine la utilizzazione di spazi pubblici per l’insediamento di incubatori di impresa e’ una best practice avviata e che va’ incentivata, soprattutto per quelle attivita’ che possono crescere grazie al telelavoro ed allo sviluppo delle nuove tecnologie.
Matera puo’ diventare un incubatore di attivita’ ad altissimo potenziale tecnologico, un polo di innovazione che puo’ proiettare la citta’, in ambito europeo, come capo fila di un Mezzogiorno che ridisegna la sua identita’.

Abbiamo pensato di fornire un punto di partenza ad una riflessione che andra’ declinata in un programma ancora da integrare con la collaborazione di tutti coloro che sognano di vedere una citta’ finalmente degna del nome che porta e del ruolo che le spetta.
Un sogno che insieme possiamo far diventare realta’.